Comitato a difesa dell’ospedale: «Stanno impoverendo il reparto di chirurgia»

La Redazione
Il reparto di chirurgia generale dell'ospedale di Corato

Il comitato ha stilato un documento per segnalare «la riduzione dei volumi dell'attività sanitaria erogabile» e «l' inaccettabile adozione di decisioni aziendali non piacevoli e dannose per la tutela della salute dei cittadini»

2 5 commenti

Gli interventi chirurgici sono pochi ed il reparto è in pericolo.

Sono tempi duri per l’unità operativa di chirurgia generale dell’ospedale “Umberto I”, sulla cui situazione è arrivata la denuncia del “Comitato cittadino per la difesa dell’utenza sanitaria e la tutela dell’ospedale di Corato”.

Il comitato – composto da medici, infermieri e semplici cittadini – ha inviato un documento al direttore della Asl Bari, Domenico Colasanto, all’assessore regionale alla sanità, Ettore Attollini ed al sindaco Luigi Perrone per segnalare «la riduzione dei volumi dell’attività sanitaria erogabile» e «l’ inaccettabile adozione di decisioni aziendali non piacevoli e dannose per la tutela della salute dei cittadini».

Una situazione, secondo quanto evidenziato nel documento, causata da diversi fattori.

Si parte dalla «pregressa riduzione dei posti letto nell reparto di chirurgia – da 22 a 10 – poco prima dell’ultima estate e dalla prossima ulteriore riduzione dei posti letto – da 10 a 4 – a partire dal 1° dicembre».

Si prosegue con «la riduzione delle sedute operatorie settimanali dapprima da tre ad una per riferita carenza di anestesisti e le temporanee carenze del personale medico-chirurgico, talora spostato presso il reparto di chirurgia dell’ospedale di Terlizzi».

Ma c’è di più.

«Alla sola unità operativa di chirurgia di Corato – prosegue la nota – giungono pazienti portati dal 118 provenienti da tutta l’area distrettuale, prevalentemente politraumi della strada, che necessitano di incomprimibile osservazione ospedaliera (per monitorare, ad esempio, la possibile rottura di milza in due tempi) e che nella maggior parte dei casi non necessitano di intervento chirurgico ma che, nel contempo, occupano posti che potrebbero essere destinati a pazienti in attesa di interventi programmati. Viene riferita una lunga lista di attesa di circa 65 pazienti.

Sono tutti elementi – precisa il comitato – che determinano la riduzione dei volumi dell’attività sanitaria erogabile, nonché la riduzione dell’indice chirurgico con conseguente riduzione del peso medio (ovvero la media tra i ricoveri per patologie chirurgiche e gli interventi eseguiti, ndr). Questi elementi negativi, verosimilmente predeterminati non per volontà degli operatori, stanno determinando un’ inaccettabile adozione di decisioni aziendali non piacevoli e dannose per la tutela della salute dei cittadini».

Accade, in pratica, che la produttività di un reparto di chirurgia venga valutata anche in base al numero di interventi eseguiti. E con un basso numero di operazioni, il timore del comitato è che possa essere messa in discussione la stessa esistenza dell’unità operativa.

«D’altronde – continua il documento – non si riescono ancora oggi a comprendere molte cose.

In un clima di “spending review”, per quali motivi si è andati a realizzare una nuova unità operativa di chirurgia a Terlizzi? Attraverso uno strano percorso si sottraggono posti letto a Corato per destinarli alla chirurgia di Terlizzi. Questo avviene pur non essendo mai esistita alcuna branca chirurgica prima di ora nel presidio ospedaliero di Terlizzi (almeno dall’attuazione del piano Fitto).

Peraltro, ne è conseguita la contemporanea istituzione di una nuova equipe anestesiologica a Terlizzi, invero spesso garantita da costose prestazioni aggiuntive che comunque non coprono la guardia attiva h24 invece già presente a Corato.

Per quale motivo sono in funzione tre sale operatorie (Molfetta-Corato-Terlizzi) che costano mediamente 4mila euro all’ora ciascuna, delle quali quella di Terlizzi asserve un solo reparto chirurgico al contrario delle altre due che asservono interi poli chirurgici?

Per quale motivo l’unico primario delle unità operative di chirurgia di Corato e Terlizzi non divide equamente la propria presenza invece che dedicare la maggior parte del suo tempo alla unità operativa di chirurgia di Terlizzi, determinando, inevitabilmente le differenze delle prestazioni erogabili ed erogate nelle due unità operative?».

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Commenti

  • nunzio livrieri (utente non verificato)

    certo, un onesto e competente addetto ai lavori, potrebbe meglio di chiunque fare il quadro su un argomento, la sanita’ pubblica, ormai alla deriva. Questo non toglie che una analisi sulla spesa pubblica, e’ doveroso farla. Spending review, frase presa in prestito (come sempre) dagli altri x dire spendere meno,tagliare i rami secchi,non sciupare:e’ questo che intendono dire i nostri cari amministratori pubblici? Queste chiacchiere le andassero a raccontare ai tordi di prima calata.Il ladricinio del danaro pubblico in tutte le salse,non e’ oggetto alla spending review?Le partecipate comunali e non x riscuotere i tributi e quantaltro,autentico sperperio,non sono soggette alla mannaia?Che dire poi delle sale operatorie pubbliche usate da medici non autorizzati,senza che nessuno sapesse niente (a chi! diceva toto’).L’elenco dello sperperio intoccato,non finirebbe piu’.Il vero problema ormai e’ morale,politico-morale.Bisogna dare un segnale serio,mandando a casa chi ci ha ridotto cosi’

  • Francesco Cifarelli (utente non verificato)

    ….e cosa dire del reparto di medicina che contava 21 posti letto per poi diventare 17, per passare a 15, e per ultimo di pochi giorni fa, si è passati a 12 posti letto??? ….tutto questo è un presagio negativo da tutti i punti di vista, cioè portare alla chiusura dell’ospedale di Corato. …i politici di Corato, cosa hanno fatto in passato e nel presente affinchè questo non accadesse?? si dormiva, si dorme e si dormirà…. tanto chi avrà bisogno di ricovero, con tutti i soldi che la politica elargisce sanno dove andare per curarsi, invece per i poveri “cristi” ?? Si sta tornando indietro nel tempo, chi avrà soldi si potrà curare, chi invece non se lo potrà permettere, crepa. Solo tempo al tempo, questo è quello che accadrà a breve.

  • Michele leone (utente non verificato)

    non riesco a comprendere come mai le scelte vengano fatte, ancora oggi, solo a fini individualistici e partitici e non valutando l’efficienza e la professionalità dei servizi che, personalmente ho potuto di recente constatare a seguito di un ricovero di un mio familiare. colgo l’occasione per esprimere a tutto il personale medico e paramedico del reparto di chirurgia, che ha operato con grande professinalità ed umanità, un sincero ringraziamento.

  • Niente Colpa (utente non verificato)

    Fin prova contraria il nostro sindaco ha fatto di tutto x far si che il nostro ospedale rimanesse in piedi e penso e spero che di nuovo cè la farà forza gino forza adesso ci devi mettere tutto te stesso io credo in te Gino e penso che l ospedale rimarrà li senza tante chiacchiere ora più che mai metrici il cuore grazie Gino .

  • Francesco Tarricone (utente non verificato)

    A differenza del Sig. Leone, colgo l’occasione per rivolgere a tutto il personale medico ed in special modo a quello paramedico, tutto il mio disappunto per il loro operato, che ho potuto purtroppo constatare più volte in occasione dei ricoveri di mio padre.
    La superficialità,la non professionalità, la supponenza ed altre cose molto più gravi,
    regnano sovrane in quella struttura.
    Per cui, io sono dell’opinione, che se un qualcosa non funziona, è meglio “eliminarlo”.
    Basta con gli sprechi.