Piste ciclabili e senso rotatorio del corso, il parere di un lettore

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"Poichè né la famiglia, né la Chiesa, né la scuola riescono più ad arginare la maleducazione dilagante, penso tocchi ad altre istituzioni il compito di fare qualcosa, in modo da non dare l’impressione di una alzata di mani generale"
Riceviamo e pubblichiamo la lettere di un nostro lettore circa piste ciclabili e senso rotatorio del corso.
“C’è il nuovo sindaco, e penso che vi sarà un prodigarsi di persone pronte ad elargire consigli più o meno disinteressati. Anch’io desidero essere nel novero, e parlerò delle famigerate “piste ciclabili” e del senso rotatorio del Corso.
Da incallito fruitore della due ruote, che uso quasi esclusivamente in città, vorrei far conciliare le esigenze di noi ciclisti (anche occasionali) con quelle degli automobilisti che desiderano parcheggiare.
E’ illogico infatti riservare tali spazi alle biciclette durante la notte, d’inverno o quando piove. Io pertanto consentirei l’uso delle piste sul corso per sei mesi all’anno (da maggio a ottobre) e solo in alcune fasce orarie (dalle 09,30 alle 12,00 e dalle 17,00 alle 19,30). Quando la giornata è considerata piovosa poi, una bandierina di colore ben visibile e da definirsi, appesa sulla parte interna del portoncino dell’ufficio di polizia urbana sito presso il Comune, farà capire agli automobilisti che potranno parcheggiare su tali corsie anche in tali orari.
Chi usa da tempo la bici sa di andare incontro ad ostacoli e pericoli, ed ha uno spirito di adattamento ed una “forma mentis” ben diversi da quelli di coloro che usano solo l’auto. Ma nessun complesso elitario: i ciclisti, specie quelli giovani, che viaggiano contromano, senza luci di sera o corrono sui marciapiedi, complici coloro che dovrebbero sanzionarli (la mancanza di personale addotta ora non esisteva trent’anni fa quando vigeva lo stesso malcostume stradale dinamico, cioè non limitato ai soliti “divieti di sosta”) o educarli al rispetto delle regole, fanno sì che da molti siamo visti come dei pericoli ed espressioni di pura anarchia. Un consiglio, comunque, ai miei colleghi: posizionate sul lato sinistro del manubrio uno specchietto retrovisivo. Non potete immaginare quanto esso vi sarà prezioso.
Riguardo poi al senso di rotazione continuo del Corso, esso è un bel “giocattolo” che però, dato in mano a chi lo usa male, arreca solo danni. Infatti noto che lo stradone si trasforma in un inquinante passeggio automobilistico e, da un certo orario in poi fino a notte inoltrata, in una vetrina itinerante ininterrotta per poter sfoggiare altoparlanti sempre più potenti, incuranti, i giovani, delle necessità altrui (comportamento che dovrebbe essere sanzionato come disturbo della quiete pubblica o come impossibilità di percepire segnali e stimoli esterni quale, ad esempio, il sopraggiungere di un mezzo d’emergenza).
Poichè né la famiglia, né la Chiesa, né la scuola riescono più ad arginare la maleducazione dilagante, dato che l’emulazione , in una società non proprio all’avanguardia, è esponenzialmente sempre più alta verso le cose negative, penso tocchi ad altre istituzioni il compito di fare qualcosa, in modo da non dare l’impressione di una alzata di mani generale.
Ed è per questo che suggerirei, almeno per quanto riguarda il comportamento sul Corso, un doppio senso di marcia: ingresso sullo stradone da via Castel del Monte, possibilità di girare sia a destra che a sinistra, uscita su via Ruvo da entrambe le parti di confluenza. Per chi entra da via Trani, ingresso più importante perché proveniente dall’autostrada, la possibilità di girare subito a sinistra per raggiungere il centro o a destra, verso piazza dei Caduti, trasformata, nella parte stradale, in parcheggio con posti diagonali e ad orario.
Salvatore Di Gennaro”
Commenti
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Concordo su le opinioni di di Gennaro, tranne sul doppio senso del corso.
Inoltre insistono sulla forte indisciplina dei coratini, molto dipende dal mancato sanzionamento di certi comportamenti da parte dei vigili urbani, sono solo attenti alla mancata apposizione dei biglietti dei parcheggi, decennio fa facevano ben altro è il paese era vivibile -
Le analisi del sig. Di Gennaro sono interessanti…ma tutti noi dobbiamo fare un’esame di coscienza…pedoni, ciclisti, centauri e automobilisti… applichiamo il rispetto delle regole, il senso civico e l’educazione nelle nostre azioni quotidiane??Si…sono necessari i controlli, tutti gli strumenti (telecamere,vigili,forze dell’ordine) ben vengano, ma se alla base mancano i principi cardine del buon comportamento tutti gli sforzi al fine di migliorare la viabilità e quant’altro, risulteranno sempre inutili.
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Credo purtroppo….. che il buon comportamento dipenda dal controllo. Malgrado ogni sforzo di ordine pubblico vedo solo vigili urbani in macchina e in coppia , ma questa è un’altra storia. Ritornando alle piste ciclabili sul corso non si possono usare biciclette normali per le eccessive vibrazioni e per il fondo sdrucciolevole.Ritengo invece interessante il percorso dell’estramurale al centro con due corsie separate dalla esistente siepe ma prima di tutto occorrerebbe definire l’uso delle piste ciclabili………………..
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Io stesso ho rischiato più di una volta la vita andando sulle nostre famigerate piste ciclabili (e non sono un assiduo pedalatore) cercando di scansare le macchine ferme sulla pista. Il senso civico dei coratini è solo una chimera, corato è pieno di gente che non usa segnalatori di direzione, che fa salire/scendere gente dall’auto nei divieti di fermata (molte volte ci parcheggia pure, e basta far un giro nei pressi della pizzeria il convento per farsi un’idea) non capisco perchè i vigili non facciano nulla, sono forse in carenza di organico? Assumetene 10, sono sicuro che se fanno il loro dovere, per come siamo incivili a corato, porteranno 10 volte il loro stipendio nelle casse dello stato sottoforma di multe…
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Ringrazio la Redazione per la pubblicazione della mia e gli amici lettori che hanno inviato un commento. Mi auguro che i miei suggerimenti abbiano un qualche sviluppo. La maleducazione dilagante non può essere fermata con la buona volontà di poche persone e, specie al Sud, hanno sempre imperato la rassegnazione e il fatalismo. Sinceramente ho sempre cercato di smuovere qualcosa, ma posso assicurare che trascinare la gente verso un percorso che non sia caratterizzato dalla pura demagogia è difficile, molto difficile. Ben venga, comunque, lo scambio di idee ed opinioni.







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