Il segretario di Rifondazione, Ferrero: «La destra coratina è interessata solo alle poltrone»

Vincenzo Pastore
Il segretario di Rifondazione

«Le buone parole non servono più, la gente deve considerare quanto l’amministrazione Perrone non ha fatto per il popolo e quanto invece ha fatto Rifondazione» dice il candidato sindaco Lucia Leo

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Paolo Ferrero per Lucia Leo. Sfidando pioggia e vento, il segretario di Rifondazione Comunista arriva nel tardo pomeriggio di ieri in piazza Cesare Battisti a sostegno dell’unico candidato “rosa” di questa campagna elettorale.

Nei suoi venti minuti Ferrero sviscera i maggiori temi dell’agenda politica italiana. Partendo, però, da precisi e diretti riferimenti alla realtà coratina: «Qui c’è una destra che governa da sempre, interessata non al bene della popolazione ma al mantenimento delle poltrone» attacca lanciando poi le sue bordate alla coalizione di centrosinistra.

«La sinistra è malata di trasformismo, si mimetizza, nelle loro liste hanno candidati già presenti nelle passate maggioranze di governo. Pensano di vincere prendendo qualche voto a destra». Messaggio sibillino con direzione il “Patto per Corato” di Renato Bucci.

«Noi siamo contro la destra ma la cosa peggiore è essere come loro».

Spazio poi a un’analisi tutta a tinte “rosse” dello scenario attuale. Critiche al Governo Letta («prima hanno fatto una campagna elettorale contro il centrodestra, ora governano insieme») e al passato esecutivo firmato Mario Monti («hanno trovato i soldi per i banchieri, la Tav e i cacciabombardieri ma non per i nostri giovani»).

Chiara la patologia che affligge il nostro Paese per l’ex ministro del Governo Prodi: la ricchezza mal distribuita con «i ricchi che diventano sempre più ricchi e i poveri che sono sempre più poveri».

Da questa stagnazione si esce facendo «pagare la crisi a chi guadagna le super pensioni, tagliando gli stipendi dei manager e dei parlamentari».

Due i personaggi di riferimento per Paolo Ferrero nel pomeriggio coratino: Giuseppe Di Vittorio, che insegnò a non togliersi il cappello di fronte al padrone e Don Lorenzo Milani secondo cui «il problema degli altri è uguale al mio, sortirne insieme è la politica» ha urlato citando il priore di Barbiana.

Sul palco sventola bandiera rossa e l’orgoglio comunista lo respiri dalle parole del comizio, dagli applausi della gente intervenuta. «Siamo un Paese senza dignità, in cui si vende il proprio corpo per andare a letto con il caimano. Ma noi comunisti non siamo così. Anche se non abbiamo soldi e lavoro difendiamo la nostra dignità».

Colorito e senza fronzoli l’appello finale: «Il 26 e 27 maggio non votate il meno peggio, non votate turandovi il naso perché a forza di turarsi il naso non si sente più la merda!» è il congedo di Paolo Ferrero.

Era toccato a Lucia Leo, candidato sindaco di Rifondazione Comunista, aprire il comizio assieme al segretario cittadino Vito Conca.

«Le buone parole non servono più, la gente deve considerare quanto l’amministrazione Perrone non ha fatto per il popolo e quanto invece ha fatto Rifondazione».

Ovvero l’unica sinistra, per i comunisti di casa nostra, di questa campagna elettorale.

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