Lorenzo Cesa ai moderati: «Scegliere Caputo significa portare avanti il lavoro di Perrone»

Vincenzo Pastore
Lorenzo Cesa e i moderati: «Scegliere Caputo significa portare avanti il lavoro di Perrone»

Ieri sera al cinema Alfieri l’ospite d’onore è stato Lorenzo Cesa, segretario del partito, accorso per sostenere i candidati democristiani. «Questa città è un gioiellino, mettiamocela tutta per vincere al primo turno»

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I moderati riuniti in un’unica casa: da Corato per imitarne l’esempio anche a livello nazionale.

E’ l’auspicio arrivato ieri sera durante la presentazione della lista dell’Udc alle prossime elezioni. Al cinema Alfieri l’ospite d’onore è stato Lorenzo Cesa, segretario del partito, accorso per sostenere i candidati democristiani (come orgogliosamente hanno rivendicato) al consiglio comunale, con Franco Caputo candidato sindaco.

La serata è stata fortemente voluta da Attilio De Palma, coordinatore cittadino dell’Udc, per presentare quella che è «una lista di grandi uomini». A loro si è voluto rivolgere Cesa invitandoli «a stare vicino ai problemi della gente in un momento così difficile».

Il segretario nazionale ha messo un punto rispetto alla politica degli ultimi vent’anni «in cui si sono dette molte poche chiacchiere con pochi fatti». L’antipolitica, a suo parere, si sconfigge occupandosi dei problemi della gente.

Rimettere la persona al centro della politica concentrando gli sforzi verso il lavoro giovanile: una ricetta che non può prescindere «dal sostegno alle imprese e dai valori importanti a partire dalla famiglia».

Poi Cesa ha rivendicato i meriti dell’Udc nella nascita del Governo Letta, di cui si è detto «orgoglioso». Ed è qui che ha voluto anticipare la sua posizione nel congresso del partito che si svolgerà a giugno: «Il nostro partito deve fare una scelta di campo: ricomporre un quadro che fa parte del Partito Popolare Europeo».

Il pensiero si è poi spostato allo scenario locale. E le parole del segretario sono state miele per le orecchie di Luigi Perrone, oggi senatore, seduto in prima fila: «Questa città è un gioiellino, Gino è una persona straordinaria che può continuare ad aiutare la sua città anche da Roma. Ecco perché scegliere Franco Caputo significa portare avanti il lavoro di Perrone. Mettiamocela tutta per vincere al primo turno».

L’unione dei moderati è stata anche rivendicata dal candidato sindaco del centrodestra perché «solo noi possiamo vincere, gli altri raccontano favole, si sono messi insieme contro qualcuno non avendo un programma».

Per Caputo il risultato del 27 maggio è «ovvio» e significherà portare avanti il lavoro «di un’amministrazione onesta come quella di Gino Perrone».

Impresa, giovani e solidarietà. «Sono i punti del Governo Letta e sono anche quelli del nostro programma. Buon lavoro per questi ultimi giorni» ha concluso rivolgendosi ai candidati.

L’orgoglio democristiano, la nostalgia per i tempi della “balena bianca” in cui spesso la politica ha portato via spazio alla famiglia.

L’intervento del senatore Perrone è stato un mix di ricordi passati con lo sguardo fiero verso l’avvenire: «Sono orgoglioso e soddisfatto di tornare a parlare davanti allo scudo crociato. Ad Attilio De Palma il merito di aver messo insieme i moderati, spero possa succedere anche in Italia. I veri valori sono dalla nostra parte, dall’altra c’è solo aggressione».

L’emozione del ricordo ha lasciato la scena agli ultimi dieci anni. All’elogio di un’amministrazione che «ha investito 70 milioni di euro senza incidere sul bilancio comunale». A un «comune virtuoso oggi esempio e invidiato da tutta la provincia». All’impegno al fianco delle imprese «perché senza impresa non c’è lavoro».

Alla serata erano presenti i vertici dell’Udc del territorio come il segretario provinciale Filippo Barattolo e il coordinatore regionale Angelo Sanza. Sul palco anche l’ex sindaco di Corato Sergio Quatela.

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