“Oltre il mare”, una settimana di missione in Albania

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Il racconto dell’esperienza di 24 giovani coratini, biscegliesi e barlettani nel villaggio di Koman
“Oltre il mare”. Il nome di un’esperienza che ha portato 24 giovani dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, guidati da don Fabrizio Colamartino, a vivere un intensissimo campo-missione di una settimana nel nord dell’Albania, nel piccolo villaggio di Koman.
All’invito del Coordinamento cittadino di Pastorale Giovanile e del Coordinamento Caritas cittadina di Corato hanno risposto giovani coratini, biscegliesi e barlettani tra i 15 e i 34 anni, desiderosi di scoprire cosa c’è oltre il mare. Dai loro racconti, si legge la bellezza e la profondità di questo modo diverso e coraggioso, oltre che controcorrente, di investire parte della propria estate.
«Oltre il mare una terra che prova a rialzarsi dopo anni di dittatura, di povertà, di sofferenza, di negazione di libertà. Una terra con un governo democratico, ma che deve ancora fare i conti con la corruzione e le scelte dei potenti di turno.
Oltre il mare i palazzi e le strade asfaltate di grandi città come Durazzo e Scutari, assieme a pericolanti barracche e cavi elettrici appesi qua e la.
Oltre il mare la sperduta Koman, le sue montagne ed il suo lago, posto povero ma meraviglioso che ha ospitato il gruppo per una settimana, dove l’oratorio per bambini e ragazzi e la visita delle famiglie hanno riempito le giornate dei giovani italiani.
Oltre il mare suor Rosa e suor Nina, la loro passione, il loro impegno, instancabili nel donare un po’ di speranza, di gioia, di istruzione, di fede, di beni materiali a piccoli e grandi.
Oltre il mare la famiglia Shkambi, la famiglia Geraj e tante altre famiglie pronte a spalancare le porte delle loro case, ad accogliere premurosamente gli ospiti, ad offrire quel poco che avevano, guidati da una generosità invidiabilissima.
Oltre il mare il sorriso di Albano, Leonard, Kevin, Albina, Mikel, Romina e tanti altri bambini ai quali era dedicato l’oratorio pomeridiano, per i quali semplici giochi di squadra scatenavano una gioia immensa, capaci con la loro semplicità di riempire il cuore, con la loro creatività di riutilizzare palloncini già scoppiati, con i loro abbracci di saldare legami.
Oltre il mare Eliseo, Juli, Fatmir, Zef, Altin, gli “angeli” che, parlando un ottimo italiano (pur non essendo mai stati nella nostra terra), hanno supplito ad una delle più grandi difficoltà, comunicare con gente di lingua diversa.
Oltre il mare la bellezza di condividere una stessa fede religiosa, la certezza di sentirsi uniti al di la delle distanze e di ogni sorta di diversità.
Oltre il mare la visita al campo di prigionia di Scutari e la testimonianza dei “Martiri Albanesi”, 40 persone per le quali è in atto il processo di canonizzazione, che assieme a tanti altri uomini e donne non hanno esitato nel dare la vita pur di non negare la propria fede durante un regime dittatoriale caduto solo vent’anni fa, il primo a dichiararsi esplicitamente ateo.
Oltre il mare il gruppo di giovani che ha vissuto il campo-missione, legatosi in modo straordinario, pronto a comunicare in patria, agli amici italiani, il valore dell’essenzialità, della condivisione, della dignità nella povertà, di cui la terra albanese è maestra.
Oltre il mare è giunto il sostegno morale e materiale di diverse aziende e attività commerciali coratine, la “F.A.S.”, la “Martincart”, l’Impresa Funebre “Sethi”, l’Impresa Funebre “Michele Lotito”, la Cantina vinicola “Torrevento”, la Farmacia “Sant’Elia” del dott. Martella, il Pastificio “Granoro”, la serigrafica “Grafiche G.S.”, assieme a quello di diverse comunità parrocchiali e singoli benefattori che hanno creduto in questo viaggio.
Oltre il mare è rimasto un pezzo di cuore, oltre il mare, l’Albania».
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