Un taglio del nastro che vale doppio. La parrocchia San Domenico risorge con il Festalfa

Luciana Cusanno
Un taglio del nastro che vale doppio. La parrocchia San Domenico risorge con il Festalfa

Festalfa a parte, l'inaugurazione ha riguardato anche gli ambienti restaurati della casa canonica. "Un sogno", com'è stato definito il progetto partito esattamente tre anni fa

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Un taglio del nastro che vale doppio.

Domenica sera è stata inaugurata la 26esima edizone del Festalfa, storica manifestazione che da anni coinvolge ragazzi e adulti in attività ricreative e di riflessione.

Il tema di quest’anno, come suggerito dal sinodo, è il cammino.

«Il camminare con gli altri insieme è un’attività non facile, ma ricca di gioia perché in questo modo si fa comunità e si cresce – ha detto il parroco don Gino Tarantini – e questo Festalfa vuole essere un occasione di riflessione sul significato della comunità e il voler crescere e camminare insieme. Tante attività saranno occasione di scambio e amicizia»

Ma, Festalfa a parte, l’inaugurazione ha riguardato anche gli ambienti restaurati della casa canonica. “Un sogno”, com’è stato definito il progetto partito esattamente tre anni fa nel filmino di presentazione dei locali rinati.

Gli ambienti, completamente distrutti e pieni di eternit, materiale cancerogeno, sono stati stravolti e rifatti, comportando un grandissimo lavoro di squadra e impegno. Responsabile dei lavori, l’architetto Antonella Varesano che, con l’aiuto ed il grande lavoro di squadra con Salvatore Randolfi, Andrè Torti, Filippo Grammatica, Annibale Russi e Michele Pellegrino, ha dato luce ad un capolavoro.

«La storia di questo cantiere è stato un cammino, un percorso che ha messo tutti noi insieme, dove abbiamo condiviso un sogno ma anche tante fatiche» ha affermato Antonella Varesano.

«Riabilitare gli ambienti disagevoli non è stato facile. Avremmo potuto stravolgere ma abbiamo preferito utilizzare materiali che erano già presenti originariamente, pietra, terracotta e legno, perché sono materiali che invecchiano in maniera nobile. Non abbiamo usato materiali chimici e abbiamo fatto in modo di creare una tettoia che permetta il fresco d’estate ed il caldo in inverno, per un risparmio energetico».

La serata è stata occasione per presentare le mostre esposte nel battistero e nel cortile della chiesa. Solo l’inizio di un percorso lungo e gioioso.

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Commenti

  • Claudio Petrone (utente non verificato)

    Grande Antoooo

  • giandomenico masciavè (utente non verificato)

    Bravo Bravissimo Don Gino un parroco che una ne pensa e cento ne fa.