Elettrodotto, la questione resta irrisolta. I candidati sindaci: «Si approfondiscano i dati Arpa»

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Caputo per la delocalizzazione dei tralicci, Bucci e Mazzilli per l'interramento. Tutti i 7 candidati sindaci chiedono di approfondire i dati forniti dall'Arpa sull'elettromagnetismo nella zona 167
Da interrare o da spostare, l’elettrodotto di via Massarenti ha ottenuto, dopo anni di vertenze, un primo risultato: riunire attorno a un tavolo i sette candidati sindaco in un dibattito a tema. Una magra consolazione per i tanti residenti che da anni chiedono una soluzione al caso.
L’occasione è stato l’incontro “L’elettrodotto nella zona 167: un problema non ancora risolto”, organizzato ieri sera dai comitati cittadini per la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente e dalla Caritas cittadina nella sua sede in via Don Minzoni.
Renato Bucci (centrosinistra), Lucia Leo (Rifondazione comunista) e Cataldo Mazzilli (Io per Corato) guidano il partito dell’interramento; Franco Caputo (centrodestra) è a favore della delocalizzazione; Pietro Cervellera (Scelta Civica), Vincenzo Quinto (Corato protagonista) e Domenico Ungari (Movimento 5 stelle) spingono per ulteriori analisi che tengano in considerazione la salute dei cittadini. Queste, in sintesi, le posizioni emerse in tre ore di discussione, con una massiccia partecipazione di pubblico, intervenuto con numerosi contributi.
«Vi abbiamo convocati con un timore – ha aperto l’incontro Corrado De Benedittis, responsabile della Caritas cittadina – quello di tornare a un punto zero con il cambio di amministrazione. Ma noi vogliamo che tra i prossimi amministratori ci sia consapevolezza dello stato in cui si è arrivati. E’ giunto il tempo in cui la politica torni ad arbitrare la città, e non i tecnici».
Primo ad esprimersi sulla spinosa questione, invertendo l’ordine alfabetico, è stato Domenico Ungari: «Terna dice che l’elettrodotto non si può interrare, allora spostiamolo ma dove? Lì dove ci sono abitazioni?» si è chiesto ricordando come la normativa italiana sul tema sia “la più severa in Europa”. Niente allarmismi quindi: il candidato grillino ha invitato a non “creare psicosi che fanno perdere cognizioni di causa”.
«Se l’interramento non si potrà fare bisogna trovare un’altra soluzione che non crei problemi a nessuno. Parliamo solo con dati inconfutabili» ha concluso Ungari.
L’invito ai toni bassi, scongiurando ogni tipo di paura, è stato raccolto da Vincenzo Quinto secondo cui “sarebbe opportuno leggere per intero la relazione dell’Arpa”.
Nei giorni scorsi, infatti, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale ha diffuso un rapporto che attesta come l’inquinamento elettromagnetico nella zona 167 sia sotto controllo. Ieri c’è anche stata la replica dei comitati.
«Anche l’interramento potrebbe non essere la soluzione, è necessario un ulteriore approfondimento prima di prendere decisioni definitive» si è congedato Quinto.
Di tutt’altro avviso Cataldo Mazzilli. «La mia battaglia è per l’interramento» ha sentenziato senza mezzi termini. «La vecchia amministrazione ha trovato soluzioni per non spendere denaro locale ma sulla salute non c’è prezzo. Da 10 anni discutiamo di questo problema quando in tutto il mondo si interra» ha proseguito evidenziando l’aumento dei tumori nella nostra città “dimostrato scientificamente”.
Sebbene su binari politici contrapposti, Lucia Leo si è allineata al pensiero di Mazzilli perché «il problema c’è e va affrontato». L’unica donna candidata sindaco non vuol sentire parlare di psicosi: «Se la gente muore c’è bisogno di allarmismo, molti pediatri hanno in cura bambine con problemi che vivono nella zona 167» ha detto prima di annunciare un’indagine di Rifondazione Comunista che ha contattato alcuni tecnici specializzati.
«Inquadriamo il problema dell’elettrodotto nel più approfondito contesto della qualità della vita che ci stiamo costruendo» è stato il pensiero di Pietro Cervellera. Per l’avvocato montiano «bisognerebbe andare più a fondo nei rilievi dell’Arpa», stigmatizzando poi il ritardo con cui questi dati sono stati comunicati dall’Agenzia regionale.
Due le analisi da fare secondo Cervellera: l’assenza di un’indagine epidemiologica su tutta la popolazione e il nostro stile di vita, circondato da continue onde elettromagnetiche (“forno elettrico, tostapane, asciugacapelli, router wifi”). «Ma non vi è una continua esposizione» gli ha fatto notare qualcuno dal pubblico. «Certo, ma ciò aggrava il problema dell’elettrodotto. La questione non diventi né crociera di piacere né crociata religiosa» ha risposto il candidato di Scelta Civica.
Franco Caputo è stato l’unico a manifestare apertamente l’ipotesi delocalizzazione. «L’interramento non è più possibile, lo dicono sia Terna che la Regione. Lo spostamento dev’essere fatto in accordo con i cittadini» ha sottolineato evidenziando poi il lavoro delle amministrazioni Perrone sulla vicenda. «Ci eravamo posti come primo obiettivo l’interramento ma ci è stato detto che non era una soluzione. Non partiamo dall’anno zero, non tralasciamo quanto è stato fatto dal 2003».
Il giro dei candidati sindaco è stato chiuso da Renato Bucci: sì all’interramento e precise responsabilità sul tema elettrodotto. «Se siamo arrivati a questo punto è perché l’amministrazione uscente è sbandata tra una volontà politica per l’interramento contenuta nel Pirp e un accordo con Terna per la delocalizzazione». Secondo Bucci si poteva interrare l’elettrodotto già nel 2007.
«Falso, non si poteva fare» la replica fuori microfoni di Caputo. «No, non è vero, si poteva fare» la controreplica dei comitati in sala.
«I cittadini vogliono conoscere le ragioni di queste scelte» ha incalzato Bucci riscaldando gli animi «I comitati sono un archivio spietato in questa vicenda». Il candidato del centrosinistra ha suggerito uno studio di fattibilità fatto «non solo da Terna, perché non può essere il padrone dell’opera a farlo». Anche perché, a detta di Bucci, l’analisi dell’Arpa è stata misurata e comunicata in modo discutibile.
«Preferisco fallire al comando della nave piuttosto che farmi portare a passeggio da Terna» la sua conclusione in metafora.
Esperto tecnico del tavolo l’ing. Natalino Petrone. «L’interramento non è la scelta, è una della scelte che ha vantaggi e svantaggi. Bisogna mettere in atto misure che perseguano il miglior risultato possibile: la tutela della salute, la prevenzione e la riqualificazione del quartiere».
Fin qui la cronaca politica della serata. Ma l’incontro è andato avanti perché dall’altra parte del guado il pubblico non è rimasto a guardare. Tutt’altro. Residenti della 167, portavoce dei comitati, cittadini di altre zone, ex assessori, professionisti del settore. Chi con dati alla mano, chi con l’esperienza diretta del problema vissuto in casa propria. Stimolati dall’argomento, hanno dato vita a un controdibattito moderato a stento da Corrado De Benedittis.
Parole di fuoco contro le amministrazioni Perrone sono arrivate da Vito Di Chio e Aldo Lotito, portavoce dei comitati per l’interramento dell’elettrodotto.
«Abbiamo tentato la collaborazione con l’amministrazione per 10 anni, purtroppo non è stato così perché siamo stati messi di fronte a fatti compiuti» ha tuonato Di Chio. Gli ha fatto eco Lotito: «Una politica lungimirante avrebbe lavorato per l’interramento. Avete condannato il territorio, consegnandolo a Terna».
A difendere l’operato delle giunte passate ci ha pensato l’ex assessore Ignazio Salerno. «Abbiamo sempre dato prova di voler interrare l’elettrodotto, considerate che l’Arpa è stata capace di mettere sotto accusa l’Ilva di Taranto, quindi ora non discutiamo tutto».
La questione elettrodotto ha fatto irruzione nella campagna elettorale. Un tema che, chi è candidato a Palazzo San Cataldo, non potrà “interrare”.
Commenti
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Volevo solo comunicare ai vari candidati sindaco e all’amico Corrado che il problema dell’inquinamento elettromagnetico non è rappresentato solo dal traliccio di via Massarenti! Sono anni che vediamo in Corso Garibaldi l’antenna di rete Selene ma nessuno è riuscito a far qualcosa! Difronte alla salute, gli interessi economici dovrebbero occupare un ruolo secondario non crede Tarricone?
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Alla corrente elettrica sono sempre associati dei campi magnetici, generati all’interno di un’abitazione dagli elettrodomestici e da tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche di uso individuale. Televisori, stereo, computer, tritatutto, radiosveglie (dannosissime se posizionate vicine alla testa durante le ore notturne), aspirapolvere, rasoi elettrici e asciugacapelli (micidiali), forni a microonde, lavatrici: tutti oggetti che pur generando modesti e innocui campi elettrici provocano allo stesso tempo spaventosi e dannosissimi campi magnetici, risultanti dalla somma delle radiazioni provenienti dalle diverse sorgenti.
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Affermare che l’aumento delle patologie neoplastice e’ dovuto all’elettrodotto e’ scorretto e crea solo psicosi.(Vorrei capire l’attinenza dei campi magnetitici sui tumori del fegato del pancreas o all’intestino ) Quali studi epidemiologici sono stati effettuati?La cosa che ancora manca in Puglia e specialmente nell’asl Bari e’ il Registro dei Tumori.Parliamo in maniera seria e senza creare allarmismi.L’elettrodotto e’ un problema che necessariamente dovra’ trovare una soluzione nel rispetto dei cittadini di quella zona .Un plauso a chi ha tentato di fare un ragionamento non allarmando ancora di piu’.
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Sarrebbe bello capire come mai in un primo momento la Terna relazionava che era possibile interrare l’elettrodotto e dopo un po di tempo relazionava l’esatto contrario.Dubito che l’elettrodotto visti i susseguirsi degli eventi si possa interrare.L’unica scelta possibile (sfortunatamente per questioni economiche) sia delocalizzarlo cercando di collocarlo in una zona completamente priva di abitazioni.
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il mio commento non sara’ rivolto alle amministrazioni e non sara’ di tipo polemico ma……. e’ possibile che in un paese CIVILE non si riesca a trovatr una soluzione ????interrare e’ e sottolineo e’ possibilisssimo non credete alle PUTTANATE DI TERNA spostarlo sulla testa di altre persone NON PUO’ E NON DEVE ESSERE LA SOLUZIONE qualcuno dice meglio sulla testa di 10 che di 100 questa e’ la cosa meno democratica che ho sentito ragionandoci su si trova di sicuro un’ alternativa CIVILE BUON LAVORO ALLA PROSSIMA AMMINISTRAZIONE P.S. cerchiamo di eliminare il problema in tempi ADEGUATI
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@luigi werty ora a tutto ciò aggiunga anche delle importanti radiazioni elettromagnetiche irradiate dall’elettrodotto. Il risultato? Dovremmo chiederlo a chi ci vive in quella zona.
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non ne possiamo piu’ toglieteci tutte quelle radiazioni di torno con scuole e campi di calcetto vicine, dove ci giocano i bimbi!!!!!
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sono o siamo stanchi delle solite chiacchiere, il progresso si, ma quando è troppo no, bisogna fare subito un passo in dietro. l’inquinamento dell’elettrodotto, antenne per telefonie lontano da noi abitanti, qui ogni gg. si muore per cancro, leucemie, specialmente in zone della 167, dove l’alta tensione ci tiene veramente in tensione. Fate quello ch’è giusto interrate, INTERRATE, INTERRATE, BASTA CON LE PROMESSE VIRTUALI, STIAMO ANDANDO SEMPRE DI PIU’ NELLA DIREZIONE SBAGLIATA, NON PENSATE SOLO AI VOTI E A DARE UN SINDACO CHI DI DESTRA, SINISTRA CENTRO.COME SI FA’ A CREDERE A VOI POLITICI
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LA SOLUZIONE C’E’: DELOCALIZZIAMO L’ELETTRODOTTO FACENDOLO PASSARE NEL TERRENO DOVE E’ UBICATA LA VILLA DELL’EX SINDACO PERRONE, AUTORE DELL’ACCORDO CON TERNA. CHE DICE LEI SIG. CAPUTO DATO CHE E’ A FAVORE DELLA DELOCALIZZAZIONE?







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