Passerella finale per gli aspiranti sindaci. Parole e immagini dalle piazze

Cenzio Di Zanni, Vincenzo Pastore, Giuseppe Cantatore
Passerella finale per gli aspiranti sindaci. Parole e immagini dalle piazze

Passerella finale dal pomeriggio di ieri sino a sera inoltrata per gli aspiranti sindaci di Corato ed alcuni ospiti intervenuti a sostenere le loro candidature

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Passerella finale dal pomeriggio di ieri sino a sera inoltrata per gli aspiranti sindaci di Corato ed alcuni ospiti intervenuti a sostenere le loro candidature.

Gli appelli al voto si sono susseguiti in rapida sequenza, talvolta anche accavallandosi.

I candidati delle due coalizioni maggiori iniziato a parlare a breve distanza – geografica e temporale – l’uno dall’altro.

Il primo in ordine di tempo, alle 20.30 in piazza Sedile, a salire sul palco è stato Franco Caputo (Pdl, Puglia prima di tutto, Udc, Rinnovamento Corato, Movimento Schittulli e La Destra) insieme ai sindaci dei comuni limitrofi – quello di Trani, Gigi Riserbato e il sindaco di Andria, Nicola Giorgino – ed ai senatori Amoruso e Perrone.

L’ex sindaco Perrone ha ripercorso i dieci anni della sua amministrazione, prima di lanciare accuse personali all’indirizzo del principale competitor, senza mai citarlo.

L’attuale senatore poi ha vantato le opere e le iniziative che – ha detto – «sono il frutto di quanto l’amministrazione ha realizzato, senza mai aumentare di un euro le tasse».  Ancora, ha sottolineato la stabilità e coesione della sua amministrazione, mentre la coalizione avversaria sarebbe «un’accozzaglia di componenti diverse».

«Sappiamo chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo» ha poi detto Caputo, puntando l’attenzione sui quattro punti programmatici cui tiene di più: «un contributo alle aziende per occupare un giovane diplomato o laureato; un fondo per chi ha perso il lavoro ed è in attesa di altra occupazione; un fondo di solidarietà per le famiglie che hanno perso la casa e la semplificazione delle procedure burocratiche per l’impresa».

Mezz’ora più tardi in piazza Cesare Battisti ha chiuso la campagna elettorale Renato Bucci (Pd, Sel, Cdu, Io e Renato, Cantiere in Comune e Azione e Sviluppo). Sipario aperto dai candidati del “Patto per Corato” prima dell’intervento del candidato sindaco.

«Non aprite la letterina, è una cambiale» è stata la sua apertura sarcastica riferita alla propaganda del centrodestra. Piazza gremita, applausi scroscianti e un solo nome scandito continuamente. Quello del candidato sindaco. «Non è la fine della campagna elettorale, è l’inizio della nostra avventura. Non vi ho mai chiesto il voto, oggi ve lo chiedo visto che è l’ultimo giorno per farlo, la sveglia è suonata e se ne sono accorti dall’altra parte».

Ma a Renato Bucci il palchetto della piazza sta stretto: allora scende in mezzo alla gente perché «siamo andati per le strade, dappertutto, dove chi chiamava l’istanza e il bisogno». Un bagno di folla anche carnale, con i suoi supporter in delirio tra abbracci e pacche sulle spalle. «Votate voi stessi, votate i consiglieri con i neuroni attivi, non quelli che obbediscono».

Subito prima dell’intervento di Renato Bucci, in piazza Vittorio Emanuele si è svolto l’atteso comizio del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.

«Caro Renato, sono contento che farai il sindaco di Corato» è stato il suo biglietto di auguri per Bucci. Sul palco in anticipo rispetto all’orario previsto, il governatore pugliese ha ascoltato gli interventi dei candidati consiglieri del Pd, poi ha preso la parola partendo da una domanda: «La gente mi chiede “Che ne sarà di noi?”. La crisi non è alle nostre spalle, è davanti a noi».

Per il leader di Sel si deve ripartire dal lavoro e da una nuova politica industriale, seguendo l’esempio della Puglia in tema di agricoltura, innovazione e valorizzazione dei giovani.

Poi nel mirino è entrato il senatore Perrone: «Per me è il sindaco “uscito”, non uscente, Caro Gino, non che è a Bari siamo tutti coccole e amicizie e poi vieni a Corato e racconti altre verità. Hai trovato un presidente della Regione che non fa figli e figliastri». Infine il consiglio rivolto a Renato Bucci: «Sii il sindaco delle persone, dei bambini, delle persone disabili, delle donne».

La terza piazza teatro dei comizi finali è stata largo Plebiscito. Lì alle 18 ha parlato Lucia Leo, unica donna in lizza e candidata sindaco per Rifondazione Comunista.

«Siamo pochi, ma non importa, perché se non c’è un’opposizione c’è appiattimento e svilimento delle idee, proprio per questo dopo 17 anni che a Corato non correvamo da soli abbiamo deciso che, nonostante tutto, noi ci dovevamo essere».

La Leo ha rivendicato a più riprese la vicinanza di Rifondazione alla gente, perché «la politica non si fa nei quattro mesi prima delle elezioni. Noi, invece c’eravamo anche prima» ha ricordato e appuntato all’occhiello della sua giacca la presenza attiva durante le ultime campagne referendarie.

Anche la maratona elettorale del Movimento Cinque Stelle è terminata in largo Plebiscito, intorno alle 19, alla presenza di due deputati: Giuseppe D’Ambrosio e Giuseppe Brescia. Prima dello spaccato della politica romana tratteggiato dai due neodeputati, il candidato sindaco dei “grillini coratini”, Domenico Ungari, ha tirato le somme di questa campagna.

«Non finisce qua – ha promesso – perché quello di oggi è un nuovo inizio». «Dobbiamo riprenderci le istituzioni» è stato l’invito di Ungari, che si augura di «poter arrivare su quel Palazzo per portare la voce dei cittadini, perché le mie scelte saranno le vostre scelte». Un «ponte verso il Comune», questa la missione dei candidati Cinque Stelle, secondo  D’Ambrosio, «perché non vi troviate più a subire decisioni».

L’atto finale della serata si è consumato nei comizi finali di Pietro Cervellera (Scelta Civica) in piazza Cesare Battisti e Cataldo Mazzilli (Io per Corato) in piazza Vittorio Emanuele.

Cervellera ha definito la sua candidatura «basata su un’idea di politica sobria, del servizio, dell’essere e non del fare». Poi è tornato ad attaccare gli altri schieramenti sull’illegalità dei comitati elettorali.

«Si è parlato di buon governo ma vogliamo parlare dell’ispezione ministeriale, dell’elettrodotto, della zona industriale e delle periferie» ha detto sull’amministrazione uscente. Al sostegno di Cervellera anche l’onorevole Gaetano Piepoli di Scelta Civica, che ha tessuto le lodi dell’esecutivo Monti. «Avete qui a Corato una grande occasione, battetevi per cambiare perché voi siete il cambiamento».

La “maratona” è quindi terminatacon Cataldo Mazzilli che si è detto «soddisfatto per aver fatto fino in fondo una campagna elettorale realistica, fondata sui problemi della città, a partire da un manipolo di persone, per poi crescere».

Soddisfazione perché «nonostante il nostro movimento civico sia nato appena tre mesi fa ha speso grandi energie, anche grazie ai nostri giovani».

La chiave della sua campagna è stata nella disponibilità «a trattare i temi più svariati e a denunziare le malefatte della vecchia amministrazione, per ripartire da quello e indicare l’indirizzo futuro».

Per la coalizione di centrosinistra, segnatamente per il Pd, il pomeriggio elettorale ha avuto un aperitivo intorno alle 16 in un bar del centro, dove sono intervenuti i deputati Antonio De Caro e Pippo Civati, noto per le sue posizioni critiche rispetto alle circostanze che hanno determinato la nascita del “governissimo”.

Civati si è detto «molto ottimista». Il suo invito è stato quello di «ripartire da sfide come la vostra, dimostriamo che la politica c’è. Vi chiedo non solo di vincere le elezioni, ma di prendervi cura di questo partito, di farlo con il vostro circolo, con i militanti e i futuri amministratori».

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