Un intenso Cristo ligneo in una parrocchia di Bitonto. Lo ha realizzato uno scultore coratino

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Lo svelamento del Crocifisso è programmato domani alle 18. La solennità del momento è sottolineata dall'intervento di Mons. Domenico Ciavarella in cui culminerà il programma della presentazione. ì
Il maestro Luigi Quinto, scultore coratino apprezzato ben oltre i confini della nostra regione, presenta la sua ultima fatica: un crocifisso ligneo che sovrasta l’abside della chiesa bitontina dedicata ai Martiri di Abitene.
Lo svelamento del Crocifisso è programmato domani alle 18. La solennità del momento è sottolineata dall’intervento di Mons. Domenico Ciavarella in cui culminerà il programma della presentazione. È previsto un momento di preghiera, seguito dalla presentazione dell’idea e dalla sua concreta realizzazione cui prenderanno parte il parroco, Don Vito Frascella, il maestro Quinto e l’arch. Giuseppe Fallacara, che ha firmato il progetto della Chiesa.
La scultura esprime rara intensità e suggestione di non poco momento. Lo scalpello del maestro modella il corpo di Gesù Cristo nel tronco di un ulivo della nostra terra, fissando l’attimo in cui spira, l’istante del trapasso fra la realtà terrena e quella ultraterrena. Si percepisce con tangibile realismo l’esalazione dell’ultimo respiro. Lo slancio verso il Cielo dalla base del tronco, a significare le radici terrene, è rappresentato icasticamente dalle braccia protese in alto.
Il maestro Quinto non è nuovo all’arte sacra: ha realizzato il “Cristo agonizzante”, importante scultura lignea ubicata nella Chiesa Sacra Famiglia di Corato; una scultura in bronzo rappresentante Padre Pio per l’Ospedale di Corato, il ” Cristo Carità “per la Chiesa S. Paolo di Andria (in corsa per essere introdotto nel ” Guinness dei primati ” per le sue notevoli dimensioni), il Portale in Legno per la Chiesa S. Gerardo di Corato , il ” Cristo Glorioso ” per Monte Grosso presso Andria.
Nella ultra trentennale carriera, ha dato vita ad innumerevoli opere in legno, cartapesta e marmo dai soggetti più vari.
La chiesa è dedicata al sacrificio dei martiri di Abitene una città della provincia romana detta Africa proconsularis, nell’odierna Tunisia, situata, secondo un’indicazione di S. Agostino, a sud ovest dell’antica Mambressa, oggi Medjez el–Bab, sul fiume Medjerda.
Nel 303 d.C. ad opera dell’imperatore Diocleziano, si scatena una violenta persecuzione contro i cristiani. “Si dovevano ricercare i sacri testi e santi Testamenti del Signore e le divine Scritture, perché fossero bruciati; si dovevano abbattere le basiliche del Signore; si doveva proibire di celebrare i sacri riti e le santissime riunioni del Signore”, secondo gli Atti dei Martiri, I. Sono 49 i martiri che hanno trovato la morte per non aver rinnegato la propria fede cristiana.
Il progetto è firmato dall’arch. Giuseppe Fallacara, bitontino di nascita e coratino d’adozione, docente presso la Facoltà di Architettura del Politecnico barese.
La struttura – si legge nel catalogo della Triennale di Milano, che ha dedicato spazio all’opera – è caratterizzato dall’austerità di forme e proporzioni, e dalla centralità della luce. La luce come elemento fondante del progetto piove lungo le pareti, disegna lo spazio e lo rende immateriale, liberandolo dai confini dell’involucro. Il soffitto è in legno lamellare e assume la forma di una volta a vela, metafora della volta celeste.
Un’altra artista coratina, la pittrice Beatrice Capozza, ha prestato la propria opera per commemorare il martirio di Abitene. Si tratta di un dipinto di ben 10 metri per 8 su una delle mura, realizzato con colori ad olio.
L’interpretazione dell’artista ha raffigurato i Santi nella loro ascesa al cielo, fotografati nel momento della loro elevazione spirituale. Una rappresentazione che mette a fuoco la forza interiore e la grande fede dei Martiri stretti in un unico grande abbraccio, capace di unire così la Terra – e idealmente tutti i fedeli – al Cielo.
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