La “Jò a Jò” accende gli eventi natalizi. Le immagini

La Redazione
La Jò a Jò vista dall'alto

Intanto il sindaco annuncia che, dopo l'inaugurazione, il teatro comunale restarà aperto per tre giorni in modo da essere visitato dalla cittadinanza

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Quando si dice che la tradizione incontra le nuove generazioni.

La vera grande novità della “Jò a Jò” è stata proprio questa: la nuova location di piazza Di Vagno è stato il modo per entrare davvero in contatto con i tanti giovani che ormai da tempo affollano quel luogo.

La musica dei “Fabulamundi”, le loro danze popolari, la caldarroste, i prodotti tipici, i personaggi dei presepi e soprattutto il calore del fuoco protagonista di una serata tanto gelida quando ospitale, senza vento né pioggia, sono stati gli ingredienti fondamentali per il successo di questa edizione della Jò a Jò.

La dimensione religiosa ha trovato il suo spazio con la processione della statua di Santa Lucia. Davvero in tanti hanno accolto l’arrivo della statua in piazza. Nel percorso il simulacro ha salutato anche piazza dei bambini, gioiosamente affollata dai piccoli alunni dell’Istituto Comprensivo “Santarella – Cifarelli” che con le loro insegnanti hanno dato vita ad un mercatino di Natale.

«Con l’accesione della Jò a Jò – ha poi detto il sindaco Perrone nel corso dei ringraziamenti di rito – inauguriamo il dicembre coratino 2012 che avrà come fulcro la riapertura del teatro comunale. So che ci sono state polemiche in merito alle presenze per la cerimonia del 23, ma il teatro ha 510 posti mentre la città ha 47mila cittadini.

Proprio per fare in modo che la cittadinanza possa visitare il teatro, la struttura resterà aperta nei tre giorni successivi all’inaugurazione, forse anche nella notte del 23 dicembre».

Un altro grande falò è stato acceso in via San Domenico dall’omonima parrocchia.

Il grande fermento di questi due giorni affonda le sue radici nei secoli passati: era abituale vedere numerosi falò accesi nelle piazze e nelle strade, anche per una funzione pratica. Quando la corrente elettrica ed il riscaldamento non erano ancora presenti o quando questi erano un lusso per pochi, il falò faceva luce nelle strade e riscaldava le persone che si riunivano attorno.

Vedere riacceso un grande “braciere cittadino” e vedere i giovani radunarsi attorno ad esso per giovarsi del suo calore e trascorrere il tempo chiacchierando in tranquillità, sicuramente ha rappresentato un bel risultato per la Pro Loco Quadratum che l’ha organizzato e per il Comune di Corato che l’ha sostenuta.

La tradizionale festa si fa portatrice di valori cristiani, essa celebra infatti Santa Lucia.

Sebbene l’ufficiale ricorrenza della Santa cada il 13 dicembre, la Jò a Jò si è sempre svolta il 12 forse con l’intento di aspettare la venuta del giorno seguente e quindi di accogliere nel migliore dei modi la festa di Santa Lucia. Un duplice motivo lega Santa Lucia alla luce, agli occhi: il suo stesso nome datole in battesimo che fa preciso riferimento alla sfera della luce e la legenda secondo la quale le sarebbero stati strappati gli occhi dai carnefici.

Oggi ad accendere i falò di Santa Lucia saranno la parrocchia San Giuseppe, nel suo piazzale e quella dell’Incoronata a piazza XI Febbraio. Alle 20 inoltre arriva poi il secondo appuntamento a cura della cooperativa Co.O.M.: “Assaggi divini”, una visita guidata presso la chiesetta di San Vito, con degustazione di prodotti tipici del territorio.

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Commenti

  • un grillo (utente non verificato)

    Sindaco siccome la proporzione è di 1 posto ogni 92 cittadini, la mia famiglia si esclude dal prendere parte alla visita, ma si accontenta di visionare sul Sito del Comune di Corato un Virtual Tour del lavoro realizzato che ha portato alla luce il nuovo Teatro Comunale che io intitolerei a G. MARCONI già intestatario dell’omonima piazza. E poi suona bene: ” Teatro Marconi” ah!!

  • Giuseppe Leone (utente non verificato)

    Bene Sig. Sindaco vedo un buon inizio nell’apertura a Tutti, ma perché non per sette giorni ? Sa il 23 l’inaugurazione solenne poi i tre giorni successivi vigilia, natale e santo stefano. Non Le sembra che ci sia un naturale ostacolo alla visita del teatro? Mia moglie impegnata alla preparazione di cardi e baccalà fritto, la suocera di mio figlio a mettere il vincotto alle cartellate, Commara Lisetta a finire di preparare il marzapane su, un’ultimo sforzo e avrà ancora il mio “Bravo” lo lasci aperto fino all’ultimo del’anno. So che costa, ma che vole che siano quei pochi spiccioli rispetto al bene cittadino. Intanto comincio a farLe i miei auguri di Buon Natale e di un felice anno nuovo.