“I Patroni de’ Grifi”. Pubblicato il settimo libro di Pasquale Tandoi sulla storia di Corato

La Redazione
I Patroni de’ Grifi. Una nobile famiglia pugliese e la sua città d’origine

Nel libro, inserito nella collana La Puglia nei documenti, si intrecciano per quasi settecento anni le vicende di una nobile famiglia con quelle della nostra città

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Levante Editori ha in questi giorni pubblicato “I Patroni de’ Grifi. Una nobile famiglia pugliese e la sua città d’origine” (310 pp., euro 22). 

Nel libro, inserito nella collana La Puglia nei documenti, si intrecciano per quasi settecento anni le vicende di una nobile famiglia con quelle della nostra città.

E’ il settimo libro del prof. Pasquale Tandoi, che, con la pubblicazione nell’arco di oltre un ventennio anche di numerosi opuscoli e varie centinaia di articoli sulla stampa locale (tra cui quelli della nostra rubrica “Accadde a Corato”), si accredita sempre più come uno dei maggiori e più appassionati studiosi del passato coratino. Egli racconta, senza intenti agiografici, fatti documentati riguardanti il casato dei Patroni de’ Grifi, una lunga discendenza di donne e uomini che, tra luci ed ombre, sono stati protagonisti della storia della città di Corato.

Le vicende coratine e quelle dei Patroni Griffi, come si chiamano oggi, si sono spesso incrociate con numerosi eventi più generali che hanno riguardato in particolare l’Italia meridionale. Partendo dall’epoca angioina della regina Giovanna I, la narrazione si snoda transitando via via per la disfida di Barletta,  le fosche trame di Lucrezia Borgia, il dominio feudale dei duchi Carafa, l’arrivo dei Borbone sul trono di Napoli, la Repubblica Partenopea del 1799, la Restaurazione e il Risorgimento, l’Unità d’Italia e arriva fino ai giorni nostri. Sprazzi di storia non solo della nostra comunità ma pure di una regione e dell’intero Sud visti attraverso la prospettiva di una famiglia aristocratica.

Quella dei Patroni Griffi, come ha scritto nella presentazione il prof. avv. Ugo Patroni Griffi (nominato di recente presidente della Fiera del Levante), è una storia di “fortune e fallimenti, di felicità ed amarezze”. Di divisioni sul piano politico nel periodo risorgimentale, ma anche di forte legame affettivo tra i suoi componenti. 

Questo lavoro di ricerca è un lungo cammino che inizia nel 1349 quando il capitano di ventura Andrea Patrono difese Corato dall’assedio degli Ungheresi e si conclude con dei cenni sul ministro Filippo Patroni Griffi: dal basso Medioevo al governo Letta, quindi. Infatti anche il ministro ha un’ascendenza coratina in quanto il suo bisnonno Agostino era nato a Corato nel 1858 e aveva sposato una Maria Azzariti della stessa città. Poi come tutti i maschi della famiglia che non abbracciavano la carriera ecclesiastica, si era trasferito a Napoli, allora unica sede di Università, per conseguire la laurea in giurisprudenza ed esercitare nella ex capitale l’avvocatura.

Il libro chiarisce che i Patroni Griffi, al di là delle note biografiche che si leggono qua e là sui personaggi famosi della famiglia, hanno avuto origine a Corato nel 1530, allorchè Antonio Patrono sposò Angelella Grifi, sorella di Marino Antonio, allora il coratino più facoltoso, il cui palazzo è sopravvissuto fino ai nostri giorni col nome di Palazzo Gentile. 

Il certosino impegno di Pasquale Tandoi ha evidenziato che i Patroni de’ Grifi hanno lasciato profonde tracce della loro presenza in molteplici ambiti del passato della città di Corato: dai fatti d’arme al ruolo dominante avuto nelle chiese, nei monasteri e nelle confraternite, dalle testimonianze architettoniche del loro prestigio e della loro potenza economica al protagonismo  politico-amministrativo.

Altri componenti della famiglia, poi, partendo da Corato e dando origine al ramo napoletano, si misero in luce su palcoscenici più ampi. Ci fu chi aderì come combattente alla Repubblica Partenopea e chi mostrò una tenace fedeltà alla dinastia dei Borbone anche dopo la scomparsa del Regno delle Due Sicilie.

L’autore, sempre rigoroso nella ricerca e nell’analisi delle fonti, ha consultato un’ingente quantità  di documenti in gran parte provenienti dall’archivio del prof. Ugo Patroni Griffi dai quali ha saputo ricavare con una prosa fluida e arguta una complessa trama lunga vari secoli.

Il racconto non cede mai alla tentazione di celebrare la famiglia, anzi diventa a tratti quasi impietoso, soprattutto quando descrive, nel periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento, il fallimento economico del ramo coratino dei Patroni Griffi o quando narra, sulla base di lettere assolutamente inedite (recuperate dal collezionista coratino Cristoforo Scarnera), l’amore sofferto tra Felice Patroni Griffi e Zenobia Briante, segretaria-governante della famiglia, i quali furono i genitori di quel Peppino Patroni Griffi, che sarà uno dei maggiori rappresentanti del mondo teatrale e cinematografico italiano del secondo Novecento.

Se in passato i vari personaggi della famiglia Patroni de’ Grifi sono stati condottieri, ecclesiastici, dottori in legge, amministratori politici locali e ricchi proprietari terrieri, oggi la nobile stirpe prosegue la sua storia ormai lontano dalla città d’origine e si espande occupando spazi di sempre maggior rilievo, a livello nazionale, anche in altri ambiti della società.

Il libro sarà in vendita alla fine della settimana presso le edicole Galise e Rosa Olivieri (via A. Moro) e la libreria Ambarabàcicicocò.

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Commenti

  • tommaso piarulli (utente non verificato)

    E allora cosa si aspetta a dare finalmente un nome al nostro miliardario TEATRO credo che una lapide all’ex sindaco Patroni Griffi sia un atto dovuto di ” riconoscenza ” del popolo Coratino !!!!!!