Picchiarono il padrone di casa che aveva chiesto di liberare l’immobile. In manette due coratini

La Redazione
Gazzella dei Carabinieri.

Arrestati due fratelli di Corato di 47 e 43 anni che contro l'uomo scatenarono persino il loro cane

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Presero a calci e pugni un uomo che aveva chiesto loro di lasciare libero l’appartamento che aveva fittato alla loro madre. Poi gli scatenarono contro persino un cane che lo morse ad una gamba.

Inevitabile la denuncia da parte della vittima e questa mattina per i due protagonisti della vicenda è scattato un provvedimento restrittivo.

In azione sono entrati i Carabinieri della Compagnia di Trani che hanno arrestato due fratelli, un 47enne ed un 43enne, entrambi di Corato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura della Repubblica, per violenza privata, ingiuria e lesioni personali.

I fatti risalgono allo scorso 31 marzo quando un 52enne di Andria si recò a Trani, in compagnia di due conoscenti, presso la sua abitazione, ceduta in comodato alla madre degli arrestati, affinché la stessa rilasciasse l’immobile.

Sul posto erano presenti i due che avrebbero minacciato la vittima e intimato ai conoscenti di non testimoniare a loro svantaggio in Tribunale. Successivamente, secondo quanto accertato dai carabinieri, sarebbero passati alle vie di fatto colpendo con calci e pugni il 52enne. Non contenti poi avrebbero fatto in modo che il loro cane mordesse l’uomo alla gamba sinistra. Le indagini avviate dai carabinieri, sotto il coordinamento della Procura di Trani, hanno permesso di raccogliere sul conto dei due numerosi elementi di prova che hanno poi consentito all’Autorità giudiziaria di emettere il provvedimento restrittivo.

I due fratelli sono ora agli arresti domiciliari.

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Commenti

  • Plinio Ilvecchio (utente non verificato)

    Magari nella casa di proprietà della vittima!

  • franco dacorato (utente non verificato)

    importante è che i due non se la siano passata liscia, in barba al civile vivere!