#FoodTTT, l’appetito vien cliccando

Vincenzo Pastore
#FoodTTT

#FoodTTT è l’evento organizzato dall’associazione Social Lab TTT sul rapporto tra web e cibo, con un occhio particolare riservato ai social network

4 1 commento

Aggiungi un posto a tavola con un tweet in più. Potrebbe essere lo spot del “#FoodTTT”, l’evento organizzato dall’associazione Social Lab TTT sul rapporto tra web e cibo, con un occhio particolare riservato ai social network.

Milano, Genova, Bologna, Roma, Parma, Lecce e anche Corato, al secondo appuntamento dopo il battesimo di marzo. Fautore dell’iniziativa in salsa coratina è Aldo Roselli mentre Cenzio Di Zanni modera le portate dialettiche.

Sette città che si siedono a tavola grazie a twitter in uno scenario da acquolina in bocca. Il “Cantiere in comune” di via Galilei sabato pomeriggio è addobbato con specialità nostrane che solleticano il palato degli internauti presenti. Ma prima di degustare si discute con chi fa della cucina in rete una professione.

E’ il caso di Lorenza Dadduzio, direttore creativo di “Cucina mancina”, un portale online dedicato ai cosiddetti “mancini alimentari”, ovvero chi mangia in modo alternativo per necessità o scelta.  Vegetariani, allergici, intolleranti, diabetici e altro: a loro si rivolge “Cucina mancina” offrendo numerose ricette da adattare alla propria dieta alimentare. 

«Il nostro punto cardine è la condivisione – spiega – il cibo significa convialità, anche attraverso il web che può aiutarci a mangiare bene. Siamo un po’ i Patch Adams della sana alimentazione».

Nicola Difino è un deejay particolare. Dimenticate la solita immagine di dischi e consolle e pensate a spettacoli in cui musica e cibo si contaminano l’una con l’altro. Da qui nasce il “Fooding Social Club”, un progetto che prevede anche la “cooking therapy”, la terapia con il cibo in centri psichiatrici. «Mangiare è un atto politico, fare la spesa significa votare visto che la produzione alimentare è la prima industria del mondo».

Se da una parte il web è fondamentale per le aziende per promuovere i loro prodotti, dall’altra «è già vecchio perché limitato. Internet serve a fare pubblicità ma per fare cose bisogna sedersi a tavola». Difino si batte per la politica dell’anti-spreco alimentare: basti pensare che l’Ue ogni anno butta 89 milioni di tonnellate di cibo!

Un’onomatopea vi farà condividere la passione per il cibo. “Gnammo” è una comunità virtuale che organizza pranzi, cene e quant’altro in cui si possa mangiare a casa propria facendo nuove conoscenze. Il suo inventore è Walter Dabbicco: «La tavola è il social network più vecchio del mondo. Ma il rapporto food-web deve fare un passo avanti, postare le foto dei propri piatti su facebook o twitter non arricchisce lo scambio tra internet e cibo. Facciamo scoprire le nostre ricette a chi viene da fuori».

In tempi virtuali anche l’appetito «vien cliccando». Questo a sentire Francesco Cavallo, webmaster e co-fondatore di “A fuoco lento”, un blog raccoglitore di ricette.

«Condividiamo quello che mangiamo pubblicando le foto dei piatti su instagram» è il suo leit motiv. Si può discutere di cibo ma la pratica, come spesso accade, vale più di ogni teoria. E allora il tavolo dei relatori lascia spazio a fornelli e vassoi per assaggiare quanto disquisito. Eppure, smartphone e social network a un certo punto devono fermarsi. Vanno bene «prima e dopo i pasti» come sostengono Lorenza Dadduzio e Walter Dabbicco.

Ma durante valgono ancora le regole della nonna: lasciate stare qualsiasi distrazione e concentratevi su quello che mangiate, immergendo i vostri sensi nel piacere della degustazione. Perché, almeno a tavola mentre si mangia, non si twitta.

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Commenti

  • Francesco Diaferia (utente non verificato)

    Bella iniziativa,bello vedere corato tra tutte quelle città ancora complimenti Aldo Roselli