Intrighi e passione in “Scacco alla nazione”

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Il nuovo romanzo del coratino Biagio Tempesta è stato presentato mercoledì scorso presso il salone parrocchiale Santa Maria Greca
Giochi d’azzardo, suicidi, amori saffici, storie di passione, misteri, vicende personali che si intrecciano con le vicende collettive di un’Italia postunitaria, tenuta in scacco dalla Massoneria, in cui tutto era ancora da costruire e tutto poteva accadere: questo è “Scacco alla nazione”, il nuovo romanzo del coratino Biagio Tempesta, presentato mercoledì scorso presso il salone parrocchiale Santa Maria Greca.
Seconda opera dell’autore, dopo “Il fioco lume del crepuscolo” pubblicato due anni fa, il nuovo libro va a ricomporre i tasselli del primo, svelando in particolare il mistero irrisolto del cadavere decapitato che era stato ritrovato, nel primo libro, nel giardino di un illustre senatore.
«Un romanzo scorrevole, affascinante e avvincente» lo ha definito durante la presentazione Antonio Montrone, responsabile eventi dell’associazione culturale “Forum degli autori”, promotrice della serata assieme alla Pro Loco Quadratum.
«Un libro che ti vien voglia di leggere tutto di un fiato per scoprire come va a finire. Nella narrazione Biagio ha saputo intrecciare con abilità i temi portanti dell’opera, in maniera lineare e mai complicata, fondendo perfettamente realtà e fantasia, tanto da non riuscirne a distinguere il confine».
Rispondendo alle domande della giornalista Micaela Ferrara, Biagio Tempesta ha sviscerato i “retroscena” all’origine del suo romanzo, di cui si è dichiarato “innamorato” e che, insieme al primo, è stato da lui ideato quindici anni fa e poi messo a frutto dopo un intenso lavoro di ricerca e scrittura.
«Trovo l’Ottocento italiano post unitatio un periodo storico affascinante – ha affermato Tempesta – soprattutto per il ruolo forte e dominante che ha avuto la Massoneria. Ho ricostruito il contesto storico attingendo anche a documenti poco conosciuti e, se la fantasia ben si innesta nel reale, è perchè anche i personaggi inventati li ho creati modellandoli su personaggi storici. Così come ho fatto per il linguaggio: spesso ho ricavato delle frasi da documenti dell’epoca ma per il resto ho cercato di elaborare un linguaggio che rispecchiasse il tenore di quello rinvenuto nei vari documenti storici».
Alla voce della dott.ssa Pia Ferrante, reading delle serata, è stata affidata la lettura di alcuni passi del romanzo, proiettando così i presenti direttamente nel vivo delle pagine di “Scacco alla Nazione”.
Particolarmente toccante è stata la sua interpretazione di quello che Montrone ha definito «uno dei momenti più forti del libro» e cioè il suicidio di uno dei personaggi. Momento drammatico che Biagio Tempesta ha «ritratto come con un pennello su una tela», dipingendo abilmente e intensamente gli ultimi istanti e gli ultimi pensieri del suicida, e che Pia Ferrante ha perfettamente reso con la sua declamazione.
D’altronde il “primo amore” di Biagio Tempesta è proprio la pittura e la passione per la scrittura è subentrata in un secondo momento. Suo è infatti, come ha svelato Micaela Ferrara in chiusura serata, è il ritratto di donna presente sulla copertina del libro.
Amante della lettura, Biagio è poi voluto “passare dall’altra parte”, cimentandosi con la scrittura, scoprendo così una vena creativa anche nell’arte letteraria. Adesso è al suo secondo romanzo ma sta già pensando al terzo, che sarà ambientato in epoca moderna, ma nel quale non abbandonerà quell’intreccio di fantasia e fatti storici che contraddistinguono ormai la sua scrittura.
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