L’orecchio acerbo dei bambini per capire la poesia

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Alla SecopStore oggi alle 19.30
Il 21 marzo è l’80º giorno del calendario gregoriano e il primo giorno di primavera, recita Wikipedia ed è anche il giorno in cui l’Unesco, nel 1999, celebrò per la prima volta la Giornata Mondiale della Poesia, riconoscendole, quale “base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica, un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e delle relazioni interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace”, come scrive il Prof. Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana-Unesco.
La primavera, da sempre metafora della vita che nasce o che si rigenera, dell’età verde, della giovinezza, è a giusta ragione simbolo della poesia del creato, esplosione di bellezza, forza dirompente, passione, immagine e sostanza dell’Infanzia.
Il 21 marzo, perciò, sarà letteralmente un fiorire in tutta Italia di iniziative legate alla poesia e così anche la SecopStore vuole celebrare questa Giornata, aprendo la libreria a quella fascia d’età della vita che, sui i rami della nostra quotidianità, fa nascere ogni giorno la poesia: l’Infanzia. Proseguono, infatti, gli eventi siglati “S come scuola” e anche questa volta saranno protagonisti i bambini.
Oggi alle ore 19:30, infatti, saranno loro ad intervistare i poeti presenti, da Angela De Leo a Oronzo Liuzzi, da Zaccaria Gallo a Nicola De Matteo, da Gino Locaputo ad Anna Minnino e così via per citarne alcuni.
Come sappiamo sono i bambini, oggi, i cosiddetti “Lettori Forti”, sono loro i veri consumatori della carta stampata, amanti delle storie e della poesia, come ad esempio i bambini della 3^ E della Scuola Primaria “Fornelli”, che guidati dalla loro insegnante Angela Malcangi, stanno continuando i loro cammino alla ricerca e alla scoperta della “parola alata”, mostrandosi sempre più capaci di entrare nell’essenza del verso poetico, nella sua forza espressiva, nella sua complessità stilistica, nel suo fascinoso legame con le cose, con la realtà, rivelando di possedere, come Rodari sosteneva, “quell’orecchio acerbo”, l’unico in grado di cogliere veramente la poesia nella vita.
Ai poeti l’arduo compito di rispondere alle loro domande!
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