Inclusione sociale dei disabili e delle loro famiglie, ecco “Il tesoro nascosto”

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È nato "Il Tesoro nascosto", un progetto che riunisce l'associazione HAN.S.S.I.E onlus e la cooperativa CO.HAN.S.I.E. intorno all'esigenza di inclusione sociale dei disabili e delle loro famiglie
Quante volte l’incontro con il diverso divide e segna distanze apparentemente incolmabili? Quante volte l’alterità semina paura, diffidenza, isolamento e ghettizzazione?
L’assoluta necessità di una logica di integrazione, fra quella parte della società convenzionalmente definita normale e chi è portatore di diversità, costituisce la molla che ha indotto la dott.ssa Angela Uccelli, giovane psicologa, a partecipare ad un bando regionale volto alla promozione dell’associazionismo familiare.
È nato così “Il Tesoro nascosto”, un progetto che riunisce l’associazione HAN.S.S.I.E onlus e la cooperativa CO.HAN.S.I.E. intorno all’esigenza di inclusione sociale dei disabili e delle loro famiglie. Un percorso alla scoperta del tesoro che ogni persona, nessuno escluso, custodisce nell’intimo di sé.
Sabato 13 ottobre, il meeting di presentazione dell’iniziativa ha visto, nella sede dell’associazione, l’ideatrice Angela Uccelli; Luigi Mintrone, presidente di HAN.S.S.I.E.; Anna Marzocca, presidente di CO.HAN.S.I.E.; Domenico Dormio, esperto di informatica; Damiano Nirchio e Anna De Giorgio, i curatori del laboratorio teatrale; Franco Caputo, Assessore ai servizi sociali e Cenzio Di Zanni, nostro redattore nella veste di moderatore.
Due i destinatari del progetto: le attività de “Il Tesoro Nascosto” sono rivolte al disabile e alla sua famiglia, una famiglia non più vista come destinataria di mero assistenzialismo, ma come soggetto attivo nel processo di integrazione.
Due gli strumenti scelti per raggiungere “il tesoro”, uno moderno e avveniristico l’altro tanto arcaico quanto potente: da un lato i prodigi di cui è capace l’information tecnology; dall’altro il teatro e il suo linguaggio.
L’informatica, vera rivoluzione dei nostri tempi, costituisce un ausilio rilevante per un disabile fisico, consentendo di comunicare meglio e di informarsi attraverso la Rete.
Il teatro è in grado di abbattere barriere e steccati, illuminando i tratti della personalità e abilità nuove.
In una società complessa ed eterogenea come quella contemporanea spesso chi non si omologa, anche solo ad uno stile di vita, una moda o al pensiero dominante viene bollato, gli si attribuisce uno stigma spesso infamante.
Ne nasce un pregiudizio, una trincea fra chi è considerato “normale” e chi è diverso. Più è ampia la forbice fra presunta normalità e presunta diversità e più aumenta la probabilità che il portatore di diversità venga considerato indegno, un reietto, un rifiuto.
Iniziative come questa, pertanto, sono quantomai lodevoli e meritorie, ancor più per il fine intrinseco: la riscoperta della dignità, tratto ineluttabile di ogni uomo.
Commenti
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Un plauso alle responsabili della Cooperativa Cohansie di Corato per queste belle iniziative in favore dei disabili. Ero presente al convegno e posso dire che la proposta della d.ssa Uccelli vada sostenuta in fondo soprattutto dai signori politici locali che in occasione della serata di presentazione del “Tesoro nascosto”, tranne una fugace apparizione dell’assessore ai servizi sociali Caputi, non vi era traccia. Forse perchè il disinteresse di questi signori a parteciparvi al convegno era legato al fatto che queste povere creature essendo escluse dall’esercizio del voto non potevano dare loro il supporto per le prossime amministrative.
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voglio sperare che non sia questo il motivo, o non solo questo, che ha tenuto lontani i c.d. politici dall’avvenimento- ma a dispetto della loro indifferenza non si può negare che il sorriso di coloro che soffrono( ma loro non lo sanno- anzi sono felici di accoglierci) vale di più di una cena elettorale







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