Bucci-Caputo, primo confronto tra colpi di fioretto e qualche scintilla

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Ieri sera in tv primo confronto tra i due candidati che nel ballottaggio del 9 e 10 giugno si sfideranno per la poltrona di sindaco
Chiunque fosse passato ieri sera da piazza Cesare Battisti avrà pensato che si stesse giocando la finale dei mondiali di calcio. Davanti a un maxischermo, una folla numerosa e silente.
Non c’era nessuna coppa in ballo, bensì la poltrona da sindaco: in campo i due candidati che si sfideranno al ballottaggio, Franco Caputo per il centrodestra e Renato Bucci per il centrosinistra. Stadio prescelto, gli studi di Video Italia Puglia. Arbitri dell’incontro Cenzio Di Zanni e Carlo Sacco.
Domande uguali per entrambi, con risposte di durata omogenea e un minuto di replica eventuale all’intervento dell’avversario: queste le regole della partita.
Il confronto televisivo inizia in maniera soft. Si parte con la campagna elettorale: «straordinaria, entusiasmante, fantastica, splendida» gli aggettivi si sprecano da una parte e dall’altra.
Spazio poi all’analisi del voto.
Per Bucci «non c’è stata la vittoria del partito dell’astensione, il 70% di votanti non è un dato poco significativo anche se si deve sempre riflettere su chi si astiene». Caputo ammette che «la flessione elettorale non fa mai piacere» ma invita a considerare «gli iscritti nelle liste che vivono all’estero».
Le elezioni di domenica e lunedì hanno decretato il ballottaggio del 9 e 10 giugno.
«Abbiamo lavorato per questo, siamo partiti con un forte svantaggio sia per i risultati del centrodestra alle amministrative del 2008 che per il successo dell’ex sindaco eletto senatore alle politiche di febbraio» spiega il candidato del Cantiere che non nasconde la sua sorpresa per i «risultati modesti» degli altri candidati sindaco.
«Il ballottaggio era una probabilità, considerando anche i ben 7 candidati sindaco» è l’opinione dell’ex assessore della giunta Perrone. Un dato, in ogni caso, sarebbe certo: «Corato è di centrodestra – rivendica Caputo – la coalizione ha abbondantemente superato il 50%».
I conduttori affrontano poi il tema delle tre priorità di governo. Infrastrutturazione della zona industriale, disagio ambientale (rifiuti, elettrodotto, depuratore), politiche sociali (disabilità e la casa) con l’aggiunta della manutenzione delle scuole: sono i punti cardine del Bucci pensiero. Da realizzare nell’azione amministrativa in generale e non nei primi cento giorni.
Bilancio in scadenza, consorzio dell’olio extravergine d’oliva e un bonus alle aziende per assumere disoccupati: sono i temi in cima all’agenda di Caputo nei primi cento giorni.
Fin qui i due usano il fioretto. La sciabola però è pronta per essere sfoderata. Il pretesto è l’«anatra zoppa» (la possibilità di un sindaco eletto senza una maggioranza consiliare), animale ormai mitologico che caratterizza questi giorni di avvicinamento al ballottaggio.
«Non crea nessun problema – dichiara Renato Bucci – ho sempre detto che i nostri programmi erano simili. Il problema non è il contenuto ma la credibilità di chi lo propone. La differenza sta nel metodo: ricambio generazionale, trasparenza, trasversalità e inclusione. Poi potrebbe capitare che una proposta del centrodestra venga rigettata dallo stesso centrodestra» il suo affondo. Franco Caputo non sta a guardare e risponde a tono: «L’anatra zoppa è un problema se vince il competitor, noi abbiamo già una maggioranza solida e compatta. Abbiamo una squadra che ha già vinto, Corato ha scelto per il centrodestra».
Il volume della contesa si alza sempre di più. Il candidato “azzurro” attacca: «Il mio competitor rappresenta la sinistra più sinistra. Il problema dell’anatra non ce l’ho, è suo e non credo lo potrà risolvere. Io come sindaco ho vinto, anche se non ho il 50% sono nettamente avanti. Loro hanno copiato il nostro programma e gli ultimi manifesti da un paese vicino» le sue accuse pesanti.
Bucci non ci sta: «Ho postato il programma prima che ti candidassi. Ed ho sempre parlato di trasversalità: o sei aperto o non lo sei, l’ho sempre fatto sin dall’inizio».
Ma Caputo rilancia ancora: «Si può fare un programma senza un scheda finanziaria? La vostra è una coalizione di centrosinistra modificato con altri, noi siamo inclusivi, tu rinneghi la tua storia politica e hai cambiato anche più partiti».
«Ma se eri socialista» ribatte il candidato col “caschetto”. «Ero socialdemocratico, poi sono passato a Forza Italia e al Pdl, tu ti sei estremizzato a sinistra» replica l’assessore provinciale.
«Non ho mai rinnegato la mia storia politica di centrosinistra ma sono partito dai miei limiti per andare a cercare sensibilità diverse. Questa è inclusione, io ho dialogato con le persone, non con i simboli, non ho mai messo insieme persone che non c’entrano niente» replica stizzito Bucci.
Ma Caputo insiste: «Noi abbiamo incluso ai tre partiti della coalizione altri tre partiti, includiamo quelli che la pensano come me. Si amministra con la credibilità».
Determinante, per la vittoria finale, sarà il voto degli indecisi e di chi non ha votato per la propria parte. «Farò di tutto per convincerli del nostro programma, a chi non mi ha votato dirò che il sindaco di Corato sarà Franco Caputo».
Da Bucci, invece, arriva un invito «alla libertà, alla gioia e alla responsabilità di scegliere e di chiedere qualcosa alla politica».
Che domanda farebbe all’avversario? Anche qui non mancano gli attacchi. L’uomo del centrosinistra impegnerebbe «l’amministrazione nell’infrastrutturazione della zona industriale». Ma Caputo invita l’avversario «a informarsi dei finanziamenti regionali già arrivati per la zona industriale»
«Vallo a raccontare agli imprenditori» la risposta secca di Bucci. «Lo sanno, lo sanno» controbatte Caputo che difende il lavoro dell’amministrazione uscente in termini di opere pubbliche, «sennò in questi 10 anni cosa avremmo fatto?» si chiede retoricamente.
«Se lo chiedono in molti» la punzecchiatura dall’altra parte.
«E la scheda finanziaria dov’è?» torna a chiedere il candidato del centrodestra. «Senza una progettualità di ogni opera pubblica non si può fare alcuna scheda finanziaria» risponde Bucci. «Allora parliamo due lingue diverse» sentenzia Caputo.
I dieci anni di amministrazione Perrone suscitano reazioni contrastanti. Onestà, trasparenza e disponibilità verso i cittadini: sono l’eredità del governo del sindaco uscente per Caputo. Bucci ammette alcune opere da encomio (teatro, manutenzione rete fognaria) e sottolinea il «feeling» stabilito da Perrone con i cittadini. Le carezze, però, finiscono qui: «Accentramento e concentrazione su se stesso» sono le sue critiche, da superare con il coinvolgimento di giovani e donne.
«Abbiamo già ottenuto un risultato eleggendo tre donne (Rosalba Marcone, Valentina Bove e Valeria Mazzone ndr) in Consiglio comunale» evidenzia.
«Ne abbiamo eletto due anche noi (Lorena Mangione e Stefania Tarantini ndr)» ribatte l’ex assessore. «Perrone è un leader a livello locale, l’accusa di accentratore non ha fondamento» aggiunge Caputo.
Il capitolo finale è dedicato all’appello al voto. «Io sono contrario, mi appello invece alla libertà, alla scelta e alla consapevolezza. Il vero appello è quello che il cittadino fa a se stesso. “Cosa scelgo, cosa voglio realmente”, deve chiedersi» è la conclusione di Renato Bucci.
«Noi vogliamo una Corato protagonista in ogni campo, chiedo il voto per quanto già fatto qui e a Bari. Voglio essere il primo cittadino di questa città ma l’ultimo dei miei concittadini, come ho sempre fatto e sempre lo farò» è il commiato di Franco Caputo.
La stretta di mano finale manda i titoli di coda alla serata. E la parola torna alle urne.
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