Il Salento in mountain bike. Il diario di un viaggiatore coratino. Le immagini

La Redazione
Il Salento in mountain bike. Il diario di un viaggiatore coratino

Il giro del Salento in mountain bike tra le classiche dune e i capolavori del barocco. E' quanto ha fatto il coratino Licio Maino che, per l'occasione, ha scritto anche un diario e scattato tante fotografie

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Il giro del Salento in mountain bike tra le classiche dune e i capolavori del barocco. E’ quanto ha fatto il coratino Licio Maino che, per l’occasione, ha scritto anche un diario e scattato tante fotografie che vi proponiamo nella nostra galleria.

«Dopo tanta attesa per il cattivo tempo che ha caratterizzato questa primavera ed inizio estate – scrive Licio Maino – finalmente sono riuscito a realizzare uno dei viaggi in bicicletta che avevo in mente, ovvero il giro del Salento lungo la costa. Idea che ai più potrà sicuramente sembrare affascinante, ma vi assicuro che trovare amici per effettuare viaggi in bicicletta è molto più difficile di quello che si può immaginare.

Per esempio, a Corato molti usano regolarmente la bicicletta, magari percorrono migliaia di km all’anno, ma poi si accontentano di partecipare alla gara della domenica, oppure in tanti credono, ingiustamente, che sia un’impresa per pochi.

Per farla breve, l’unico che ha raccolto il mio invito è stato un collega tedesco (Daniel), come da consolidata tradizione teutonica. Spero con il racconto del viaggio che segue, di stimolare e diffondere la cultura della mobilità sostenibile e del cicloturismo.

L’appuntamento con Daniel è per le 7,30 di sabato 15 giugno, per raggiungere in auto Lecce. Lasciamo l’auto nel parcheggio della stazione e dopo pochi minuti siamo in sella alle nostre biciclette per iniziare il ciclo-tour in direzione San Cataldo.

Pur essendo stato diverse volte nel Salento non mi era mai capitato di vedere la cosiddetta “spiaggia dei leccesi” e devo dire che i vari lidi sono puliti e ben organizzati, forse perché non ancora assaltati dalle orde di vacanzieri.

Proseguiamo verso sud e raggiungiamo la riserva naturale “Le Cesine”,  una zona umida, selvaggia e incontaminata, residuo di un antico grande sistema lagunare e palustre. Prendiamo una delle tante sterrate, immerse nel bosco, che portano verso il mare e all’improvviso siamo di fronte alle bellissime aree lacustri della riserva.
  
Usciamo dalla riserva e attraversiamo velocemente le famose località turistiche San Foca e Torre dell’Orso, per giungere a Sant’Andrea. Qui prendiamo la sterrata che costeggia la scogliera a picco sul mare: lo spettacolo mozzafiato di terra, cielo e mare che si mostra ai nostri occhi ci induce a fermarci per un fare un bagno in quel paradiso terrestre.
   
Proseguiamo sempre all’interno della pineta e dopo una breve sosta ai laghi Alimini, riprendiamo la strada asfaltata e raggiungiamo Otranto. Qui ci divertiamo a scorrazzare nelle strette stradine del famoso centro storico, soffermandoci ad ammirare la cattedrale e il castello medioevale. Quindi decidiamo di proseguire verso sud, prendendo ad un certo punto una strada sterrata nei pressi del faro alla punta orientale estrema d’Italia.

Dopo alcuni km ci imbattiamo in uno dei posti più caratteristici che abbiamo visitato, ovvero la cava di bauxite di Otranto ormai abbandonata. A causa delle infiltrazioni d’acqua di una falda acquifera sotterranea, si è formato un laghetto che si è colorato di un verde smeraldo particolarmente acceso. Intorno ad esso, il rosso scuro del minerale crea un contrasto che fa risaltare ancora di più anche il verde della vegetazione. L’effetto di tutto l’insieme è molto suggestivo, sembra di essere capitati d’improvviso in un paesaggio marziano.
     
Dopo alcune foto, ci riportiamo sulla strada asfaltata e attraversiamo Porto Badisco e Santa Cesarea Terme. Giunti a Castro, decidiamo di concludere la prima tappa (78 km) e, smartphone alla mano, troviamo un B&B poco fuori l’abitato con vista panoramica. Segue cena a base di pesce e passeggiata nel centro di Castro.

L’indomani, dopo una colazione abbondante, riprendiamo la litoranea per Santa Maria di Leuca, che per il mare straordinariamente limpido, i colori dell’acqua e le scogliere a strapiombo, è considerata una tra le più belle e suggestive di tutta la Puglia. Viaggiando tra saliscendi e curve, ci fermiamo spesso per fotografare il panorama mozzafiato: particolarmente interessante è il Ponte Ciolo, che attraversa un bellissimo fiordo naturale.
 
  Giunti a Leuca, visitiamo la Basilica Santa Maria De Finibus Terrae e il faro alla punta del tacco d’Italia, dove idealmente i mari Adriatico e Ionio si incontrano. Tra una foto e l’altra, decidiamo di fare un giro in barca per visitare le grotte della zona e quindi ci fermiamo presso uno dei tanti chioschi adibiti alla vendita dei biglietti per la gita. Qui una gentile signora ci permette di lasciare le bici e indossare il costume da bagno nel suo garage adiacente il chiosco.

La gita è stata godibilissima in quanto la guida ha narrato storie e mostrato luoghi che non conoscevo, come ad esempio, la punta estrema dell’acquedotto pugliese da cui 2-3 volte l’anno viene scaricata l’acqua in eccesso, formando una cascata, oppure le ville ottocentesche di Leuca, ciascuna delle quali aveva una piccola dependance a ridosso del mare, con lo stesso stile e colori, ribattezzata “bagnarola”, pensata per assicurare la privacy dei proprietari delle abitazioni signorili nel momento in cui scendevano fin sulla battigia per un bagno. Tre le diverse grotte marine che abbiamo visitato, la più interessante è stata sicuramente quella del Soffio, il cui ingresso non si nota affatto, se non per una piccola fessura a pelo d’acqua che permette di osservare spettacolari spruzzi d’acqua dovuti al risucchio del mare. Entrati nella grotta a nuoto, abbiamo apprezzato i bellissimi giochi di riflessi di luce e colori meravigliosi al suo interno: spettacolare!

Terminata la gita, rigenerati ed esaltati per la bella esperienza, riprendiamo le bici e cominciamo a risalire il litorale ionico. A Torre San Giovanni percorriamo 2 o 3 km su una ciclabile sterrata che corre lungo la scogliera, vicinissima al mare. Quindi puntiamo dritto su Gallipoli, meta della seconda tappa (85km). Lì giunti, sempre su internet troviamo un B&B nel centro storico: doccia e via nel dedalo di stradine in cerca del Frantoio Ipogeo oleario di Palazzo Granafei.  In questo luogo suggestivo, consigliato da Francesco, titolare del B&B, è possibile ammirare antiche attrezzature utilizzate per la produzione del cosiddetto olio lampante che Gallipoli, già dall’inizio del XVI secolo, esportava in tutta Europa e che serviva ad illuminare le grandi città d’Europa come Parigi, Londra, Berlino ecc. Terminata la visita, ceniamo in un ristorante sul lungomare.
    
Il terzo ed ultimo giorno del giro del Salento inizia nel migliore dei modi con una colazione strepitosa e genuina, servita in un salone fronte mare, arredato con mobili d’epoca. In questa occasione scopro che Daniel suona il pianoforte molto bene. Dopo aver salutato Francesco e la sua affettuosa e ospitale mamma ottantenne, riprendiamo le biciclette parcheggiate nel garage a nostra disposizione e proseguiamo il nostro viaggio lungo la costa ionica.

La prima sosta è a Santa Maria al Bagno, una bomboniera. Attraversiamo poi Santa Caterina per giungere all’ingresso della riserva naturale di Porto Selvaggio, che decidiamo di visitare. Giù in picchiata su sterrato per un paio di km e all’improvviso ci troviamo di fronte allo spettacolare baia che porta il nome della riserva. Non possiamo andar via da quel paradiso terrestre senza fare un bagno, approfittando anche della bassissima temperatura dell’acqua (per via della presenza di alcune sorgenti) per trovare refrigerio dal caldo.
  
Dopo un po’ di relax, risaliamo in sella alle biciclette per percorrere l’ultimo tratto di costa fino a Porto Cesareo. Da qui ritorniamo a Lecce su strade secondarie che ci permettono di ammirare anche l’entroterra salentino, con i suoi ulivi secolari dai tronchi contorti tra fichi d’india e muretti a secco, il colore rossastro della terra e il verde della macchia mediterranea, le vecchie masserie….

Giunti a Lecce, non possiamo ritornare a casa senza aver prima fatto un giretto nel centro storico per ammirare i capolavori del barocco.

Si chiude così il fantastico giro del Salento, con all’attivo 240 km, tante emozioni, tanti luoghi e persone speciali che rimarranno scolpiti nella memoria per tanto, tantissimo tempo».

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Commenti

  • francesco bovino (utente non verificato)

    Grazie Licio, per questa esperienza che ci hai raccontato. Ho letto il resoconto e ho visto le foto, con interesse. Continua ad esplorare i vari “paradisi” pugliesi e trasmettici le tue emozioni. ne riceveremo benefici anche noi che, o per pigrizia o per vari impedimenti, non possiamo praticare il cicloturismo.

  • bici xever (utente non verificato)

    il 5 agosto tre quattro ragazzi coratini partiranno da corato in bici per raggiungere il salento, precisamente Santa Maria di Leuca..l’hanno chiamato Puglia coast to cast in quanto percorreranno in bici tutta la costa pugliese partendo, dalla nostra città, il viaggio durerà circa 10 gg..

  • fiorenzo spina (utente non verificato)

    …in attesa per il cammino di santiago

  • Alessandro Mazzilli (utente non verificato)

    E figuriamoci se oggi l’onnipresente “Fiorenzo Spina” ci privava della sua pillola quotidiana di banalita’, spirito di patata e tanta tanta futilita’attraverso il suo inutilissimo e ridicolissimo commento! Fiorenzo, le multe si pagano e poi si contestano; anche a ruvo ti sei fatto conoscere per quanto sei polemico, pignolo, attaccabrighe! Tu sai a cosa mi riferisco.

  • appassionato del salento (utente non verificato)

    Licio, percorrendo la strada asfaltata dagli Alimini ad Otranto, forse non sapevi che potevi farlo anche costeggiando il mare su una pista sterrata a picco. Bellissime calette e spettacolo mozzafiato. Magari alla prossima. W IL SALENTO.

  • Daniel Hartmann (utente non verificato)

    Ciao Licio, la ringrazio molto per la buona organizzazione e grande esperienza. Un meraviglioso viaggio lungo le più belle spiagge d’Italia e dei villaggi ricchi di storia. Grazie che ho avuto la possibilità di vedere tutto questo e le lezioni italiano. Saluti Daniel