Mancano gli anestesisti, all’Umberto I sospesi gli interventi chirurgici programmati

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Dal 5 dicembre le operazioni cosiddette "di elezione" – ovvero quelle programmate non urgenti – sono state sospese a causa della carenza di anestesisti. Una situazione per la quale chiede chiarezza il locale Tribunale del malato
Interventi chirurgici rimandati e da circa un mese addirittura sospesi.
Succede all’ospedale “Umberto I” dove, dal 5 dicembre scorso, le operazioni cosiddette “di elezione” – ovvero quelle programmate non urgenti – sono state sospese a causa della carenza di anestesisti.
Una situazione per la quale chiede chiarezza il locale Tribunale del malato “Agev” che ieri ha inviato una lettera sull’argomento al direttore generale della Asl, Colasanto, all’assessore regionale alla sanità, Attollini, ed al direttore sanitario dell’ospedale coratino, Liaci.
«Presso questo tribunale del malato – spiega la presidente Anna Melillo Santarella – giungono pressanti e costanti segnalazioni e denunce di disservizi che provocano lacune assistenziali, in particolar modo riferite ad interventi chirurgici e ginecologici non effettuati a causa un numero esiguo di anestesisti».
Attualmente gli unici interventi effettuati nel presidio ospedaliero coratino sono le urgenze in arrivo dai reparti di ostetricia, ginecologia e ortopedia. Quelle relative alla chirurgia vengono invece direttamente trasferite negli ospedali di Terlizzi o Molfetta.
Questo accade perchè in servizio all’ospedale di Corato ci sono solo 7 medici anestesisti, a fronte dei 10 previsti dalla pianta organica. Altri due potrebbero essere inseriti a breve ma, intanto, sono addirittura un centinaio gli interventi chirurgici in lista d’attesa che non possono essere effettuati.
«Il presidio ospedaliero di Corato – continua Anna Melillo – risponde ad un bacino di utenza di oltre 170mila abitanti per quanto attiene alla unità operativa di ostetricia e ginecologia, attualmente dotata di 32 posti letto. Anche la neonatologia dotata di 6 posti letto e la pediatria che ne ha 10 coprono un bacino di utenza vastissimo, al pari di cardiologia con 8 posti letto e di medicina generale con 12 posti letto.
E’ palese che il numero dei posti letto è assolutamente incongruo rispetto alla domanda di assistenza. Ma la nota più dolente ed apparentemente incomprensibile è la dotazione assolutamente sottostimata di 4 posti letto per il reparto di chirurgia in un presidio ospedaliero prevalentemente chirurgico dove convergono tutti i 118 con emergenze chirurgiche e traumatologiche.
La cosa più assurda è data dalla concentrazione di 20 posti letto nel reparto di chirurgia del presidio ospedaliero di Terlizzi, non dotato nè di ortopedia-traumatologia, nè di ostetricia-ginecologia. Inoltre nell’ospedale terlizzese non vi è la copertura di guardia attiva di rianimazione, di anestesia e del cardiologo, figure essenziali per garantire i livelli essenziali assistenziali previsti dalle normative vigenti».
Insomma, se un polo chirurgico è costituito da chirurgia, ginecologia e ortopedia con annessa giardia anestesiologica h24, è chiaro che dividere i reparti non giova a nessuno dei due ospedali.
«E’ incomprensibile definire l’ospedale di Corato “polo chirurgico” e poi svuotarne di fatto la chirurgia. Distribuendo in questo modo reparti, posti letto e figure professionali, entrambie le strutture non vengono messe nelle condizioni di operare al meglio.
Tutto ciò produce un costo enorme e non risponde a criteri fondati sulla efficacia ,efficienza ed economicità. Alla luce di quanto esposto – conclude Anna Melillo – si chiede una congruità che risponda a criteri assolutamente scientifici e assiomatici. In un momento in cui si chiedono sacrifici ai cittadini il rigore, il raziocinio, la rettitudine etica e deontologica è un imperativo assoluto».
Commenti
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PURTROPPO……è tutto già scritto!!!!! Questo è il modo “DEMOCRATICO” STUDIATO, per RIDURRE l’ospedale di Corato in FAVORE di terlizzi……la regia regionale, “operatori”,.. primari ed ex sindaco di terlizzi……..dimostrateci il contrario!!!!!
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Per il BENE dei pazienti bisogna costruire un nuovo ospedale CENTRALIZZATO e POLIVALENTE e non tener conto del CAMPANELISMO , é inaudito avere tanti ospedali e dei malati trasportati da ogni parte . Gli Ospedali son fatti per i malati non per il benessere degli impiegati. La gente si lamenta del funzionamento della sanita’ si sa il perché … manca il coraggio di rimediare . EFFICACITA’ e COSTI MINORI .
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invece di allestire esternamente non era meglio allestire interno.chi mi capisce acconsenta grazie.
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cara anna melillo, queste cose al mio paese si chiamano interruzione di pubblico servizio…chissà se, opportunamante presentate alla procura della repubblica, non sortiscano qualche effetto purgativo per qualcuno…
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Purtroppo quanto, come ben sapete, ho denunciato più volte, inascoltato e lasciato da solo, anche su questo giornale ed in Consiglio comunale, rischiando in proprio, si sta verificando puntualmente.Guarda caso queste denunce arrivano SOLO DOPO le dimissioni del Sindaco che non ha fatto nulla per difendere il nostro Ospedale, anzi ha spalleggiato le politiche del direttore generale. Ora votatelo al Parlamento per premio! Dov’è il Direttore sanitario dell’ospedale? Cosa hanno fatto i Consiglieri comunali di Corato per difendere il loro Ospedale? Cosa ha fatto la Commissione sanità,da me più volte chiamata in causa? Cosa hanno fatto gli operatori per difendere se stessi ed il loro Ospedale? Queste sono lacrime di coccodrillo! A Terlizzi si sono fatti rispettare! La denuncia del tribunale del malato, troppo appiattito sull’amministrazione comunale, è tardiva. Troppo tardi. Auguri!







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