I luoghi e le opere di don Tonino brillano sul grande schermo

L'anima attesa

Il film di Edoardo Winspeare su don Tonino Bello è stato presentato venerdì sera al cinema Alfieri

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«Non avevamo un centesimo a disposizione ma Don Tonino ci ha insegnato ad essere audaci e camminare insieme».

Così Gemma D’Ambrosio, presidente regionale di Pax Christi, inizia il racconto de “L’anima attesa”, il film di Edoardo Winspeare presentato venerdì sera al cinema Alfieri.

«Il film – continua la D’Ambrosio – non è una biografia su don Tonino. É il racconto del viaggio di un uomo che, attraversando la Puglia, attraversa se stesso».

L’idea di questa produzione nasce dalla ricorrenza del ventesimo anniversario della morte di Don Tonino Bello, celebre vescovo di Molfetta, presidente dal 1985 al 1993 di Pax Christi, il movimento cattolico internazionale per la pace, e fondatore, nel 1990, della rivista “Mosaico di pace”.

Il mediometraggio è stato interpretato da Carlo Bruni che con Winspeare firma il soggetto, e da Nunzia Antonino, sorella del protagonista nella finzione cinematografica. «Per me questa è stata una grande opportunità. Mi sono sentito inadeguato», ha confessato Bruni alla platea dell’Alfieri.

«Era difficile scampare alla sua influenza. L’idea di fingerlo ci sembrava volgare, per questo abbiamo scelto di raccontare la sua vita e il suo pensiero attraverso i suoi luoghi e i frutti della sua opera».

Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno di tanti, «dei cooproduttori dal basso», come li ha definiti la D’Ambrosio. «Don Tonino ci ha insegnato ad incontrare i volti e a chiamarli per nome: potete leggerli tutti nei titoli di coda».

La serata, è stata organizzata dal Lions Club Castel del Monte Host in collaborazione con le Associazioni Linea d’Onda, F.i.d.a.p.a., La banda e Pax Christi. Il dibattito successivo alla visione del film è stato moderato da Micaela Ferrara ed ha ospitato anche le voci dei rappresentanti delle singole associazioni e di due aziende sostenitrici della produzione, Marina Mastromauro per il Pastificio Granoro e Sergio Fontana, direttore generale Farmalabor.

Per entrambe le aziende, un sostegno dato prima di tutto con il cuore. «Siamo noi a ringraziare per questa possibilità che ci è stata concessa – sottolinea la Mastromauro -. Questo film racconta un modo per avvicinarsi a Don Tonino. É un esempio di come sia necessario tornare alla concretezza della vita, ad avvicinarsi all’altro».

Una nota di commento critico arriva dal presidente de La Banda, Dino Patruno: «Ho molto apprezzato la scelta del non racconto, la narrazione attraverso una scrittura bellissima e con personaggi che incontriamo ogni giorno. Questo film è stato una carezza. Ne deriva una poeticità toccante».

E sollecitato dalla Ferrara, Patruno non può che collegarsi a Coraton, la manifestazione fiore all’occhiello della sua associazione: «Questa serata è molto “nelle nostre corde”, anche per la coralità di associazioni con cui è stata organizzata. A breve sarà operativa la biblioteca del reparto pediatria dell’Ospedale di Corato. Anche quest’anno potremo vedere raggiunto l’obiettivo di Coraton.

Inizieranno presto i corsi di formazione per i volontari, e non trovo migliore occasione di questa per estendere a tutti l’invito a dare la propria disponibilità».

Proprio come insegnava Don Tonino, un ulteriore invito “a sporcarsi le mani”, a mettersi in gioco. Sulla stessa linea anche Adele Mintrone, in rappresentanza della Fidapa di Corato: «Questo film ci ha lasciato un brivido di passione. Non possiamo solo rimanere a guardare».

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