Il teatro di Claudia Lerro. Dal palco alla penna per far rivivere la storia di Riccardo e Lucia

La Redazione
La locandina dello spettacolo Riccardo e Lucia

Dopo il grande successo a Roma, sabato 4 maggio "Riccardo e Lucia", storia di un amore eterno ma imperfetto messo a dura prova dal Fascismo, verrà rappresentato sul palco del Teatro Comunale Corato

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Dopo il grande successo a Roma, sabato 4 maggio “Riccardo e Lucia”, storia di un amore eterno ma imperfetto messo a dura prova dal Fascismo, verrà rappresentato sul palco del Teatro Comunale Corato.

Lo spettacolo è scritto e diretto da Claudia Lerro, ed è ispirato agli appunti di suo nonno Riccardo Lerro, poeta e attivista politico, ed ai racconti di sua nonna Lucia.

Abbiamo raccolto le sue impressioni.

Reciti per il teatro da diverso tempo, com’ è nata l’idea di “scrivere per il teatro”?
La scrittura e’ sempre stata la mia seconda passione, del resto ho scelto di laurearmi con una tesi sulla drammaturgia contemporanea. Se recitando si vive il problema “uomo dal di dentro” mettendo se stessi a disposizione della comprensione delle “umane passioni”, scrivendo ci si pone la stessa domanda da un altro punto di vista: dal di fuori.

È come vedere la stessa moneta da due lati diversi. E poi credo moltissimo nel dovere del teatro di produrre nuove scritture che sappiano riflettere il loro tempo. In Inghilterra la nuova drammaturgia e’ la normalità, su di essa si investe, si creano scuole, si organizzano festival. In Italia, purtroppo, no.

Cosa rappresentano per te e per il tuo lavoro Riccardo e Lucia?
Riccardo e Lucia sono i miei nonni. La mia vita. Mi hanno insegnato ad amare. Mi hanno insegnato l’umiltà, la semplicità, la fedeltà a se stessi. Troppo poche le parole per poter spiegare. Per il mio lavoro invece rappresentano il mio esordio ufficiale nella drammaturgia e, in generale, nel tipo di teatro in cui credo: semplice, diretto, poetico. Come la vita.

Qual è secondo te il segreto del grande successo che lo spettacolo ha riscosso a Roma?
A Roma ha avuto successo proprio per la sua semplicità. Un addetto ai lavori mi ha detto:” e’ incredibile… È un lavoro fatto con niente, eppure mi ha emozionato più dei grandi allestimenti del festival di Roma. È’ vero, sincero… Ed emoziona come il sorriso disarmante di un bambino al risveglio”.

Ivana Lotito e Pio Stellaccio saranno gli interpreti di una storia emozionante. Che ruolo hanno gli attori nel processo di scrittura di uno spettacolo?
A me piace molto “scrivere” insieme agli attori. Lo spettacolo diventa un lavoro d’ensamble in cui si fondono le diverse creatività. Tuttavia, in questo caso, la drammaturgia era già’ chiusa, conclusa. L’attore resta comunque il centro dello spettacolo, il colore del quadro, il respiro in un corpo.

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