Dal progetto “Media” buone notizie sulla salute degli adolescenti coratini

Dal progetto "Media" buone notizie sulla salute degli adolescenti coratini

«Siamo un paese virtuoso. Abbiamo rilevato un 16.98% di ragazzi sovrappeso e il 5.8% di obesi: un dato inferiore rispetto alle statistiche ed alle tendenze nazionali» ha detto Vincenzo Tota, dirigente del reparto pediatria

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Una Sala Verde super affollata e tanti genitori radunati sotto il porticato del Palazzo di Città per ritirare i risultati delle visite mediche effettuate ai loro pargoli. In questa cornice, un po’ improvvisata a causa del maltempo, si è svolta lunedì sera la cerimonia conclusiva del progetto Media.

Il percorso formativo e informativo pensato dall’Associazione onlus “Salute e Sicurezza”, dal Rotary Club di Corato con il patrocinio del Comune di Corato, quest’anno ha vissuto la sua seconda edizione grazie al rinnovato appoggio del Pastificio Granoro e della famiglia Mastromauro.

A fare gli onori di casa, il presidente del Rotary Club Corato, Maurizio Quinto: «Questo progetto, ancora una volta, conferma quanto si importante e proficuo mettere insieme le forze e le professionalità per offrire alla città possibilità concrete di crescita, di prevenzione, di solidarietà concreta».

Nello staff medico del progetto hanno lavorato Paolo Loizzo, Claudio Paolillo, Vincenzo Tota e Maria Ceglia, tutti medici in servizio presso l’ospedale “Umberto I” di Corato. Dalle parole di ognuno di loro sono emersi, numerosi e sentiti, i ringraziamenti a tutti i medici e gli infermieri che hanno collaborato al progetto, con il loro servizio volontario, e che costantemente rendono possibile il buon funzionamento dei reparti.

Sono stati visitati 416 studenti, il 78.5% rispetto al totale coinvolto nel progetto: «La restante parte – ha spiegato la Ceglia, dirigente del reparto di cardiologia – aveva già effettuato la visita oppure non ha ottenuto il consenso dei genitori».

E continua: «Al 18% dei ragazzi visitati è stato necessario effettuare anche l’ecocardiogramma. Abbiamo riscontrato delle cardiopatie congenite, problematiche di cui i genitori non erano a conoscenza ma che, sebbene non gravi, vanno tenute sotto controllo».

Nella prima edizione del progetto Media, ci piace ricordarlo, da una di queste visite era emersa una situazione critica per un giovane alunno affetto da una patologia di cui i genitori ignoravano completamente l’esistenza. Le loro parole piene di gratitudine e riconoscenza, sono giunte in sala grazie ad una lettera. Il ragazzo ha affrontato l’operazione cardiaca necessaria ed ora è sotto costante controllo medico.

Riguardo alla situazione complessiva rilevata dalle visite, è emerso un dato positivo: lo ha annunciato Vincenzo Tota, dirigente del reparto pediatria.

 «Siamo un paese virtuoso. Abbiamo rilevato un 16.98% di ragazzi sovrappeso e il 5.8% di obesi: un dato inferiore rispetto alle statistiche ed alle tendenze nazionali.

Forse quello che ancora ci salva è il fatto che genitori e nonni si prendono ancora cura dell’alimentazione dei nostri ragazzi e non hanno ancora dimenticato la nostra tradizione contadina. Possiamo sottolineare una situazione nel complesso discretamente positiva a Corato».

«Mi hanno conquistata con la loro professionalità e per la passione e l’impegno con cui si prendono cura delle persone. Dopo aver conosciuto tutto questo mi sono resa conto che era necessario riuscire a stare al loro fianco. In questo momento storico ed economico non è facile per nessuna azienda andare avanti.

Ciò che abbiamo potuto fare per il Progetto Media e per il reparto di cardiologia è il frutto dello sforzo dell’intera azienda, della mia famiglia e di tutte le persone che lavorano nel Pastificio Granoro. Oggi non si parla più di devolvere il superfluo, oggi si sceglie di togliere qualcosa dalla propria azienda per donarla»: così Marina Mastromauro, amministratore delegato della Granoro – che ha donato un ecografo all’ospedale di Corato – è intervenuta alla fine della presentazione dei dati emersi dal progetto Media.

Lei stessa ha passato la parola al dirigente Paolillo: «Avevamo chiesto un ecografo rigenerato (cioè di seconda mano, ndr) ma per fortuna non ci hanno ascoltato e ce ne hanno regalato uno nuovo. La nostra gratitudine è enorme: questo apparecchio ci consente una migliore collaborazione tra i reparti perché può essere trasportato anche all’esterno rendendo molto più efficiente la nostra unità operativa di cardiologia».

A chiudere la serie degli interventi, atteso da molti, Vincenzo Lionetti, Professore di Fisiologia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Un curriculum di tutto rispetto che muove i primi passi all’Università di Bari, per raggiungere gli Stati Uniti e stabilizzarsi poi al Sant’Anna di Pisa.

La sua presenza a Corato ha testimoniato il continuo lavoro di ricerca in generale e nello specifico la collaborazione con il Pastificio Granoro: «Per la prima volta oggi posso rivelare i risultati ottenuti con la sperimentazione diretta della linea Cuore Mio, la pasta Granoro  arricchita di Betaglucano dell’orzo.

La ricerca scientifica ci ha condotto a poter dire che le cellule staminali non hanno sortito esiti positivi nella cura delle patologie cardiache e che la via da seguire doveva essere un’altra. Ci siamo interessati agli alimenti funzionali, ciò quelli che potenzialmente hanno funzione clinica per la cellula, curano e prevengono le patologie. Il Betaglucano contenuto nei cereali, e soprattutto nell’orzo, è uno di essi. Risulta in grado di modulare la difesa immunitaria e normalizzare i livelli di colesterolo nel sangue.

Abbiamo sperimentato la pasta Cuore Mio su dei topi per cinque settimane, confrontandoli con altri topi che invece mangiavano la pasta tradizionale. Abbiamo eseguiti tutti i controlli su di loro e abbiamo potuto verificare che i topi alimentati con la linea Cuore Mio, non sono ingrassati. Inoltre, sottoposti ad infarto, sono sopravvissuti tutti, a fronte della mortalità del 30 per cento degli altri topi. Questo è un dato davvero importante: la capacità di stimolare la vascolarizzazione di questo alimento funzionale è in grado di competere con delle azioni curative molto più invasive».

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