Elettrodotto, i comitati cittadini sul monitoraggio nella 167: «Dall’Arpa cifre insufficienti»

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«Le cifre dell'Arpa, rese pubbliche guardacaso a ridosso della campagna elettorale sono insufficienti rispetto alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione Ambiente della Comunità Europea»
Non si è fatta attendere la posizione dei comitati contro l’elettrodotto della zona 167 dopo che l’Arpa nei giorni scorsi ha reso noti i dati del monitoraggio sull’elettromagnetismo, secondo i quali la situazione è sotto controllo.
«Le cifre dell’Arpa, rese pubbliche guardacaso a ridosso della campagna elettorale – fanno sapere i comitati cittadini per la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente e la Caritas cittadina – sono insufficienti rispetto alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione Ambiente della Comunità Europea sui danni procurati dall’elettromagnetismo e sulla necessità di attuare provvedimenti precauzionali per la salute dei cittadini.
Vi è la necessità di applicare in un quartiere popoloso come la 167 il principio di precauzione a salvaguardia della salute pubblica, oltre all’urgenza di procedere, come sostenuto dalla precedente amministrazione, alla riqualificazione urbanistica della 167, per cui non è più tollerabile che l’elettrodotto continui a restare in città».
I comitati, infine, segnalano «l’inadeguatezza nelle procedure della comunicazione pubblica e verso i Comitati cittadini riguardanti le misurazioni seguite e i modi con cui sono stati resi pubblici i risultati – in discordanza di quanto è stato sempre assicurato dalla pubblica amministrazione».
Dalle rilevazioni, lo ricordiamo, è emerso che «l’esposizione ai campi magnetici a bassa frequenza generati dalle linee di alta tensione è risultata inferiore al valore di attenzione di 10 micro tesla fissato dal DPCM del 08.07.03. Poiché risulta che il valore della mediana dell’induzione magnetica misurata nelle 24 ore è inferiore al 50% del valore di riferimento da applicare (cioè 10 micro Tesla), non è risultato necessario condurre ulteriori indagini in altri periodi dell’anno».
Le misurazioni, che hanno riguardato l’induzione magnetica/campo elettrico a bassa frequenza e di campo elettromagnetico a radiofrequenza, sono state effettuate in due punti più significativi per la valutazione dell’esposizione per la popolazione, ovvero due abitazioni ubicate in via Mattei e via Zara.
Nei due appartamenti, individuati come quelli più vicini ai tralicci, l’induzione magnetica è stata misurata per un periodo di 24 ore, acquisendo un valore al minuto e individuando, alla fine, un valore medio. In entrambi i casi, secondo il rapporto dell’Arpa, i valori sono risultati ben al di sotto dei limiti di legge: in via Mattei il valore medio è di 0.455 micro tesla, mentre in via Zara la lancetta si è fermata a 0.315 micro tesla.
E’ il caso di sottolineare che se il valore di attenzione è fissato a 10 micro tesla, è stato individuato anche un obiettivo di qualità che coincide con un valore di 3 micro tesla.
«Finchè non avremo il coraggio e la forza di affrontare le cose per quelle che sono e nella loro concretezza, continueremo a girare intorno al problema, senza trovare e concentrare le energie per risolverlo» ha poi aggiunto Aldo Lotito, portavoce del comitato per l’interramento dell’elettrodotto.
«Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che esistono due aspetti del problema “elettrodotto” che riguardano sia la 167 che la cosiddetta “zona agricola”, esiste quindi un aspetto normativo fondato su leggi e parametri ed una aspetto politico basato sulle aspettative della cittadinanza.
Sul piano normativo è indubbio che a parlare sono i tecnici ed i valori rilevati sul campo o attraverso modelli matematici, tali rilievi però anche se conformi alle leggi vigenti, potrebbero non rassicurare coloro i quali, si trovano o potrebbero trovarsi nelle vicinanze di sorgenti potenzialmente inquinanti.
Resta quindi assolutamente condivisibile, la battaglia che i cittadini di Corato, stanno portando avanti per la rimozione dell’elettrodotto dalla zona 167, mentre rimane evidente ed innegabile che la scelta della delocalizzazione, sottoscritta in data 22/01/2008 in esecuzione della delibera di Giunta comunale n 193 del 28/12/2007, sia stata un errore.
A questo punto, dobbiamo decidere se lasciare il destino della 167 e della “zona agricola” nelle mani di Terna e dei giudici o se dobbiamo riappropriarci del nostro legittimo diritto, di stabilire cosa è giusto fare nella nostra città.
Terna ha detto che a Corato non si può interrare per motivi di natura tecnica, legati a possibili disservizi provocati dal tratto interrato, dunque, secondo loro, noi dovremmo semplicemente accettare tale giustificazione, consegnando nelle mani di questa società ettari di territorio il cui scempio, non è stato nemmeno quantificato, in fase progettuale (vedi verbale della provincia del 09/02/10).
Per i motivi che dirò, resto dell’opinione che le giustificazioni date al non possibilità di interrare siano a dir poco inaccettabili visto che Terna ha prodotto e si è fatto pagare dal comune di Corato, un progetto di interramento di un tratto di 2,5 km che avrebbe comunque collegato Modugno con Corato. Terna riesce a progettare un elettrodotto lungo 38km posato a 370mt di profondità che attraversa lo stretto di Messina, cito testualmente “ utile a garantire la sicurezza dell’intero sistema elettrico nazionale”, per non parlare dei collegamenti sottomarini esistenti fra Spagna e Marocco, Egitto e Giordania e via dicendo.
Terna poi, in provincia di Foggia sta realizzando un elettrodotto da 380KV denominato Benevento2-Foggia che è stato definito “autostrada dell’energia di inportanza nazionale” in questo caso sono previsti interramenti per circa 30km.
L’elenco potrebbe proseguire, ma alla luce di tutto ciò, ritengo che esistano tutti i presupposti per portare avanti con forza il progetto di interramento finalizzato alla bonifica della 167 e alla tutela della zona cosiddetta “agricola”, le cui caratteristiche dovrebbero ormai essere note a tutti.
Ai candidati Sindaci, rinnovo la richiesta di un fermo e rinnovato inpegno utile a salvaguardare e valorizzare una Corato, già segnata da vecchi e irrimediabili errori, auspico la non strumentalizzazione del problema ed una unità d’intenti che darebbe lustro all’intera classe politica e a tutta la nostra città».
Questa sera, intanto, sulla vicenda si esprimerà la politica cittadina.
Alle 19 presso la sede della Caritas in via Don Minzoni (ex chiesa Sacro cuore), i comitati cittadini per la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente e la Caritas cittadina hanno infatti invitato tutti i sette candidati sindaci ad un incontro-dibattito sul tema “L’elettrodotto nella 167: un problema ancora non risolto!”.
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DOVREMMO RIFARE LE MANIFESTAZIONI PROPRIO IN VISTA DELLE VOTAZIONI, RIPROVARCI E RIPROVARCI







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