«Troppe criticità in chirurgia, si stanno creando le condizioni per la chiusura»

La Redazione
Il reparto di chirurgia generale dell'ospedale di Corato

L'associazione sindacale Anpo-Ascoti-Fials Medici chiede all’Assessorato alla Sanità «di attivarsi per far rimuovere le criticità per evitare che possano di fatto avallarsi situazioni che porterebbero alla soppressione di Chirurgia»

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«Sono stati creati tutti i presupposti per poter giustificare, in una prossima programmazione della rete ospedaliera regionale, la definitiva soppressione dei 4 posti letto di Chirurgia Generale di Corato».

L’associazione sindacale Anpo-Ascoti-Fials Medici torna a battere sulla questione del reparto di chirurgia dell’ospedale “Umberto I” e ne sottolinea tutte le criticità in una missiva inviata al al Direttore Generale della Asl Bari Domenico Colasanto ed alla Dott.ssa Silvia Papini, Dirigente del Servizio Accreditamento e Programmazione Sanitaria dell’Assessorato Regionale Sanità.

«Dal mese di Giugno 2012 – scrive il dr. Matteo Paparella, componente della delegazione trattante Asl Bari – è stata notevolmente ridotta l’attività chirurgica di Sala Operatoria di Corato per la momentanea carenza di medici anestesisti e conseguentemente è stata notevolmente contenuta l’attività ambulatoriale chirurgica di Corato. Dal 1° Dicembre 2012 al 23/01/2013 l’attività di Chirurgia di Sala Operatoria di Corato è stata poi completamente azzerata.

I Medici Chirurghi di Corato hanno in precedenza più volte sollecitato l’incremento delle sedute operatorie presso il plesso di Corato in quanto, nonostante la contrazione dell’attività operatoria ed ambulatoriale di cui si è fatto cenno innanzi, le liste di attesa per gli interventi di Chirurgia Generale continuavano ad essere sostanzialmente disattese.

Dal 07/01/2013 presso la Chirurgia Generale dello Stabilimento di Terlizzi (afferente al plesso di Corato) è stata poi attivata la Guardia Medica notturna e festiva divisionale che impegna i 4 medici chirurghi di Corato ed i 3 medici di Chirurgia plastica di Terlizzi. E’ il caso di precisare che con tali turni di guardia l’attività istituzionale della Chirurgia Generale di Corato e della Chirurgia Plastica di Terlizzi è irreversibilmente destinata ad una ulteriore notevole contrazione. Ciò risulterà ancora più gravemente compromesso sia per l’imminente pensionamento di un medico Chirurgo di Corato che per l’approssimarsi del periodo feriale.

E’ comunque di tutta evidenza che con tali turni di guardia medica notturna e festiva presso la Chirurgia dello Stabilimento di Terlizzi le presenze delle unità mediche presso la Chirurgia di Corato e presso la Chirurgia plastica di Terlizzi diventano sempre più esigue (per riposi compensativi, per riposi settimanali ecc…) tanto da poter incontestabilmente affermare che l’attività istituzionale per garantire “la continuità assistenziale ed i LEA (livelli essenziali di assistenza sanitaria)” presso la Chirurgia di Corato e la Chirurgia Plastica di Terlizzi non possono essere affatto assicurati in quanto con siffatta turnazione, a favore della sola Chirurgia di Terlizzi, sono stati creati tutti i presupposti per interrompere di fatto un pubblico servizio creando così le condizioni per poter giustificare, in una prossima programmazione della rete ospedaliera regionale, la definitiva soppressione dei 4 posti letto di Chirurgia Generale di Corato e dei 2 posti letto di Chirurgia Plastica di Terlizzi.

E’ però doveroso e necessario evidenziare che i turni di guardia notturna e festiva presso la sola Chirurgia di Terlizzi sarebbero motivati dal fatto che presso la suddetta Chirurgia dello Stabilimento di Terlizzi viene effettuata attività chirurgica bariatrica. E’ altresì opportuno rimarcare che la Chirurgia bariatrica, assunta a pretesto per azzerare di fatto l’attività chirurgica di Corato e l’attività di Chirurgia plastica di Terlizzi in conseguenza dei turni di guardia notturna e festiva, imposti di fatto dalla Direzione Generale della ASL BA, e comunque avallati sia pure informalmente, per un verso non risulta essere stata mai programmata e perciò autorizzata dalla Regione Puglia, e per altro verso avviene in condizioni di non massima sicurezza per gli utenti e gli operatori perché tale Chirurgia bariatrica, peraltro di media complessità qual è quella effettivamente svolta a Terlizzi, avviene in uno stabilimento dove non sono previsti né turni continui di guardia cardiologica, né turni continui di guardia anestesiologica.

Conseguentemente i turni di guardia divisionale notturni e festivi concretamente hanno raggiunto il solo risultato di depotenziare irreversibilmente l’attività istituzionale di Chirurgia di Corato e di Chirurgia Plastica di Terlizzi, favorendo una attività “chirurgica di elezione” che ben potrebbe essere svolta in condizioni di “maggiore sicurezza per gli utenti e per gli operatori” nel plesso di Corato dove invece è garantita da sempre una guardia cardiologica continua, una guardia anestesiologica continua, ed una guardia infermieristica di sala operatoria.

Peraltro, considerato che presso lo Stabilimento di Terlizzi operano solo 3 medici anestesisti ed invece presso il plesso di Corato operano ben 9 medici anestesisti che, come detto innanzi, assicurano una guardia anestesiologica continua, risulterebbe più logico ed opportuno, per “una maggiore sicurezza per gli utenti e per gli operatori”, che presso il plesso di Corato non solo venga effettuata la precitata Chirurgia bariatrica ma venga espletata anche l’attività chirurgica di emergenza/urgenza che invece inopinatamente viene svolta solamente presso lo Stabilimento di Terlizzi.

Ne consegue che presso lo Stabilimento di Terlizzi possa ben continuare ad essere esercitata l’attività chirurgica laparoscopica che, pur comportando inevitabilmente costi di gran lunga superiori rispetto all’attività chirurgica tradizionale, può rappresentare e certamente rappresenta motivo di merito professionale per il Direttore della UOC di Chirurgia Generale di Corato/Terlizzi in ciò convintamente sostenuto dalla Direzione Generale della ASL BA.

E’ di tutta evidenza che presso il plesso di Corato è garantita una attività Chirurgica interdisciplinare dal momento che presso il precitato plesso di Corato sono attive le UO di Ortopedia e di Ginecologia-Ostetricia».

Il risultato di tutta questa situazione, secondo il quadro tracciato dal dr. Paparella, è che «l’attività istituzionale per garantire “la continuità assistenziale ed i LEA” presso la Chirurgia di Corato e la Chirurgia plastica di Terlizzi risulta di fatto arbitrariamente quasi totalmente interrotta ed irreversibilmente compromessa a causa di siffatta organizzazione della attività chirurgica di Terlizzi e di Corato, peraltro in palese contrasto con il vigente regolamento che disciplina la mobilità interna del personale medico.

Infatti è il caso di evidenziare che almeno una unità medica della Chirurgia di Corato viene sempre più spesso utilizzata presso la Chirurgia di Terlizzi, e ciò in netto contrasto con il vigente regolamento sulla mobilità interna che consente, nei soli casi di urgenza/emergenza, l’utilizzo per un periodo massimo di 30 giorni/anno di una unità medica.

Le liste per l’attività istituzionale di Chirurgia Generale – continua Paparella – registrano “tempi di attesa” inevitabilmente ben oltre gli stessi limiti temporali previsti dal relativo piano regionale. Per contro l’attività ALPI, che si svolge prevalentemente presso la Chirurgia di Terlizzi, potrebbe risultare eccessivamente implementata e quindi sproporzionata rispetto all’attività istituzionale.

Le scelte assistenziali ed organizzative attivate presso la sola Chirurgia di Terlizzi non risulterebbero assunte secondo criteri e principi volti a garantire “la massima sicurezza per i pazienti e per gli operatori” per quanto innanzi riferito a proposito della Chirurgia bariatrica e della Chirurgia di Emergenza/Urgenza svolte presso lo Stabilimento di Terlizzi anziché presso il plesso di Corato ove sono obiettivamente assicurate le migliori condizioni assistenziali ed organizzative».

In merito a tutti i problemi evidenziati, l’associazione sindacale Anpo-Ascoti-Fials Medici chiede «all’Assessorato alla Sanità di attivarsi per far rimuovere tempestivamente le criticità innanzi sinteticamente evidenziate soprattutto per evitare che possano sin d’ora di fatto avallarsi situazioni che porterebbero effettivamente alla soppressione dei 4 posti letti di Chirurgia Generale di Corato e dei due posti letto di Chirurgia Plastica di Terlizzi.

Da ultimo si confida nella assunzione di iniziative finalizzate a far si che l’attività di Chirurgia bariatrica, pur se di media complessità, e l’attività Chirurgica di Emergenza/Urgenza vengano svolte presso il plesso di Corato anziché presso lo Stabilimento di Terlizzi per tutte le obiettive condizioni di “maggiore sicurezza” che sono garantite presso il plesso di Corato e non invece presso lo Stabilimento di Terlizzi».

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Commenti

  • cittadino 2009 (utente non verificato)

    Bene, spostiamo tutto a Ruvo di Puglia, grande metropoli in cui risiede il dott. (politico) Matteo Paparella……………

  • cinque stelle (utente non verificato)

    senatore,se ci 6 batti un colpo.

  • Franco63 Cifarelli (utente non verificato)

    Troppe criticità in chirurgia, si stanno creando le condizioni per la chiusura ??? Ben ci stà…. Questo è solo l’inizio della fine…. Certo che non chiuderemo dall’oggi al domani….ma in seguto ci saranno altre situazioni per altri reparti (per quello che rimane) che porteranno nel prossimo futuro alla chiusura…Basti pensare alla chiusura di Ruvo di Puglia che ebbe come inizio un qualcosa di simile a quello che sta avvenendo a Corato. Non pensate che i lavori di ristrutturazione in corso serva a qualcosa…. serve solo a spendere solo soldi pubblici per il fatto che sono stati stanziati e per non perdere tale finanziamento vanno comunque spesi……e come diceva Totò….e io pago…

  • Francesco Tarricone (utente non verificato)

    Ho avuto un paio di esperienze dirette con il reparto in questione ed anche con quello di ortopedia, a causa di problemi di salute di mio padre.
    Credetemi, è meglio che vengano chiusi.

  • cicciobello francese (utente non verificato)

    ……x cittadino 2009………cosa c’entra adesso MATTEO PAPARELLA o Ruvo di Puglia??????………….ignoranza pura!!!!!!!!!!!!!!!

  • antom 1076 (utente non verificato)

    Per come la penso io tutte le strutture pubbliche andrebbero chiuse così da evitare inutili sprechi e ruberie, bisognerebbe far nascere delle cliniche private convenzionate (con prezzi controllati dal ministero), si dovrebbe fare in modo di far assumere il personale meritevole da queste strutture (i lavativi restino a casa).In questo modo avremmo sicuramente servizi più efficienti , liste di attesa molto più corte e utenti soddisfatti. Gli unici a essere dispiaciuti sarebbero i politici di basso profilo che hanno scambiato il sistema sanitario per un ufficio di collocamento.

  • cittadino 2009 (utente non verificato)

    x cicciobello francese: Se fossi dotato di una minima capacità di lettura e di senso critico non risponderesti così…….. Constatare lo stato di fatto senza avanzare soluzioni è vergognoso, già l’associazione sindacale Anpo-Ascoti-Fials Medici ha avuto un briciolo di sensibilità e concretezza nel chiedere di garantire i servizi essenziali…… fare una sorta di prosopopea del genere non so a cosa serva……..

  • Nicolò Vallarelli (utente non verificato)

    Il Dott. Matteo Paparella, componente della delegazione trattante Asl Bari, è lo stesso filosofo che ha sollecitato l’articolo su Terlizzilive per l’Ospedale “M. Sarcone” di Terlizzi, recitando “…chiede «una puntigliosa attività di verifica dell’Alpi svolta presso il reparto di chirurgia di Terlizzi da parte della apposita commissione paritetica, allo scopo di verificare il corretto ed equilibrato rapporto tra l’attività istituzionale…e la corrispondente attività ambulatoriale»…Ok dott. Paparella, portiamo il reparto a Ruvo di Puglia…Quanti pensatori si aggirano…Andate a lavorare che i cittadini sono stremati dalle tasse e dai corsi e ricorsi storici! Strampalate conclusioni, le vostre!