De Lillo: «Voto Bersani per votare socialista»

La Redazione
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A 24 ore dalle primarie del centrosinistra, l'ex consigliere comunale socialista Giacomo De Lillo invita a votare per il segretario del Pd Bersani

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A 24 ore dalle primarie del centrosinistra, l’ex consigliere comunale socialista Giacomo De Lillo invita a votare per il segretario del Pd Bersani.

«Voto Bersani per votare socialista», afferma De Lillo.

«Ieri Riccardo Nencini, Segretario nazionale del PSI, ha chiuso la campagna elettorale per le primarie del centrosinistra insieme con Pier Luigi Bersani», scrive l’ex l’ex consigliere comunale socialista.

Lo ha fatto in un incontro pubblico organizzato dal PSI a Stella (SV), paesino natale di Sandro Pertini, “per dare il giusto risalto – dice Nencini – ad una storia di libertà e di amore per l’Italia, pagina fondamentale del socialismo italiano ed europeo”.

Un’iniziativa comune, questa, che segna il coerente snodo di un percorso politico, prima che elettorale, iniziato con la presentazione, da parte del Segretario del PD, della “Carta d’intenti” con la quale si è dato avvio ad un patto di legislatura tra riformisti di ispirazione socialista europea e democratici popolari, uniti per la rinascita politica, etica ed economica del Paese.

Com’è noto il PSI, pur essendo parte essenziale dell’alleanza PD-PSI-SEL,  non ha presentato un proprio candidato alle primarie, avendo deciso, dopo attenta riflessione condivisa con la dirigenza del  Partito Socialista Europeo, di votare Pier Luigi Bersani.

Unanimismo e centralismo democratico sono termini di una cultura estranea alla tradizione socialista, per cui l’indicazione della Direzione nazionale del Partito “pro Bersani” non deve intendersi cogente, limitativa della libertà di scelta di ciascun iscritto o simpatizzante.

Io qui, molto brevemente, espongo le ragioni del mio voto, convinto come sono che l’opzione per il voto a  Bersani, da parte di un socialista, risponda ad una logica politica incontestabile che coincide con l’autonomia del PSI. 
Bersani ha, della politica, una visione aperta al pluralismo ed ostile ad ogni forma di personalizzazione e di autosufficienza. All’atto della sua elezione a Segretario del PD, infatti, tra gli obiettivi politici che si pose ci fu quello di ripristinare il dialogo  col Psi, allo scopo di  recuperare un rapporto basato sul rispetto e sulla reciproca autonomia, in funzione della costruzione di un’alleanza politico-elettorale volta a superare la dottrina veltroniana del PD a vocazione maggioritaria.

La coerenza con quella impostazione politico-programmatica ha portato all’accordo Pd, Psi – Sel che,  incorniciato da una carta d’intenti ispirata al Partito Socialista Europeo, costituisce la base di quello che potrà essere il programma dell’auspicato governo di centrosinistra, all’indomani delle elezioni politiche di fine inverno. Quell’accordo, sottoscritto da Bersani, è garantito dalla sua firma e condizionato alla sua affermazione alle primarie. In caso di prevalenza di Matteo Renzi,  è fin troppo facile immaginare che, in coerenza con la  sua “vision” politica, possa esserci una lista del PD a “vocazione maggioritaria”.

Ma, al di là di queste valutazioni che possono apparire di “convenienza”, ammesso che la convenienza politica non sia, in questo caso, un valore, ce ne sono altre che militano in favore di una scelta pro Bersani, vuoi quando rilancia la prospettiva politica degli Stati Uniti d’Europa, prospettiva nella quale si riconoscono i Partiti socialisti in Europa, vuoi quando si rivolge, con costruttiva apprensione, al mondo del disagio, delle povertà, dei giovani disoccupati, della scuola pubblica, delle piccole imprese.

Significativa, infine, e ricambiata con un appello al voto, la sua adesione alla campagna “Rise Up”,  lanciata dalle organizzazioni giovanili socialiste e democratiche europee  e volta al  perseguimento di obiettivi come quello della più efficace lotta all’evasione e ai paradisi fiscali, quello dell’introduzione di un minimo salariale europeo garantito, quello della tassazione delle transazioni finanziarie e della lotta agli sprechi, ai privilegi , alla corruzione.

Quest’ultimo riferimento può essere valutato come conferma della fiducia che anche i giovani ripongono nel maturo, ma affidabile e rassicurante leader del Pd».

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Commenti

  • Soliti Ladroni (utente non verificato)

    Se ci si ostina a votare la stessa classe politica degli ultimi 20 anni guardando i risultati del nostro paese significa c’è si vuol continuare a fare i propri porci comodi! Renzi a vita! Detto da un ex elettore di destra!!

  • Nunzio Calò (utente non verificato)

    Mi ricordo che quando a qualche ex democristiano ho fatto notare che stavano votando Vendola, mi hanno risposto che era Vendola che era diventato democristiano.