Energie rinnovabili, gli incentivi fiscali sono un’opportunità per il rilancio dell’edilizia

Cenzio Di Zanni
Un momento del convegno

Giovedì scorso un convegno organizzato dalla CNA, dall’AIC e patrocinato dal Comune ha fatto un po’ di luce sullo stato dell’arte e dal punto di vista tecnico e da quello normativo

3 5 commenti

Sapevate che per il rilascio di un permesso a costruire è obbligatorio il rispetto di una quota di energia rinveniente da fonti rinnovabili? 

Sapevate dell’esistenza di incentivi “interessanti” per chi scelga di installare impianti e infrastrutture in grado di limitare il consumo energetico di un edificio e, quindi, il conseguente impatto ambientale?

E se l’adozione di queste misure, che spesso si traduce nell’osservanza della legge, fosse il volano di un nuovo sviluppo dell’edilizia, settore in cui la stagnazione la fa da padrona?

Giovedì scorso un convegno organizzato da Antonio Patruno e Caterina Di Gioia con il supporto tecnico e logistico degli sponsor e patrocinato da CNA, AIC e comune di Corato, ha fatto un po’ di luce sullo stato dell’arte e dal punto di vista tecnico e da quello normativo. La sala dell’Executive Center, gremita di tecnici e operatori, è stata il segno tangibile dell’interesse suscitato dal tema.

“Il rispetto della normativa e gli incentivi fiscali sono un’opportunità per il rilancio dell’edilizia. Il punto è che non vi è un puntuale adempimento della legge e ancora in pochi conoscono le agevolazioni previste” ha dichiarato Michele Piccione, presidente regionale della CNA. Il panorama normativo, secondo Piccione, si presenta molto frastagliato, se si considera il concorrere di leggi comunitarie, statali, regionali e di tutti i regolamenti lasciati alla competenza dei comuni.

A proposito di Comuni, l’Amministrazione comunale, rappresentata dal vicesindaco Nocca e dall’assessore Salerno, ha salutato con favore l’iniziativa, anche alla luce dei dati elaborati dal Patto Nord Barese-Ofantino. “Per stilare il Piano di Azione per le Energie Sostenibili – ha chiarito Salerno – il Patto ha scattato una foto dell’immissione di Co2 in tutti i comuni”.

Secondo i dati sciorinati dall’assessore Corato produce circa 222mila tonnellate di Co2 in un anno, di cui ben il 58% si deve all’energia prodotta per illuminare e riscaldare i fabbricati adibiti a civile abitazione. La classifica è seguita dai trasporti, che producono il 30% dell’anidride carbonica totale, dall’11% degli edifici pubblici e dallo 0,4 dovuto all’illuminazione pubblica.

Le nostre case sono sul banco degli imputati, quindi, per emissione del primo inquinante gassoso. Ed ecco che dotare le abitazioni degli espedienti che la tecnologia sforna aiuta l’ambiente, le tasche, e una fetta di economia: è questa la tesi emersa dagli interventi dei relatori.

A tal fine è auspicabile una progettazione integrata, l’unica funzionale all’obiettivo.

Antonio Patruno, ingegnere esperto in termotecnica, ha posto l’accento proprio sull’armonia fra il progetto architettonico e quello degli impianti. Diversi i mezzi su cui si è soffermata l’analisi dell’esperto: dai serramenti muniti di vetri a doppia camera con gas inerti, come l’argon, ai cosiddetti cappotti, non indumenti ma strati di materiale isolante che rivestono le pareti.

A questa ricetta, Patruno ha aggiunto le caldaie a condensazione, che assicurano un rendimento energetico superiore al 100%, grazie al riutilizzo dei fumi di scarico, e le pompe di calore, strumenti che promettono interessanti efficienze. Nell’elenco non sono mancati i pannelli fotovoltaici e il “solare termico”, sistema che produce acqua calda con l’aiuto del “dio sole”.

Espedienti tecnici a parte, il piatto forte del convegno è stato il tema dei bonus fiscali. Il fisco, spesso ingeneroso, contribuisce all’efficienza energetica degli edifici con una detrazione, pari 55% delle spese sostenute, dalle imposte sul reddito. Due le condizioni previste: gli immobili devono essere esistenti e iscritti in catasto, a qualsiasi categoria appartengano, con IMU pagata; devono essere già riscaldati.

La lista delle opere per cui scattano gli incentivi è vasta,  spicca la possibilità di usufruire delle agevolazioni anche per le parti comuni dei condomini. Fra i beneficiari, ha sottolineato Patruno, sono contemplati non solo i proprietari, ma anche inquilini e comodatari, compresi i familiari conviventi con il possessore dell’immobile.

Il quadro sembra roseo e tuttavia non mancano i “però”. A cominciare, dall’inosservanza – secondo la CNA – delle normative che impongono veri e propri obblighi di legge, a carico di proprietari e autorità comunali.

Sono due le norme verso le quali ha puntato l’indice il sindacato degli artigiani: la legge regionale n. 3 del 2009 e il “decreto rinnovabili” (DLgs. N. 28/2011) sarebbero solo parzialmente attuate.

La prima prevede che il regolamento edilizio approvato dal Consiglio Comunale possa consentire il rilascio del permesso di costruire per gli edifici di nuova costruzione, solo previa installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 chilowatt per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento.

Sulla stessa linea si pone il “decreto rinnovabili”, all’articolo 11 si legge “i progetti di edifici (…) prevedono l’utilizzo di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore, di elettricità e per il raffrescamento”, secondo una percentuale di energia da fonte alternativa che va dal 20% per il 2012 al 50% entro il 2017. In caso di inosservanza? La legge è chiara: pena il diniego del rilascio del permesso a costruire.  Avete letto bene, niente permesso a costruire.

L’ing. Giuseppe Amorese, capo dell’ufficio tecnico comunale, ha risposto alle accuse con una ammissione dell’affanno che la macchina comunale ha nel mettere in campo i controlli dovuti.
“Il controllo è una necessità per cui non vi sono strumenti e dotazioni proporzionali alle esigenze, c’è un ritardo degli uffici e sarebbe auspicabile una maggiore sensibilizzazione degli operatori del settore” ha dichiarato il dirigente. 

Amorese, poi, ha annunciato alcune misure messe in campo dal Comune, fra cui un finanziamento di 1,5 mln di euro da parte della Cassa Depositi e Prestiti per dotare l’istituto Cifarelli di impianti a basso impatto ambientale e la certificazione della palazzina uffici di via Gravina come edificio di classe A, in materia energetica.

Come fiore all’occhiello, l’ing. Amorese ha appuntato al bavero della giacca il Teatro Comunale, per due ragioni: l’iter per il riconoscimento della classe A in via di espletamento; poi perché anche il Teatro sarà dotato di una pellicola di pannelli fotovoltaici sul tetto, come altri edifici comunali, secondo un progetto apposito.  “Qui si apre il tema del vincolo della Soprintendenza sugli immobili di pregio storico-architettonico” – ha chiosato l’ingegnere – ma è un altro capitolo”.

Già, è un altro capitolo.

avatar

Commenti

  • bbb sx (utente non verificato)

    quand chiacchir chiss sò l problem seri ???????????????e nu ca nan ptim mangia a ci uama disc ? com sit bel a cam e monti vu incassat e nu brim d fam abasciatv l sold ca pighiat

  • forestieri forestieri (utente non verificato)

    Era ora, mi sà che ci siamo svegliati in ritardo, tutto questo esiste già da anni ,comunque meglio tardi che mai .Speriamo che adesso i privati hanno la possibilita’ di investire,visto il periodo in cui ci troviamo ,inoltre visto che, io lavoro in quell’ambito sono dell’opinione che bisognerebbe sensibilizzare la gente per quello che riguarda l’inquinamento e i danni che provoca,poi il resto viene da se’.

  • Peppino SCARINGELLA (utente non verificato)

    Il mio plauso toto corde agli organizzatori e ai relatori con l’invito alle forze politiche della città che si candidano ad amministrare la Città a mettere al primo posto ogni assistenza possibile ai cittadini per il loro sostegno alla produzione delle energie rinnovabili e alternative.

  • ALDO DIGIANI (utente non verificato)

    Quante belle chiacchiere…. Ma volete capire che la gente non ha i soldi per mangiare , non c è lavoro ???? ISTRUITE chi lavora nel COMUNE, UFFICIO TECNICO ECC!!!!!!!

  • Cataldo Mazzilli (utente non verificato)

    Sempre in ritardo in innovazione. Il torpore che avvolge la nostra città’ non è’ casuale in quanto, quello di cui avete discusso nel corso del convegno, e’ stato oggetto di proposta fatta in consiglio comunale tre Anni fa avendo il plauso del dirigente ing . Amorese e la bocciatura della amministrazione Perrone, che per bocca del capogruppo pomodoro bocciava la proposta mostrando tutti i limiti della loro visione prospettica di crescita della nostra città’. Cataldo Mazzilli consigliere comunale uscente.