“Gioco di squadra” per la ciliegia. La filiera corta per promuovere il prodotto della terra di Bari

Cenzio Di Zanni
La presentazione del progetto sulle ciliegie della terra di Bari

Con l’obiettivo di valorizzare la ciliegia pugliese, i produttori e i territori in cui viene raccolta – sud est e nord barese, fra cui Corato – è stata promosso “il Progetto di Filiera Corta – Ciliegia delle Terre di Bari”

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Sapevate che oltre il 40 % delle ciliegie prodotte nello Stivale viene raccolto in Puglia? Sapevate che circa l’80% del mercato cerasicolo nazionale è nelle mani della GDO, la grande distribuzione organizzata? E che il marchio regionale “Prodotti di Puglia” è stato utilizzato, per la prima volta, proprio per il prelibato frutto rosso?

Spesso si ignorano le tipicità agroalimentari del nostro territorio – come la ciliegia –  le loro qualità, apprezzate oltre confine, e le potenzialità economiche e occupazionali di un intero comparto.

Con l’obiettivo di valorizzare la ciliegia pugliese, i produttori e i territori in cui viene raccolta – sud est e nord barese, fra cui Corato – è stata promossa un’iniziativa che abbraccia più istituzioni: il “Progetto di Filiera Corta – Ciliegia delle Terre di Bari”, giunto quest’anno alla seconda edizione.

Il progetto è stato presentato nella mattinata di ieri in una conferenza stampa presso il museo cittadino, cui hanno preso parte i rappresentanti di istituzioni e associazioni di categoria: gli assessori all’agricoltura delle provincie di Bari e Bat, Caputo e Roccotelli; l’assessore alle attività produttive della Bat, Tonia Spina; i direttori tecnici di alcuni dei GAL coinvolti, De Leonardis per il GAL “Le città di Castel del Monte” e Antonicelli per il GAL “Terra dei Trulli e di Barsento”; il Presidente del Consorzio della Ciliegia e della Frutta Tipica di Bisceglie, Gianni Porcelli; il Presidente della OP Arca Fruit, Cav. Sergio Curci e il Presidente regionale  COPAGRI, Tommaso Battista.

Quella messa in campo è un’iniziativa interistituzionale che coinvolge la Regione, due Provincie, tre GAL (compreso il GAL “Ponte Lama”, oltre a quelli citati), la Camera di Commercio di Bari, più Comuni e organizzazioni di categoria, fra cui il Consorzio di Tutela biscegliese e l’OP Arca Fruit, recente organizzazione di produttori, unica più che rara, viste le dimensioni.

Un “gioco di squadra” che sin dallo scorso anno ha consentito di promuovere la filiera corta nel comparto. Dal campo ai reparti della GDO, quindi, senza quelle intermediazioni che significano un aumento del prezzo per il consumatore, a fronte di una ridotta rimuneratività per il produttore.

Il progetto, in altre parole, consente ai nostri agricoltori di arginare l’eccessiva frammentarietà delle imprese, male atavico dell’agricoltura pugliese, e di unire le forze: unico modo per poter affrontare la GDO, senza esserne travolti.

Il percorso avviato, poi, consente una strategia di marketing unitaria, con un packaging uniforme e un unico marchio commerciale, sì da rendere davvero riconoscibili il prodotto e la sua provenienza geografica. Altro valore aggiunto è l’applicazione del disciplinare dettato dalla Regione perché un frutto della nostra terra possa fregiarsi del marchio collettivo “Prodotti di Puglia”.

Che cos’è la riconoscibilità sul mercato di un prodotto e della sua provenienza, se non un’intelligente operazione di marketing territoriale?

L’iniziativa, partita il 18 maggio scorso, prevede –infatti – un mese di attività promozionali in quattro ambiti diversi: la GDO, con gruppi di promoter appositamente formati nelle 160 superfici coinvolte; le strutture ricettive locali, con corner in alberghi, agriturismo e ristoranti; le scuole primarie con attività di educazione alimentare e i media nazionali e locali.

Grande è la soddisfazione espressa dal direttore De Leonardis, «perché l’iniziativa nasce dalla collaborazione proficua e sistemica di molti enti, in una sinergia orientata verso un’unica direzione».

Parere unanime dagli assessori all’agricoltura delle due provincie, Roccotelli e Caputo, secondo il quale «il percorso avviato dà dignità al settore primario, da cui occorre ripartire per invertire la crisi». Entrambi pongono l’accento sulla «valorizzazione dei territori coinvolti, anche dal punto di vista turistico» e «sul ruolo di stimolo» svolto dai due assessorati, nonostante le risicate competenze delle Provincie in materia di agricoltura.

«Siamo il risultato di questo lavoro e vogliamo andare avanti, perché l’agricoltura ha da dare molto all’economia» dichiara il cav. Curci a proposito delle potenzialità del primo settore, anche in prospettiva.

Se per Porcelli si tratta di un «assoluta innovazione di processo […], perché non solo promuoviamo, ma vendiamo anche, e non è poco», secondo l’assessore Spina «l’agricoltura va messa a sistema con il turismo e l’artigianato». «I GAL – aggiunge la Spina – da questo punto di vista hanno stimolato la capacità dei nostri agricoltori di essere veri imprenditori».

Si tratta di un’iniziativa meritoria, è evidente. L’auspicio è che anche per iniziative simili valga il vecchio adagio sulla ciliegia: “una tira l’altra”.

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Commenti

  • lucia Zitoli (utente non verificato)

    Bene.Un esempio di sinergia fra chi sa fare, sa parlare e sa scrivere. Un vero gioco di squadra

  • turbo 96 (utente non verificato)

    gioco di squadra 😉