Il segretario del Pd Gagliardi replica duro a Francesco Stolfa: «E’ ignoranza o malafede?»

© CoratoLive.it
Stolfa, nello spazio dedicato alla rubrica "Il Cor(ro)sivo", aveva criticato il Pd di aver individuato il proprio candidato sindaco «in una riunione di sole 20 persone, finendo col ratificare quella del Capogruppo uscente»
Seppure a distanza di tre settimane, il segretario politico del Partito Democratico di Corato, Luigi Gagliardi, non le manda a dire e replica duramente all’avvocato Francesco Stolfa.
Stolfa, nello spazio dedicato alla rubrica “Il Cor(ro)sivo” che da anni cura su CoratoLive.it, a proposito delle candidature a sindaco per le prossime comunali aveva scritto: «nel centrosinistra il maggior partito (il Pd, ndr) decide di individuare il proprio candidato sindaco in una riunione di sole 20 persone e, in mancanza di altre candidature, finisce col ratificare quella del Capogruppo uscente: un signore degnissimo, con la faccia simpatica, un po’ alla Lucio Dalla. Ma niente di più; e poi, scelto così…»
Parole sulle quali oggi il segretario Gagliardi decide di dire la sua e fornire la propria versione.
«Mi è capitato di leggere su CoratoLive.it – scrive Gagliardi – un vecchio articolo (del 21 dicembre scorso) dell’amico Francesco Stolfa sulle prossime elezioni amministrative in cui, tra l’altro, riporta notizie assolutamente inesatte e che non so da dove sia andato a prendere.
Ma la lettura dell’articolo mi ha riportato alla memoria altri suoi scritti da cui risalta evidente una certa animosità più nei confronti miei che della forza politica, il Partito Democratico, che rappresento. Per cui pongo la domanda: “Francesco, cosa ti rode?”. Se hai qualcosa da dire nei miei confronti, fallo liberamente ma non coinvolgere persone, tra l’altro degnissime, con la tua gratuita acrimonia.
Già all’indomani del voto al primo turno delle primarie svoltosi il 25 novembre scorso per la scelta del candidato presidente del consiglio, ti sei inventato una sconfitta del “candidato della segreteria” che, secondo te, avrebbe dovuto comportare le dimissioni dell’organismo dirigente del Partito Democratico e le mie in particolare.
Già il pensiero che il segretario di un circolo periferico, quale è quello di Corato, abbia il potere di candidare il segretario nazionale Pier Luigi Bersani fa quantomeno sorridere.
Ma vi sono due considerazioni da fare e che sono sfuggite all’articolista e commentatore: la prima è che i componenti della segreteria si divisero quasi equamente tra i due comitati pro Bersani e pro Renzi (entrambi, per opportuna conoscenza, del Partito Democratico) e che io, come segretario, ho partecipato, come meglio ho potuto e con tutti i limiti che mi riconosco, a tutte le iniziative promosse dai due comitati. Per cui quella richiesta poggiava letteralmente sul nulla.
La seconda considerazione è che per quella competizione erano previsti due turni per cui il vincitore era quello che risultava il più votato al turno di ballottaggio, che vide ribaltarsi il risultato. Ed è bene ribadirlo, l’alternanza dei risultati dei due turni riguardava solo Corato poiché a livello nazionale sono stati omogenei.
Caro Stolfa, dovevamo dimetterci tutti? Ovviamente tali farneticazioni non meritavano risposta.
A distanza di pochi giorni (mi riferiscono, dato che non ho tempo per leggere i tuoi articoli) un’altra sublime riflessione su primarie da indire per il centrosinistra per la ricerca di un candidato vero dato che il candidato del Partito Democratico era il frutto di una riunione “carbonara”. In chiusura di articolo l’autore dichiarava che non aveva alcuna intenzione di candidarsi. Perché tale precisazione che somiglia tanto ad una “excusatio non petita”?
Certo ognuno può avere una sua opinione ed essere libero di esprimerla come vuole. Si può anche criticare, stando tranquillamente alla finestra, il percorso che altri fanno, ma si ha il dovere morale di riportare la verità e non quello che gli fa più comodo. Criticare sempre, a prescindere, non è da acide zitelle, come anche il titolo della rubrica suggerisce?
Ed infine quest’ultimo scritto che per buona memoria riporto “Nel Centrosinistra il maggior partito decide di individuare il proprio candidato sindaco in una riunione di sole 20 persone e, in mancanza di altre candidature, finisce col ratificare quella del Capogruppo uscente: un signore degnissimo, con la faccia simpatica, un po’ alla Lucio Dalla. Ma niente di più; e poi, scelto così…”.
Non mi sono mai piaciute le polemiche, soprattutto se “interne”, ma c’è un limite per tutto e non si possono tranquillamente scrivere falsità e ribadirle.
Quella che viene definita riunione carbonara o di sole 20 persone è il risultato di un percorso iniziato diversi mesi prima e non in una segreteria ma in una assemblea di iscritti e simpatizzanti finalizzata alla ricerca di disponibilità a candidarsi. In tale assemblea furono anche fissati i criteri per la individuazione degli aspiranti. Contrariamente a quanto si sostiene, emersero tre validissime candidature dibattute nel corso di più assemblee che, al termine di un processo democratico e nel pieno rispetto delle norme statutarie, hanno ratificato la candidatura di Tommaso Loiodice, forte della sottoscrizione di oltre il 70% degli iscritti.
Il nostro candidato, Tommaso Loiodice, è sembrato al Partito Democratico qualcosa in più del “signore degnissimo, dalla faccia simpatica, ecc”, ma il soggetto ideale per rappresentare i nostri valori e le nostre capacità di governance: dalla preparazione politica all’impegno istituzionale, dall’umiltà al radicamento in diversi ambiti economici e sociali della nostra città, dall’autorevolezza alla capacità di ascolto delle esigenze che possano giungere da diversi settori. Oltre a ribadire il concetto che, qualora Loiodice dovesse vincere le elezioni, tutti i cittadini, attraverso le diverse forme (già previste dallo Statuto Comunale) di partecipazione, si sentiranno parte integrante ed imprescindibile delle decisioni.
Questa è la verità. Per cui caro Francesco Stolfa – conclude il segretario del Pd – la domanda te la rivolgo io: ignoranza o malafede?».
Commenti
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Bravo segretario. Ci voleva. Tommaso Loiodice rappresenta la candidatura più giusta. Gode di un largo consenso nella città, frutto di un forte impegno nel sociale che ha profuso sin da quando era ragazzo. Mi preme segnalare solo alcuni di questi impegni. Egli è stato per anni responsabile degli scout a Corato ed ora è Presidente della Cooperativa Lavorazione Prodotti Agricoli (la cantina sociale di Via Castel del Monte), la cooperativa più grande di Corato, che raccoglie più di mille soci, dove ha dimostrato notevole competenza nel settore.
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e che vuol dire che la vora in una coop con piu di 1000 persone dimostrando notevole competenze nel settore? Allora dovremmo votare sempre berlusconi visto le sue competenze con le aziende? allora uno spazzinonon dovrebbe fare mai iil sindaco? che competenze può mai avere uno spazzino? poveri voi come vi vedo…..
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Bene consegnata in via formale e pubblica la risposta al collega F.sco Stolfa, che poneva delle riflessioni (a torto o a RAGIONE) in un Suo scritto sulla rubrica il Corsivo, è giunta l’ora di procedere seriamente, non solo alla organizzazione e celebrazione delle “Primarie” per il Candidato Sindaco del Centro-Sinistra ma, e qui si “parrà tutta la virtude intellettiva e politica” dei rappresentanti politici locali, di coinvolgere a pieno titolo, senza indugiare e perdersi in fasulle argomentazioni politichesi, il Partito dell’UDC nella coalizione di C-S. Si dimostri lungimiranza politica e si colga la opportunità che è data dalla totale disintegrazione del Centro-Destra. Questo, se davvero si ha in animo la volontà di vincere e dare una valida e seria alternativa alla Città di Corato.
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La dialettica democratica in un partito non va drammatizzata. Stolfa ha il diritto di dissentire ( con garbo) senza essere bacchettato e bastonato dal suo partito! Caro Stolfa ,la dura e aspra risposta del tuo (ex?) segretario politico dovrebbe indurla a scendere dalla tribuna e a a giocare in prima persona per passare dalla critica alla proposta ed all’azione! Dimostri di che pasta è fatto! Corato ha bisogno di gente come lei, ma in campo! Luigi Patruno, Cons. Comun. Indip.
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Caro Segretario del PD (partito cui NON sono iscritto). La cosa più incredibile è che tu ipotizzi una ostilità personale nei tuoi confronti. Mi conosci davvero poco. Comunque un giorno, quando ti sarà passata e ci prenderemo un caffè insieme, ti spiegherò cosa è un pezzo di SATIRA così eviti di attaccarti alle parole, cerchi di cogliere il messaggio di fondo (io vi sto solo dando qualche consiglio per evitare la solita debacle) e magari eviti qualche caduta di stile
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L a dialettica democratica è un’altra cosa!…… bisogna sentirsi obbligati a parlare con cognizione di causa…………..altrimenti è un pour parler.E il corrosivo non è nuovo a questi …strafalcioni!!!!!!!!!
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Chi osa sindacare le scelte degli organi del Partito Democratico di Corato! Quanta acredine e velenosità nelle parole di Gagliardi.. un classico che si ripete sempre quando qualcuno mette il naso negli affari del partito. Questa è gente fuori dal mondo che si porta dietro anni di lotte intestine e conti in sospeso che non interessano alla Città e che allontanano le persone dal PD. Che il PD di Corato non abbia individuato il proprio candidato con le primarie è un fatto e non può essere smentito. 20 o 70 persone non cambia nulla! Questi signori non rappresentano gli elettori del PD ma sono solo una gruppetto di persone accecate da antichi rancori ed odi personali! Il segretario di un partito che replica con un articolo così velenoso ad una critica è assolutamente vergognoso! La città deve cambiare pagina e liberarsi di questo vecchiume!
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Luigi Gagliardi, “…Dicono che noi rivoluzionari siamo romantici. Si è vero lo siamo in modo diverso, siamo quelli disposti a dare la vita per quello in cui crediamo…” (Ernesto Che Guevara de la Serna). Un apprezzamento per la tua forza d’animo! Cordialità







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