L’Unione Italiana Ciechi si ritrova a Corato: «Chiediamo servizi, ma gli enti non ci ascoltano»

© CoratoLive.it
«La provincia di Bari mette a disposizione una somma per l'assistenza pomeridiana di 85 bimbi scolarizzati. A questo progetto dovrebbero contribuire anche i Comuni di appartenenza. Corato, nonostante le richieste, non ha mai fatto nulla»
«Il non vedente, specialmente bambino, deve essere aiutato ma, solo fino ad un certo punto. Non vede ma può fare benissimo tutto il resto. Atteggiamenti di “pietà” o iperprotezione sono da evitare nella maniera più assoluta, causano più danni che benefici. Ciò che serve davvero è comprendere come aiutare un non vedente ad essere il più possibile autonomo».
Così Luigi D’Onofrio, membro del comitato di rappresentazione dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Corato-Ruvo, ha descritto le motivazioni principali del convegno che si è svolto ieri in città in occasione della giornata nazionale del braille.
L’accoglienza e l’ospitalità ricevuta presso l’Ipc “Tandoi” grazie alla dirigente Angela Adduci, hanno contribuito a realizzare la mattinata d’incontro con oltre un centinaio di ragazzi di scuola media.
A parlare diffusamente di metodiche e tecniche per l’educazione, l’istruzione e la riabilitazione dei disabili visivi nella scuola, è stato Vincenzo Rotolo, tiflologo, Coordinatore dell’Istituzione Provinciale Centro Educativo Riabilitativo per Videolesi “Messeni – Localzo” di Rutigliano.
Con l’aiuto di Laura Iurlo, responsabile del Centro di Consulenza “Messeni – Localzo” di Rutigliano e di Giuseppe Rossini della Cooperativa Sociale “Aurelio Nicolodi” di Bari, i giovani studenti hanno potuto osservare e comprendere come è possibile oggi vivere e convivere con la cecità.
A loro sono stati mostrati e illustrati i principali ausili tiflodidattici e tifloinformatici per l’istruzione dei disabili visivi. In primis il braille, primo mezzo utilizzato per leggere e formarsi grazie al tatto. Nonostante questo codice abbia il limite di poter essere compreso il più delle volte solo dai non vedenti, resta fondamentale.
«Oggi – continua D’Onofrio – grazie ai grandi progressi della tecnologia, la nuova frontiera comunicativa è rappresentata dalla sintesi vocale che, unita al tatto, permette ai non vedenti di usare in maniera completamente autonoma computer e cellulare.
Il computer viene usato solo e soltanto attraverso la tastiera, come avveniva prima dell’avvento del mouse. I corsi di formazione organizzati anche a Corato dall’Uci, vanno incontro sia alle esigenze dei soci che a quelle degli insegnati di sostegno e di tutti coloro i quali si rapportano ai non vedenti».
L’attività di sensibilizzazione e informazione dell’Unione Italiana Ciechi ed ipovedenti è costante, ma non può fare a meno della collaborazione delle istituzioni. E qui le pecche non mancano.
«Agli enti pubblici chiediamo servizi», sottolinea D’Onofrio. «Da qualche tempo, per esempio, la provincia di Bari mette a disposizione una somma (350mila euro per il 2012/2013) per l’assistenza pomeridiana di 85 bimbi scolarizzati. Tre di loro sono coratini. A questo progetto dovrebbero contribuire anche i Comuni di appartenenza. Sono pochissimi quelli che hanno aderito. E Corato, nonostante le ripetute richieste, non ha mai fatto nulla».
Al termine del convegno non poteva mancare un accenno all’importanza dell’impegno della Rappresentanza Comunale di Corato-Ruvo per l’inclusione sociale dei disabili visivi.
Ad intervenire sul tema è stato Giuseppe Cusanno, rappresentante comunale di Corato-Ruvo dell’Uci. Al centro della questione c’è stato il ruolo e la funzione della Sezione Provinciale di Bari dell’Uci, grazie anche alla presenza del Presidente Provinciale Luigi Iurlo e del Presidente del Consiglio Regionale di Giuseppe Simone.
Commenti
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Grande Luigi!
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concordo nunzio
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possibile che nessun politico abbia il coraggio di smentire quanto denunciato dalla u.i.ci.i.???? allora e tutto vero….







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