Un’alimentazione su misura per tutti

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Convegno della Seam sull'alimentazione: le abitudini alimentari devono variare in relazione alla vita di un individuo ed al luogo in cui vive
Grande attenzione per il primo convegno scientifico della Seam, la Scuola di Educazione Alimentare del sud Italia. Nonostante il freddo dello scorso sabato pomeriggio, la sala conferenze del Liceo Artistico di Corato era gremita di persone interessate al tema dell’alimentazione, medici di varie specializzazioni, biologi, informatori del farmaco, addetti al settore e non.
A moderare il convegno è stata Lucia Palmieri, coordinatrice scientifica della Seam: «L’intesse che si legge in voi questa sera è il segno che il piccolo seme della SEAM sta portando frutto. Riuscire anche solo a far nascere curiosità e dubbi sulle nostre consolidate abitudini alimentari, è per noi un grande risultato. Ben venga se anche da altre parti giungono proposte, idee e progetti che possano coadiuvarsi o rinforzare il progetto SEAM. Siamo noi grandi, prima di tutto, a dover cambiare stile di vita per poter trasmettere buone abitudini ai nostri figli».
Il direttore del Gal “Città Castel del Monte”, Paolo De Leonardis, ha ben sottolineato il riscontro che la Seam sta avendo sul territorio: «Siamo davvero molto orgogliosi di aver contribuito all’organizzazione della SEAM e di questo convegno al fianco della Fidapa di Corato e della dottoressa Palmieri. Vedervi così numerosi ci fa comprendere ancora una volta quanto sia importante radunarsi attorno a questi temi. Non ci aspettavamo che in così poco tempo la SEAM potesse raggiungere risultati di tale genere e questo ci spinge a voler andare anche oltre il territorio coratino».
“Dal sapere prende corpo il benessere”: questo il titolo scelto per il seminario che ha visto protagonisti due esperti ricercatori del settore, Paolo De Cristoforo e Michele Vacca. I due interventi, entrambi senza dubbio molto interessanti e godibili, hanno posto l’accento su diversi ambiti di indagine e ricerca.
Il prof. De Cristoforo può vantare di essere l’ideatore dei software per l’analisi dello stile di vita e della prescrizione motoria, oltre che direttore del Centro Specialistico Nutrizionale presso il Sani Medical Center di Castellalto (TE). Innovativo il suo modo di parlare di abitudini alimentari in relazione alla vita di un individuo ed al luogo in cui vive: «Aiutare una persona a migliorare la sua alimentazione per prevenire o curare patologie alimentari significa prima di tutto studiare la sua vita, le sue abitudini lavorative, l’attività fisica che svolge (spontanea e non) ed il suo metabolismo.
Non va poi trascurato il contesto urbano e ambientali in cui il soggetto è inserito. Risulterà strano ma, per un corretto stile di vita, giocano un ruolo importante anche l’architettura e la fisionomia del posto in cui si vive. Da questo punto di vista la Toscana può vantare ottimi primati. Viviamo in una società che non rispetta i tempi biologici del nostro organismo. Anche nelle scuole non si può rimanere ciechi innanzi ad una realtà ben visibile: sono troppi i casi di anoressia e obesità.
Dobbiamo riuscire ad abbattere tutto ciò che disinibisce l’attività fisica. Serve un approccio intersettoriale al problema».
Molto spesso si tende a semplificare e generalizzare i piani alimentari consigliati per “perdere peso” mentre invece, ribadisce il dott. Vacca: «É necessario tener conto di ogni aspetto della vita personale. Si pensi ai turnisti che lavorano di notte e riposano di giorno: per loro sarà necessario disporre dei pasti adeguati e valutare l’impatto che la loro attività fisica ha sull’organismo. Spesso capitano soggetti che lavorano con sforzo fisico ma ingrassano. In casi del genere è fondamentale lo studio relativo al metabolismo e la selezione di determinate sostanze nutritive in specifici momenti del giorno».
Il dott. Vacca è ricercatore presso il Consorzio Negri Sud di Bari esperto di nutrigenomica. Ha portato a conoscenza del grande pubblico le ultime scoperte in campo nutrizionale, facendo luce proprio sulla capacità di alcuni alimenti di poter “accendere” o “spegnere” alcuni geni. Interessante la sua precisazione relativa all’importanza dell’assunzione di alcuni cibi in specifici momenti della giornata: «In linea di massima è sconsigliata l’assunzione di carboidrati la sera perché durante il sonno essi non vengono smaltiti. Ma se un soggetto lavora di notte e riposa di giorno, questa regola va adeguata».
Fondamentale poi il riferimento alla qualità di ciò che mangiamo: «Se parliamo di dieta mediterranea tutti sappiamo dire che è la migliore. Ma pochi la conoscono davvero. Ciò che però dobbiamo imparare a riconoscere è la reale “bontà” e salubrità delle materie prime che adoperiamo. Quanto più riusciamo ad usare prodotti poco raffinati, più vicini alla natura, non trattati chimicamente e freschi, tanto più staremo facendo del bene al nostro organismo e lo staremo aiutando a prevenire patologie tumorali».
Tante sono ancora le cose da dire ed approfondire. Per questo la Seam da appuntamento al 22 marzo, sempre nella sala conferenze del Liceo Artistico, per il secondo convegno scientifico. In quella occasione verranno rilasciati gli attestati di partecipazione comprensivi di entrambi gli appuntamenti.
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