“Il Parco arriva in città” fa rima con opportunità. Il presidente Veronico presenta l’area protetta

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Ampia convergenza con Legambiente Puglia, presieduta da Francesco Tarantini, sulla necessità di valorizzare il territorio come volano di una nuova economia
“Il Parco arriva in città. Sicurezza, qualità, identità: il marchio dell’Alta Murgia e le prospettive per il territorio” è il titolo del convegno che, nel pomeriggio di giovedì, ha visto protagonista il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, presso l’auditorium del Liceo Artistico.
Vincolo o risorsa? Freno o volano per l’economia del territorio? Questo lo spirito del confronto in cui si sono avvicendati il presidente del Parco, Cesare Veronico; il presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini e il Commissario Capo Lando Desiati del Nucleo Agroalimentare e Forestale del CFS.
Nel solco della valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico pugliese sono nati, ad oggi, 2 Parchi nazionali, 3 aree marine protette, 16 riserve statali, 77 siti di interesse comunitario, 18 aree protette regionali. È la fotografia scattata dal presidente Tarantini alle ricchezze di una regione, la Puglia, dalle potenzialità enormi in tema di economia “verde” e sviluppo sostenibile.
«Se al momento della sua istituzione il Parco è stato visto come un nemico – ha dichiarato Ignazio Salerno, assessore con delega all’ambiente, intervenuto in rappresentanza del sindaco Perrone – oggi, anche grazie all’approvazione del Piano del Parco, si è riusciti a capire il valore aggiunto che il Parco apporta al territorio».
Un mutamento culturale, dunque, in via di diffusione anche in ragione di un modello economico che scricchiola sempre si più: quello fondato sullo sfruttamento delle risorse senza un’accorta e lungimirante valutazione dell’impatto ambientale.
Il presidente dell’Ente Parco, Veronico, nel suo appassionato intervento ha posto l’accento sulle valenza economica e occupazionale di uno sfruttamento sostenibile delle risorse: «Il modello di sviluppo economico come lo abbiamo sempre inteso è andato in crisi […] l’ambiente, il sistema Murgia, un Parco Nazionale possono rappresentare un modello nuovo».
Veronico ha rivendicato alla sua presidenza i 19 milioni di euro, a favore delle 304 aziende agricole convenzionate con il Parco, somma triplicata rispetto a quella originariamente prevista. «Le aziende agricole sono i miei primi interlocutori – ha chiosato – sono le “sentinelle” del Parco».
Ancora, fra le iniziative più interessanti di questi 7 mesi alla guida del Parco ha suscitato interesse il progetto “Partnersheep”: la lana, prima destinata allo smaltimento fra i rifiuti speciali, ora viene conferita ad un’azienda di Biella e diventa un isolante termico per la bio-edilizia. Ben 62 le aziende coinvolte, 30 le tonnellate raccolte, circa 30 centesimi di euro al kg il prezzo di vendita: numeri che testimoniano un giro di affari che potrebbe crescere, all’insegna della green economy.
A numeri lusinghieri, però, sono state affiancate cifre che destano sdegno: per “Puliamo il mondo” il Parco ha speso 180mila euro, di cui 40mila euro per la rimozione di 13 tonnellate di pneumatici usati, solo in agro di Altamura.
Se «Il Parco arriva in città” fa rima con opportunità, tuttavia “le aree protette in questo momento di crisi economica e di spending review – è l’allarme lanciato da Tarantini – rischiano di essere condannate alla marginalità».
A proposito di qualità e sicurezza alimentare, i dati resi dal Corpo Forestale, attraverso la lucida analisi del Commissario Desiate non consentono di abbassare la guardia: 30 milioni di kg e 18 milioni di lt di prodotti contraffatti, sofisticati o in cattivo stato di conservazione sono stati sequestrati nel 2011.
Oltre 6mila i controlli effettuati dal Corpo Forestale dello Stato, dal campo agli scaffali dei supermercati. Il 15% di tutto il mercato illecito della contraffazione riguarda il settore agroalimentare, dopo abbigliamento e accessori, seguono cd e dvd, poi l’agroalimentare. Un giro d’affari illecito pari a oltre 1mld di euro.
Proiettando lo sguardo al futuro è emersa, unanime, l’esigenza di promuovere l’Alta Murgia come sistema, al pari di Salento, Valle d’Itria o Gargano. Su questa linea ha convenuto il coordinatore del locale circolo di Legambiente, Beppe De Leo. Per l’avvenire fare sistema è l’imperativo: il sistema Murgia.
Secondo l’auspicio del prof. Gaetano Bucci, padrone di casa in vece del dirigente, si consentirà, così, di aumentare la consapevole identità murgiana di chi vive in e di questo territorio unico.
Dopo il convegno è stato lasciato spazio ad uno spettacolo incentrato sul tema della buona alimentazione: “Invito a cena con delitto, quando la tavola diventa un ring” con Pino Africano, naturopata, tecnologo alimentare, autore del libro “Aprite le orecchiette” e Michela De Petris, medico specialista nella dieta del paziente oncologico, autrice del libro “Ricette da Favola”.
Commenti
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Che titolo provocatorio…. “Oggi il Parco arriva in città” ma la verità è una sola : “Il Parco non ci doveva stare proprio” (solo sfaceli, restrizioni e zero benefici)
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Si Brasciolino sarebbe stato meglio cementificare tutto, sai quante belle villette stile Torre Palomba venivano fuori!
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65000 euri per ogni pseudo azienda agricola alla faccia di chi fa fatica ad arrivare a fine mese
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vorrei denunciare un uno schempio che si sta verificando alle fioriere che sono collocate d’avanti al NICOTEL palestra INCOLTE SPORCHE E PRIVE DI MANUTENZIONE dovrebbero essere il fiore all’occhiello x tutti i clienti e i passanti visto che sono piene di buste di spazzatura bottiglie di vetro e plasica e quindi vengono prese di mira da topi senza contare che ci passano bambini che vanno a scuola e in palestra a chi toccherbbe averne cura ? grazie gradirei una risposta.
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la farsa continua ……………………………..







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