I docenti coratini sul piede di guerra

La Redazione

Domani si terrà un incontro tra le rappresentanze sindacali delle scuole cittadine e di tutto il personale scolastico per discutere a messa a punto delle iniziative di protesta per il difficile momento che sta vivendo la scuola

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Domani alle 16 presso l’auditorium del Liceo Artistico di Corato si terrà un incontro tra le rappresentanze sindacali delle scuole cittadine e di tutto il personale scolastico per discutere a messa a punto delle iniziative di mobilitazione e protesta per il difficile momento che sta vivendo la scuola.

Nel dettaglio, si parlerà del coordinamento attività di protesta e di lotta contro le proposte riguardanti la scuola e inserite nel decreto di stabilità 2013; dell’organizzazione dello sciopero indetto per il 24 novembre prossimo e modalità di partecipazione alternative alla manifestazione nazionale a Roma, oltre all’eventuale realizzazione di striscioni e cartelloni.

«Ritenendo necessario non sottovalutare l’importanza che può avere la portata della protesta in questo particolare momento – spiegano i sindacati –  è fondamentale aderire numerosi affinchè il Governo percepisca la compattezza del personale scolastico. Da ciò potrà dipendere il futuro della scuola pubblica e la qualità del lavoro di tutti i relativi operatori».

Nei giorni scorsi lo stesso Liceo Artistico aveva “inaugurato” le azioni di protesta annunciando la sospensione di tutte le attività didattiche non obbligatorie previste dalla normativa vigente ed inserite nel piano dell’offerta formativa.

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Commenti

  • PIPPO STUDIABENE (utente non verificato)

    Perchè ci interessa il futuro della scuola? oppure è un eufemismo per dire che i sindacati vogliono tutelare gli interessi dei loro “cari assisititi” docenti… sindacati che senza i tesseramenti non avrebbero più ragion d’essere e non potrebbero esercitare più quel potere teso a favorire chi si rivolge loro pur di ambire e mantenere (a suon di ricorsi e vertenze) il tanto agognato “posto statale”, nonostante la macchina statale sia in esubero di personale e fatichi a dare incarichi a tutti “questi privilegiati”… Oramai i sindacati han perso quella funzione per cui sono nati, divenendo a tutti gli effetti una vera e propria impresa che tende a fare utili. Pertanto più lotte, più favoritismi, più tesserati, più utili. E non penso di dire una bestemmia.

  • cittadino 2009 (utente non verificato)

    Per un paese che si definisce democratico è una vergogna che le maestre di una scuola materna dipingano ognuno la propria aula perchè non ci sono fondi, che i genitori finanzino spese tipo carta igienica, giochi per bambini, colori, quaderni, che dalle finestre entri acqua quando piove, che le strutture sono fatiscenti, ma ci rendiamo conto o guardiamo solo lo spreed e l’andamento della borsa ed i tagli alla spesa. Possibile che il 99% delle scuole siano state costruite in epoca fascista e non adeguate alle vigenti normative antisismiche!! Un grazie ai docenti perchè se un sistema scuola così disastrato va avanti è solo grazie a loro.

  • O’ PROFESSORE (utente non verificato)

    …e poi ci lamentiamo che i nostri studenti sono i meno preparati d’Europa! personalmente conosco docenti che occupano l’impiego scolastico grazie “all’aiuto” dei nostri cari sindacati; docenti che a malapena sanno l’esistenza o usare i congiuntivi; dicono “stammo” anzichè “stemmo”; “dasti” anzichè “desti”, per citare alcuni esempi…! ma che vuoi che sia…?! l’importante è entrare nelle graduatorie, senza superare alcun concorso che possa testare l’effettiva preparazione del candidato, farsi “consigliare” dai sindacati et voilà, ecco una bella cattedra pronta ad accogliere i nostri futuri docenti! poveri figli nostri… E ora ci si lamenta che si deve sostenere il concorsone! minimo! con quale diritto si deve accedere ad un impiego pubblico?! per il semplice fatto che ci si è laureati?! bisogna superare un concorso come per la stragrande maggioranza degli impieghi pubblici! ma forse anche lì ci sarà d’aiuto l”intervento” del sindacato?!

  • Francesco Tarricone (utente non verificato)

    Sono d’accordo con i docenti che protestano per le condizioni precarie in cui la scuola pubblica è stata portata nei vari anni.
    Però un distinguo doveroso va fatto: massimo rispetto per tutti quei docenti che nonostante tutto svolgono con impegno e passione il loro lavoro.
    Nessun rispetto per gli altri, purtroppo anche troppi, che hanno scambiato la scuola per un parcheggio, che non hanno voglia di fare nulla, che sono solo capaci di recriminare senza nulla dare, e che alla fine sono quelli che colpiscono l’opinione pubblica mettendo in cattiva luce tutti gli operatori scolastici, buoni e brutti ( e ripeto di brutti c’è ne sono molti, ma proprio molti).