Amministrative, proposte e suggerimenti

La Redazione
Le elezioni politiche in città

Proposte e suggerimenti ai giocatori della partita amministrativa dal Centro Studi Politici “A. Moro”

4 1 commento

Proposte e suggerimenti ai giocatori della partita amministrativa dal Centro Studi Politici “A. Moro”.

«Da troppo tempo – scrive il presidente Vito De Leo – leggiamo sui diversi giornali e siti web notizie e commenti  relativi alle diverse posizioni che partiti, neonati movimenti, probabili liste civiche e candidati sindaci e coalizioni in fieri intendono assumere in vista delle elezioni amministrative del 26 e 27 maggio prossimo.

 

Come Centro Studi Politici “A. Moro” da tempo ci rivolgiamo ai protagonisti politici ed ai liberi cittadini indirizzando loro proposte concrete non solo sugli obiettivi ma anche sui contenuti e i metodi più utili ed efficaci per realizzare una politica amministrativa realmente capace di migliorare le condizioni di vita sociale, culturale ed economica della nostra città.

Da sempre auspichiamo che le organizzazioni politiche, la società civile e gli elettori riescano a liberarsi dai vecchi schemi mentali, dai vecchi tatticismi politici, da logiche partitiche e correntizie, da integralismi, da settarismi, da utopismi spacciati per programmi di governo, da qualsiasi tentazione egemonica, dalle solite demonizzazioni dell’avversario per mascherare l’assenza di idee, dai vecchi giochi di potere fatti a tavolino e fuori dalle sedi istituzionali.

La realtà che stiamo ancora una volta vivendo mostra, purtroppo, che esistono ancora tendenze pericolose ed egoistiche, ispirate alla “legge del più forte”, alla voglia di scaricare i più deboli, di annullare le diversità, di ignorare le minoranze, creando così nuovi muri e disuguaglianze, nuovi pericolosi inganni e trasformismi, vecchi consociativismi e strumentali trasversalismi.

Insieme a tantissimi cittadini ci saremmo aspettati di poter ascoltare, conoscere e dialogare con tutti coloro che intendono porsi al servizio della nostra comunità rivestendo il ruolo di consigliere comunale o di sindaco. In mancanza di indicazioni concrete in tal senso, ci permettiamo di suggerire un possibile identikit delle diverse candidature.

Consiglieri comunali: uomini e donne onesti, capaci, competenti, credibili, non compromessi e/o chiacchierati, senza macchia dal punto di vista giudiziario e senza procedimenti penali pendenti; soggetti preferibilmente in possesso di un “curriculum” di impegno sociale, culturale, professionale, politico o volontaristico; candidati seriamente e intelligentemente impegnati ad elaborare, diffondere, partecipare , spiegare, concordare e realizzare il programma il programma amministrativo di cui sono espressione e garanti; cittadini convinti e decisi a conquistare il consenso non degli elettori di destra, di centro o di sinistra, ma cittadini come loro intesi come portatori di bisogni collettivi, individui scelti possibilmente con la formula del sondaggio.

Sindaco: il candidato sindaco in assenza di “primarie” va ricercato unitariamente tra le aggregazioni che hanno sottoscritto il documento programmatico e le regole di convivenza: senza pregiudizi, veti, limiti che non siano quelli indicati per le candidature in genere, senza esclusioni aprioristiche di tipo anagrafico o sessuale o religioso o sociale o ideologico.

Una volta designato dalla coalizione , il candidato-sindaco dovrà:

• Indicare all’inizio della campagna elettorale la metà del numero degli assessori, scelti liberamente a suo insindacabile giudizio; l’altra metà dovrà essere indicata agli elettori prima della votazione del primo turno, sulla base di una rosa di nominativi proposti concordemente dai firmatari l’accordo di governo;

• Saper comunicare, in ogni luogo, in ogni modo e con ogni mezzo il programma amministrativo, che deve restare aperto ai contributi e alle proposte dei cittadini e delle organizzazioni di ogni tipo,

• Concepire le alleanze non come una somma di sigle di partiti e di movimenti. E’ noto che dietro le sigle, spesso c’è poco consenso elettorale. Il vero consenso lo si ottiene organizzando la speranza della gente in una politica nuova che coniughi efficienza e solidarietà, rappresentata da persone credibili, capaci e disinteressate.

• Sapersi occupare seriamente , competentemente e con l’aiuto degli esperti dei problemi collettivi, troppo spesso trascurati dalla partitocrazia, da una classe politica litigiosa e dai suoi esponenti nei consigli comunali passati;

• Conoscere e impegnarsi a risolvere, in via prioritaria, mostrando originalità di idee e concretezza operativa i problemi dell’occupazione, dello sviluppo economico complessivo, del territorio e dell’assetto urbanistico, dell’identità civile e culturale del paese, delle fasce più deboli della popolazione, dell’ordine pubblico, dell’organizzazione burocratica del Comune, della finanza locale, della revisione dello Statuto comunale e degli istituti di partecipazione popolare;

• Condurre una campagna elettorale all’insegna del “fair play”, del dialogo e del confronto con tutti, senza ingiurie, e calunnie, personalizzazioni e demonizzazioni degli avversari, ben conoscendo l’effetto “boomerang” di simili impostazioni, ma anche che tale comportamento richiamerebbe alla mente il recente passato politico caratterizzato dalla guerra tra “bande” e tra persone;

• Essere capace di porre al centro del confronto e della dialettica politica i contenuti programmatici della coalizione, la linea politica dell’alleanza di governo, le caratteristiche della squadra che costituirà la giunta municipale;

• Essere capace di costruire le condizioni per la vittoria, ovvero saper giocare non in difesa, ma all’attacco, provando a conquistare gli incerti, gli astensionisti, gli scettici, usando come unica arma la ragione, la competenza, la disponibilità all’ascolto e al servizio.

• Essere disposto a sottoporsi al controllo di un “Comitato di garanti”, nominato dalla Coalizione, con il compito di verificare la coerenza dei comportamenti e delle scelte con i principi contenuti nell’accordo di governo.
     Conclusione: la posta in gioco di questa partita è semplicemente la mai raggiunta unità dei coratini attorno ad un progetto di rifondazione della politica, di ricostruzione del paese, di partecipazione popolare. Una partita che chiede ai giocatori lealtà, correttezza, coraggio, determinazione, spirito di servizio, competenza idee chiare, trasparenza.

In panchina devono restare, pena l’insuccesso, chi è affetto da orgoglio, presunzione, arroganza, angoscia di potere perduto, supponenza di un potere che non c’è più, isterismo e paranoia. Agli elettori, l’ardua sentenza!»

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Commenti

  • franco dacorato (utente non verificato)

    tante troppe frasi che,senz’altro,sono da condividere! ma credo basterebbe dire ai nostri politici- AGITE PER IL BENE ED IL PROGRESSO DELLA CITTA’- SE NE SIETE CAPACI-ma tant’è sembra che si tornerà ai vecchi schemi-come è possibile soltanto pensare che gli attuali pensino o mollino il potere ?