Il vino come ambasciatore di una terra nel mondo. Un press-tour dedicato al Nero di Troia

Cenzio Di Zanni
Un press-tour dedicato al Nero di Troia

Dieci giornalisti di altrettante testate nazionali alla scoperta del nostro territorio, attraverso un itinerario fatto di vigneti, cantine e sapori unici

3 2 commenti

“In vino veritas”, recita un vecchio adagio. È un luogo comune, il frutto di suggestioni popolari? Probabilmente.

Se l’ebrezza toglie il velo della censura, dissolve i freni inibitori, mette a nudo le parole annidate negli angoli più reconditi della mente, un calice di vino racconta un’altra verità: quella della sua terra. Ne racconta gli odori, i colori e la cultura. Quel calice parla di un intero territorio e, se non corrotto, non può mentire. Mai.

Devono essere queste le motivazioni che hanno spinto il Movimento Turismo del Vino Puglia, l’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione, quello al Mediterraneo, Cultura e Turismo in collaborazione con il Gal “Le Città di Castel del Monte” a dar vita ad un “Press Tour” dedicato al Nero di Troia.

Dal 23 al 26 settembre dieci giornalisti di altrettante testate della stampa nazionale, quindi, sono stati protagonisti di un itinerario alla scoperta del Nero di Troia che – nelle parole del presidente del Movimento Turismo del Vino regionale, Sebastiano de Corato – «esprime lo stile enologico del centro-nord della regione, ben distinto da quello del sud, che merita di essere particolarmente evidenziato».

Diverse le tappe del tour: alle visite in cantina o in aziende di prodotti tipici locali sono state alternate soste in siti di particolare prestigio storico o naturalistico, degustazioni ed incontri istituzionali.

Lunedì scorso il chiostro di Palazzo di Città è stato teatro di un articolato programma di degustazione. Dinanzi ai dieci giornalisti sono sfilate le etichette più disparate, frutto del sapiente lavoro di cantine che hanno conquistato fette importanti del mercato globalizzato, meritando – a ragione – il titolo di ambasciatori del territorio nel mondo.

Nutrito il parterre di imprenditori, autorità, istituzioni e intenditori del buon vino. C’erano il Sindaco di Corato, Luigi Perrone, l’Assessore provinciale all’Agricoltura, Franco Caputo, il presidente del Movimento Turismo del Vino pugliese, Sebastiano de Corato, il presidente della Strada dei vini DOC Castel del Monte, Giuseppe Marmo e ancora il direttore del Gal “Le Città di Castel del Monte”, Paolo De Leonardis e l’Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, Dario Stefàno.

«Noi riteniamo fondamentali questi press tour per promuovere i nostri prodotti; siamo partiti dal vino e speriamo che sia possibile organizzarli anche per altri prodotti tipici del territorio», ha dichiarato Paolo De Leonardis, direttore del Gal – che a stretto giro ha aggiunto: «sono convinto che attraverso iniziative affini raggiungiamo i gangli della comunicazione; grazie al vostro lavoro é possibile far conoscere i nostri prodotti a decine di migliaia di persone. Il ruolo dei giornalisti è importante nella difesa del made in Italy».

«Il vino é ambasciatore del territorio, quando un vino della nostra zona si trova in un ristorante di New York piuttosto che di Tokyo porta un pezzo del nostro territorio, ebbene bisogna far sì che, attraverso il vino, i consumatori di quelle terre possano venire a scoprire l’ambiente da cui quel vino arriva», così Sebastiano de Corato ha commentato il binomio vino-territorio, binomio in cui i produttori di vino hanno il ruolo di “sentinelle del territorio”.

Il presidente del Movimento Turismo del Vino, poi, ha indicato con una felice formula,“il vino che viaggia e il vino che fa viaggiare”, il senso del Movimento stesso e dell’iniziativa del press tour, rimarcando il ruolo centrale dell’informazione e dei giornalisti anche sotto il profilo economico.

A proposito di marketing territoriale, il presidente della Strada dei Vini DOC Castel del Monte, Giuseppe Marmo, ha rivendicato l’impegno della sua associazione: “stiamo lavorando in tutte le direzioni nell’intento di far conoscere le nostre aziende a livello nazionale ed internazionale”.

Sulla stessa lunghezza d’onda si é posto l’Assessore Dario Stefàno, nel suo indirizzo di saluto: «le nostre politiche di sostegno alla viticoltura pugliese sono fortemente incentrate sulla valorizzazione vitigno-territorio, quale elemento identitario, unico ‘ingrediente’ capace di dar vita a prodotti unici e inconfondibili».

In particolare, a proposito del Nero di Troia,  ha aggiunto: “é uno dei vitigni più rappresentativi dell’enologia pugliese e di quella Puglia operosa e caparbia che ha scelto la qualità e la produzione di eccellenza quale bussola per navigare con successo verso il futuro”.

Quando stappate una bottiglia di vino, la prossima volta, con il rosso rubino del vino sappiate che sgorga un territorio intero e la sua cultura. Non poco, visto che in questo Paese, é rimasto ben poco di autentico ed inimitabile, dopo la bellezza del suo paesaggio e le virtù enogastronomiche.

 

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Commenti

  • Adesso Olio (utente non verificato)

    Adesso fatelo pure con l olio signori perché non si può rivedere il prezzo delle olive a 30 euro
    o l olio a 250 euro a quintale signori de corato vabbe lui ha il suo marchio ,sai quanto ci pensa a noi piccoli contadini vabbe non ha importanza pero dico fate qualcosa perché lo schifo sull olio e troppo grazie senno vedremo sempre più alberi e terreni in abbandono

  • franco dacorato (utente non verificato)

    sono pienamente d’accordo con adesso olio- basta con l’ipocrisia dell’olio italiano!basta rivendere le nostre olive a chissà chi.per poi vedere trionfalmente in bottiglie di (?) marca olio con olive italiane- gli alberi d’ulivo sono fatti sia per produrre quel benedetto frutto ma anche per il verde del territorio- basta spiantamenti a destra ed a manca- vigilare sulle speculazioni edilizie e punire i colpevoli del falso-