«Sì a Matteo Renzi perché parla agli elettori e non alle sigle»

La Redazione
Matteo Renzi

Ad affermarlo è il centro studi politici "Aldo Moro", attraverso il presidente Vito de Leo

4 7 commenti

«Voteremo Matteo Renzi perché incarna meglio di chiunque altro il motivo per cui abbiamo contribuito a fondare il Pd, la casa comune dei progressisti che superava l’accrocco delle alleanze, dei giochetti, della spartizione».

Ad affermarlo è il centro studi politici “Aldo Moro”, attraverso il presidente Vito de Leo.

«Lo voteremo perché ha capito che tra la gente che ha votato a destra c’è qualcuno da recuperare, altrimenti – banalmente – si perde. Lo voteremo sapendo che molta gente non prenderà posizione o alla fine voterà Bersani, per sicurezza. Per comodità. Sappiamo che queste primarie saranno laceranti. Chi promette di lasciare il Pd se Matteo Renzi vince.

E’ una battaglia strana, che coinvolge tante cose. Generazioni piantate ancora nel secolo scorso, con i loro giovani sodali e fedeli che governano i meccanismi decisionali. Non è una questione di generazioni, infatti. E’ una questione epocale che riguarda il Paese, le sue dinamiche corporative, il modo con cui si va al potere e quello con cui si governa. E noi sappiamo da che parte stare. Non stiamo dalla parte di chi è parte del ventennio appena passato, anche se ha solo 20 anni. Stiamo dalla parte di chi ha una visione complessiva, anche avesse 90 anni.

Quella di Renzi è una proposta, che poggia sulla “lucidità nell’ individuare con precisione i problemi del Paese, e la sua capacità di portare in primo piano concetti …: il ricambio della classe dirigente, l’apertura di credito verso le nuove generazioni, l’ innovazione dei metodi e dei linguaggi della politica, la costruzione di nuove forme di partecipazione democratica, la centralità del merito contro i privilegi, la necessità di modernizzare il paese con riforme coraggiose”. Per questo, e non solo,  la sfida che ha lanciato Renzi in vista delle prossime elezioni politiche merita di essere sostenuta.

Viviamo un momento di grave crisi economica, siamo dentro una recessione lunga e profonda di cui ancora non si intravede la fine, che sta facendo vacillare la solidità finanziaria del Paese, sta erodendo le capacità di risparmio e di spesa delle famiglie, sta mettendo a dura prova l’intero sistema produttivo ed economico.

Ma l’Italia vive anche un momento di preoccupante ed evidente frattura tra opinione pubblica e mondo politico, di profonda crisi di fiducia nelle istituzioni, alimentate da segnali di decadimento dell’etica pubblica, da episodi diffusi, ripetuti e trasversali di svilimento della “forma più alta di carità”, per dirla con Paolo VI, in puro e volgare soddisfacimento di appetiti ed interessi personali. In tutto ciò si avverte oggi un senso di smarrimento ed insieme, acuto e pressante, il bisogno di una innovazione, di un’evoluzione, di un cambiamento del quadro politico.

Le persone che oggi si dichiarano indisponibili a tornare alle urne, insieme a quelle che voterebbero qualunque proposta di rottura del sistema, anche di stampo populista, stanno diventando maggioranza nel Paese. A tale condizione di crisi che segnala una sofferenza della nostra democrazia occorre invece dare una risposta dentro la cornice dei meccanismi istituzionali, non fuori, una risposta che maturi dentro il recinto dei partiti, non a prescindere da essi. In questo senso, Renzi rappresenta una occasione.

La sua proposta, che invita ad un ricambio profondo una classe politica che, non diversamente da tanti altri settori di questo paese, soffre di un’evidente incapacità di rinnovamento, che si propone di introdurre nel lessico del centrosinistra qualche parola d’ordine inedita, come merito ed opportunità, in grado di indicare un aggiornamento nell’approccio ai problemi del nostro tempo, che cerca di proporsi anche con metodi e linguaggi nuovi, merita di essere incoraggiata e sostenuta.

Lo merita perché si propone non già di demolire quel che resta dei partiti, e del partito democratico in particolare, ma proprio al contrario di ridare dignità alla loro presenza, e perché allarga finalmente gli orizzonti di riferimento dell’intero centrosinistra, estendendo la sua capacità di sintonia a mondi di riferimento diversi dai tradizionali.

E merita sostegno, questa proposta, nonostante i limiti e le obiezioni che le vengono imputati e mosse. E’ vero infatti che era forse più corretta una sfida dentro un congresso di partito, ci rendiamo conto che in questo momento Renzi appare come un uomo solo al comando, ed offre un’immagine assai personalistica della politica, capiamo le difficoltà di fare i conti con uno stile ed un modello che appaiono poco ortodossi.

E tuttavia il contesto è tale che forse solo in questo modo, lanciando una sfida dirompente dal sapore un po’ ribelle, è possibile stare alla pari della dimensione della crisi economica e politica che stiamo vivendo.

Per questo abbiamo deciso di dare una mano, di affiancarci ai tanti che, con un atto di fiducia nel futuro ed un pizzico di coraggio, hanno deciso di sostenere il generoso tentativo di Renzi, nella convinta persuasione che, come riconosce Bersani, da questa grande sfida il Partito Democratico, il centrosinistra, ma in fondo tutta la politica italiana, possono uscire più forti».

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Commenti

  • Nicolò Vallarelli (utente non verificato)

    La veemenza e la puntualità con cui il De Leo esplicita i suoi “consigli per l’uso” lascia il lettore scioccato. Precisazioni puntuali ogni qualvolta si presenta aria di “rinnovamento” di competizioni elettorali. Sotto lo pseudonimo di centro studi politici “Aldo Moro” il De Leo tenta di mettere sempre la palla a centro campo. Ma il De Leo è un “guardalinee” o un giocatore attivo? Se De Leo è un giocatore non può liberamente passare da una squadra all’altra durante la competizione sportiva. In odore di destra, a Terlizzi, nell’ultima competizione elettorale ha sostenuto Michele Grassi a destra, gli stessi che erano nel PD. Anche a Terlizzi i lettori hanno dovuto “subire” le puntuali precisazioni del De Leo, addirittura anche consigli per il neo sindaco. Poveri noi! I Cambiamento sì, ma rottamiamoli veramente!

  • Amico mio (utente non verificato)

    X nicolo’ vallarelli.Sono pienamente d’accordo con te Nicolo’ il signore in questione mi sembra un po Il Casini della situazione……….Vedrai che fra un po comincera’ ad avvicinarsi anche al M5stelle.

  • ca nesciune é fess p (utente non verificato)

    Secondo me il sig. M. Renzi é solamente un “cavallo di troia” come pure lo sono parecchi suoi sostenitori che non hanno mai dimenticato i loro vecchi “vizi” . La violenza verbale, “rottamare” , é il ringraziamento verso coloro che l’hanno fatto crescere? Competizione OK ma distruzione NO . Ci vuole LEALTA’ e sopratutto mettere da parte l’ego .

  • Nicolò Vallarelli (utente non verificato)

    Se una persona ha per nickname “Amico mio” è una persona buona. E’ la civiltà che incontra la civiltà, anche senza conoscersi. Questo i politici, di qualsiasi specie, l’hanno dimenticato, distruggendo professioni, bruciando nomi, cancellando emozioni, distruggendo famiglie, specie se non si realizzano i propri beceri interessi. Il problema che alcuni personaggi si muovono con disinvoltura da destra a sinistra a centro e viceversa. Pensano di avere le perle di saggezza. Il popolo ormai è disincantato! Coraggio andiamo alla radice dei problemi…non dobbiamo abbatterci perchè ci hanno drogato della crisi…qualcuno direbbe “…ci hanno sodomizzato con il pulcino Pio…” Personalmente sono stato in servizio a Corato dal 1995 al 2006 e conosco bene i personaggi…”Amico mio” fatti raccontare cosa è successo al “Fornelli” fino al 2004. Forza! Ci vuole solo il sale della saggezza, senza compromissioni. Cordialità.

  • Sansone Sansone (utente non verificato)

    E’ vero che sono da rottamare ..tanto De leo che Zucaro che Scaringella….credono di non essere abbastanza conosciuti con i loro trascorsi? E’ troppo grande la tentazione di salire sul carro del vincitore cambiando continuamente giacca….BuHHHHHHHHHHHHHH!

  • Amico mio (utente non verificato)

    X nicolo’ Vallarelli.Grazie delle belle parole.Ho scelto questo nik forse perche’ credono nei rapporti interpersonali .Rapporti che visto il tram tram dei nostri giorni si sta perdendo.Sinceramente ti dico che a me di quello che e’ successo fino al 2004 al fornelli non mi interessa.Ora dobbiamo pensare al futuro e a rivedere il concetto di politica, ecco perche’ mi piace il M5stelle.Mi rendo conto che anche loro faranno degli errori sara’ una cosa inevitabile.Ma la mia domanda e’ questa:Visto che nostri professoroni della politica locale sappiamo come agiscono e cosa fanno perche’ non fidarci di gente nuova?Da quello che ne so stanno pensando ad un programma elettorale su misura dei coratini fatto dai coratini stessi.Mi ripeto:potranno fare piu’ danni di quelli che hanno fatto questi che abbiamo?Io penso di no.Ci ripetono di dare fiducia ai giovani allora diamola questa benedetta fiducia non credi?

  • Nicolò Vallarelli (utente non verificato)

    Ieri, 24 Ottobre u.s. in piazza a Terlizzi il Primo Cittadino Ninni Gemmato ha introdotto la manifestazione, dal titolo “Verso il Bilancio Partecipato”… Il Prof. Vito De Leo, ai microfoni ha detto: «Mai avuta la possibilità di partecipare a incontri di questo tipo. È un segnale forte che si sta dando anche per gli impegni futuri, alla luce di una visione della democrazia locale fatta in termini di partecipazione». Che il De Leo a Terlizzi parteggiasse per la destra quale fuoriuscito del PD, col suo Centro studi Aldo Moro, è ormai notorio. A Corato invece con RENZI. Altrove con chi…