A proposito di elettrodotto

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Sulla questione elettrodotto pubblichiamo l'opinione di Antonio Patruno, ingegnere nel campo delle telecomunicazioni, alla luce dei dati emersi dal monitoraggio sull'elettrosmog effettuato dall'Arpa nella zona 167
Sulla questione elettrodotto pubblichiamo l’opinione di Antonio Patruno, ingegnere nel campo delle telecomunicazioni, alla luce dei dati emersi dal monitoraggio sull’elettrosmog effettuato dall’Arpa nella zona 167.
«Caro direttore, i dati pubblicati sulla tua testata di informazione mettono finalmente un punto fermo nella questione del famigerato elettrodotto, che va avanti da parecchi anni, senza che nulla sia cambiato.
Questi valori sono enormemente sotto il limite di legge (10 micro tesla) e decisamente sotto l’obiettivo di qualita’ (3 micro tesla). Dalle poche informazioni disponibili, sembra che nei punti piu’ esposti il valore medio è di 0.455 micro tesla in un caso e 0.315 micro tesla, nell’altro. Ovviamente sarebbe meglio avere la relazione completa dell’ARPA per farsi un quadro piu’ accurato. Ma tant’e’.
Ricorderai il mio intervento di qualche anno fa (se non ricordo male e’ stato nel 2007), nel quale sostenevo che la situazione fosse sotto controllo e mi sembrava inopportuno mettere in discussione il parere e i riscontri oggettivi di una istituzione (nel cao di specie ARPA).
Oltretutto, che non ci fossero punti oltre soglia, lo si poteva dedurre a spanne anche misurando semplicemente la distanza dei conduttori dai luoghi abitati: bene questi dati di oggi spero servano a rassicurare tutti gli abitanti della zona e a gettare una luce meno sinistra sull’elettrodotto (che resta comunque brutto da vedersi).
In questi anni si sono prospettate tante soluzioni, alcune molto invasive e cosotose (e tecnicamente evanescenti come l’interramento) altre comuque onerose ma di difficile attuazione come lo spostamento.
E’ chiaro che gli abitanti della zona chiedano (legittimamente) alla politica una soluzione: da questo punto di vista l’amministrazione (che immagino sapesse di stare nel giusto) non ha brillato per tempismo e strategia. Le misurazioni di oggi si sarebbero potute fare 6 anni fa e, almeno, i cittadini avrebbero vissuto piu’ sereni nelle proprie case.
Nella campagna elettorale che ci apprestiamo a seguire, l’elettrodotto e’ uno dei punti di maggiore attenzione: praticamente tutte le forze politiche hanno nel loro programma la risoluzione del problema.
Se mi consenti un parere, credo che se si vuole dare una prospettiva alla questione, bisogna che si decida cosa si vuole fare.
Innanzitutto occorre individuare quale sia il problema: di esposizione (a questo punto sono in discussione solo i valori suggeriti dallo IARC che, essendo solo suggeriti, non sono un limite di legge e quindi possono legittimamente non essere tenuti in considerazione) o di “paesaggio” ?
A seconda del problema, le soluzioni sono diverse.
Se e’ un problema di esposizione, si puo’ semplicemente far alzare i sostegni dei cavi in corrispondenza dei punti piu’ esposti (intervento che il gestore di rete farebbe sotto forma di cortesia istituzionale nei confronti del Comune di Corato, visto che da un punto di vista di legge non c’e’ niente che lo obblighi a farlo. C’e’ da capire quante possibilita’ ci siano che si faccia una cosa del genere, secondo me poche).
Se invece e’ un problema di paesaggio, le soluzioni sono due: interramento (che non riduce l’esposizione ma la sposta e di contro e’ antieconomico e praticamente impossibile da attuare per questioni di affidabilita’ della rete) oppure spostamento (ma a quel punto insieme all’elettrodotto si sposta il problema e siamo punto e a capo come nel gioco dell’oca).
In tutto questo non e’ secondario il ruolo del gestore di rete che, immagino, decida di fare un intervento di notevole portata economica solo a fronte di evidenti e legittimi vantaggi industriali: insomma come la si giri e rigiri, la questione sembra non avere una via d’uscita che accontenti tutti i portatori d’interesse.
Ora la parola passa alla politica: ci sono 7 candidati sindaco che sicuramente potranno dire la loro e prospettare una soluzione. Se io fossi tra loro direi ai cittadini: state tranquilli, vivete serenamente nelle vostre case, la situazione e’ sotto controllo».
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