Ballottaggio, il rischio si chiama “anatra zoppa”

© GiovinazzoLive.it
I numeri del voto dopo il primo turno e gli scenari possibili al ballottaggio del 9 e 10 giugno tra Renato Bucci e Franco Caputo
Smaltita la sbornia elettorale, le numerose ipotesi avanzate immediatamente dopo lo spoglio lasciano spazio a qualche certezza in più.
In Consiglio comunale, lo abbiamo già all’indomani del voto annunciando i nomi degli eletti – la ripartizione dei seggi è da considerarsi definitiva.
E’ quindi certo – indipendentemente dal candidato sindaco che verrà eletto – che a Palazzo San Cataldo siederanno 15 consiglieri del centrodestra e 9 del centrosinistra.
Questo accade perchè – nonostante al primo turno nessun candidato sindaco abbia raggiunto la soglia del 50% +1 necessaria per l’elezione – le liste collegate al centrodestra hanno superato tale soglia, raggiungendo il 53.91% delle preferenze.
Questa composizione dell’assise non potrà essere cambiata. L’unica variazione riguarderà il candidato sindaco perdente, che andrà ad occupare uno scranno in aula togliendo il posto ad uno dei consiglieri della sua stessa coalizione.
Dopo l’arzigogolato calcolo dei quozienti elettorali, è emerso che i due “indiziati” a rischiare di cedere il seggio al proprio candidato sindaco perdente sono Nando Bucci del Pdl (in caso di sconfitta di Franco Caputo) e Daniele De Benedittis di Un Cantiere in Comune (in caso di sconfitta di Renato Bucci).
Di conseguenza con la vittoria di Caputo la situazione in Consiglio sarebbe di 16 per il centrodestra (15 consiglieri iniziali più lo stesso Caputo sindaco) e 9 per il centrosinistra (compreso Bucci), mentre in caso di vittoria di Renato Bucci sarebbe di 15 per il centrodestra (incluso Caputo) e 10 per il centrosinistra (9 consiglieri iniziali più lo stesso Bucci sindaco).
Il rischio si chiama “anatra zoppa”, definizione utilizzata per indicare il caso in cui il primo cittadino eletto si trovi a guidare un consiglio comunale la cui maggioranza è rappresentata dalle liste che avevano sostenuto un diverso candidato sindaco.
Ed è ciò che accadrebbe nel caso in cui nel ballottaggio del 9 e 10 giugno prossimo venisse eletto il candidato del centrosinistra, Renato Bucci: sindaco del centrosinistra ma con una maggioranza in Consiglio comunale in mano al centrodestra.
La cosa, però, non sembra preoccupare troppo Bucci.
«Ci voleva proprio il ballottaggio per dare a tutti il segnale che tutto si può fare, che nulla, nemmeno a Corato, è deciso “a tavolino”, che le elezioni non sono la ratifica di una decisione già presa in segrete stanze, ma un momento di vera scelta» si legge sul suo profilo Facebook.
«Affrontiamo con grande carica la sfida del ballottaggio. Corato ha dimostrato di riporre maggior fiducia nel centrodestra, ora non ci resta che conquistare anche la guida del governo cittadino affinché ai coratini sia data la certezza di un’amministrazione stabile» scrive invece Franco Caputo sullo stesso social network.
Intanto, tornando al voto del primo turno, è facile rendersi conto che l’ago della bilancia sono state le coalizioni.
Le liste del centrodestra hanno infatti ottenuto circa 1.300 voti in più del canditato sindaco (13.757 per Caputo contro 15.047 delle liste), al contrario del centrosinistra dove il candidato sindaco ha ricevuto più voti delle liste a lui collegate (11.695 per Bucci contro 9.512 delle liste). Diffuso, quindi, il ricorso al voto disgiunto.
Da sottolineare che, a parte Vincenzo Quinto (che ha ottenuto 567 voti a fronte dei 749 dati alla sua lista) e Cataldo Mazzilli (sostanzialmente in pareggio: 726 per lui e 758 per la lista), gli altri candidati hanno tutti superato le preferenze ottenute dalle liste: Ungari 1.220 voti contro i 932 al Movimento 5 Stelle, Cervellera 833 contro i 642 a Scelta Civica, Lucia Leo 385 preferenze a fronte delle 270 date a Rifondazione Comunista.
Abbastanza marcate le differenza con le amministrative del 2008.
Tutti in perdita, infatti, i maggiori partiti presenti nella composizione elettorale sia allora che oggi: il Pdl ha perso circa il 18%, l’Udc il 10%, Rinnovamento il 7% e La Destra il 3%. Circa il 2% in meno ha invece ottenuto il Pd.
Male, ma lo avevamo già detto, anche i dati sull’affluenza, mai così bassa addirittura dal 2000.
Si sono recate alle urne 29.979 aventi diritto su 42.635, pari al 70.3%. Ben il 5.3% in meno rispetto alle amministrative del 2008 quando andò a votare il 75.5 dei coratini.
Guardando alla sola elezione del sindaco, cosa accadrà ora nel ballottaggio del 9 e 10 giugno?
Caputo parte dal vantaggio di circa 7 punti acquisito al primo turno, ma a spostare un po’ gli equilibri potrebbero esserci gli apparentamenti.
E’ ben nota la posizione del Movimento 5 Stelle che ha sempre preso le distanze da qualunque tipo di alleanza, ma non è da escludere da alcuni grillini decidano comunque di andare a votare.
A parte Quinto, da sempre uomo di centrodestra, gli altri tre candidati sembrano invece più vicini alle posizioni di Bucci piuttosto che a quelle di Caputo.
Quella che si prospetta è davvero una sfida all’ultimo voto.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti