Confronto tra aspiranti sindaci in piazza Sedile. Sette sedie per sei candidati

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Al confronto tra i candidati sindaco organizzato dal Movimento Cinque Stelle ci sono tutti tranne uno, Franco Caputo
Piazza Sedile è tornata ad essere la piazza “del Seggio”, il cuore pulsante della vita politico-amministrativa della città, il luogo delle decisioni. L’attuale “salotto buono” della città, nella serata di ieri, sembra aver recuperato proprio quell’antica funzione: essere il crogiolo della volontà politica.
Non c’erano seggi, ieri, ma tante poltrone in plastica quanti sono i candidati sindaco, in questa tornata elettorale. Con il moderatore Franco Tempesta, in occasione del confronto organizzato dal Movimento Cinque Stelle, ci sono tutti.
Tutti tranne uno, Franco Caputo. Quella poltrona vuota, destinata al candidato del centrodestra, spicca evidente. Una scelta legittima la sua, certo, ma tant’è.
A questo proposito lo stesso Caputo fa sapere che «il confronto è stato spostato da domenica a mercoledì senza che io avessi dato la certezza della mia presenza per via dei numerosi impegni di questi giorni. Martedì mattina in forma verbale e mercoledì in forma scritta, ho quindi comunicato agli organizzatori la mia assenza».
Tornando a ieri sera, chiare le regole del confronto “all’americana”: stesse domande, stesso tempo a disposizione, due minuti. Il clima è disteso. Compostezza, nessuna tensione, ma volti e toni cordiali sul palco e nella piazza.
Uno «sforzo di democrazia» chiede Franco Tempesta alla platea. Il risultato è un esercizio di democrazia, di quella democrazia che comincia con il rispetto per il confronto come mezzo e la proposta come risultato.
Quello di ieri sera è un confronto fra persone e punti di vista a volte differenti altre convergenti, il tutto rigorosamente videoregistrato e trasmesso in diretta streaming, come da copione Cinque Stelle. Antica funzione, strumenti moderni, quindi.
Ciascuno dei candidati rivendica la propria identità politica. Quella di Lucia Leo (Rifondazione Comunista), nelle sue parole, è tutta nell’attivismo e mobilitazione anche al di là delle occasioni elettorali, «siamo stati sempre in campo, a contatto dei lavoratori; abbiamo raccolto le firme per l’acqua, per l’art. 18, per l’art. 8» dice l’unica donna in lizza per la carica più alta.
Cervellera indica «nel rispetto per la dignità della persona umana il valore non negoziabile» nell’agire politico della sua Scelta Civica, «in tutti i settori». Poi, la sua impronta digitale sta «nell’attenzione alla famiglia, alla legalità, alle fasce più deboli. Senza steccati ideologici, ma a partire da quei valori».
Secondo Ungari (M5S), l’identità del Movimento sta tutta nell’essere «un collante fra la gente e la politica, perché la politica è condivisione, è ricerca comune delle soluzioni ai problemi, perché – continua – una buona legge non è di destra o di sinistra, è solo una buona legge».
Punta tutto sul sociale e sullo sviluppo economico Vincenzo Quinto, per definire l’identità della sua lista, “Corato Protagonista”. «Intendiamo promuovere quelle azioni – dice – per le quali è possibile costruire una crescita della città, eliminando la disoccupazione, alleviando le sofferenze delle classi meno abbienti».
Sempre in tema di identità politica, Renato Bucci (Patto per Corato) punta su partecipazione e trasparenza. La prima «intesa come contagiosa e permanente partecipazione dei cittadini alla formazione del programma. Non come illusione, perché solo i deboli e i perdenti parlano così. Chi sa cos’è la partecipazione sa fare sintesi e decisione». La seconda come antidoto contro «il velo di sfiducia e pregiudizio».
Cataldo Mazzilli (Io per Corato), nel tracciare l’identità della lista riparte dalla sua opposizione in consiglio comunale, «una seria opposizione di merito che faceva fare i conti a chi ha illuso questa città per dieci anni». «Ho chiesto aiuto ai giovani – dichiara – che rappresentano la nuova vegetazione di una pianta che ha delle radici forti in Cataldo Mazzilli».
Il confronto, dopo l’identikit di candidati e progetti proposti, tocca poi i temi caldi: dai vincoli del patto di stabilità alla legalità e sicurezza, dall’annosa questione ambientale – elettrodotto e depuratore in testa – alla disabilità, fino ai costi della campagna elettorale e relative esigenze di trasparenza.
Fra i punti di convergenza va sottolineata l’esigenza di interramento dell’elettrodotto. Sfumature diverse si registrano sulle ricette in tema legalità e trasparenza, sulla considerazione del patto di stabilità come “foglia di fico” per le inefficienze amministrative. Sfumature, anche importanti.
Tutti temi trattati nelle nostre videointerviste, disponibili nello “speciale amministrative”. Sfumature dicevamo. Sfumature e credibilità. Questo il terreno della sfida.
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