Ricordi in musica nel cuore dei Coratini nel mondo

© CoratoLive.it
Venerdì sera in piazza Sedile la manifestazione dedicata ai nostalgici originari del paese delle quattro torri
Una piazza Sedile gremita ha ospitato venerdì sera l’evento che ha riempito il cuore dell’estate cittadina e, soprattutto, quello di coloro cui esso è dedicato: i Coratini nel mondo.
Sono tanti, emigrati decenni anni fa in cerca di fortuna e stabiliti poi in una realtà diversa da quella di origine: chi in Francia (Grenoble in particolare), chi in Venezuela, chi in Germania.
Hanno trovato lavoro, messo su famiglia, trovato il proprio compromesso. Eppure, tutti, innegabilmente, hanno un pezzo importante di Sud Italia e di Puglia nel cuore: Corato.
Perché, checché se ne dica, le radici sono qui, con tutto ciò che ne consegue: tradizioni, cultura, mentalità, tratti tipici di una vita legata a questa terra generosa e a cui spesso non si è riconoscenti.
Ma i Coratini nel mondo questo lo sanno e, a differenza di chi a Corato ci vive, apprezzano tutto ciò che questa città riesce ancora ad offrire.
Ed ecco quindi la festa “Coratini nel mondo”, una serata riempita dalle sonorità tipiche della canzone italiana, che ravvivano i ricordi e i sentimenti di quanti a Corato non vivono più.
A dare voce, colore e passione a quest’evento la Grande Orchestra Italiana, diretta dal Maestro Simone Mezzapesa, la voce della cantante coratina Simona Muggeo e le poesie di Luisa Tarantini, che hanno contribuito a far rivivere momenti e sensazioni legate a questa città e alle sue tradizioni.
La musica è veicolo e origine di profonde emozioni, a cui molti dei presenti venerdì sera hanno dovuto rendere conto nel momento in cui hanno avvertito che certi ricordi e certe passioni non passano mai.
La festa si è riconfermata anche quale importante occasione di aggregazione, un’opportunità in cui ci si ritrova e ci si confronta, si torna indietro con la mente e si racconta della propria vita e delle proprie esperienze.
Le testimonianze raccontano di una Corato cambiata, con molte più case, edifici e industrie: qualcuno avverte una crisi economica mai vista negli anni precedenti, mentre altri raccontano di come “si stava meglio quando si stava peggio”.
C’è chi ricorda di quando, giovanissima, ha dovuto seguire il coniuge all’estero, nella vicina Francia, che sembrava così lontana per cultura e mentalità: le difficoltà legate alla lingua, la necessità di dover adeguarsi, di “arrangiare” e dover fare sacrifici. Il tutto condito da una buona dose di nostalgia per la famiglia e la città di origine.
Quando si torna si vede una Corato certo più moderna, più viva, una città che si adegua ai tempi e alla società. Ma anche una terra in cui è inconfondibile il calore di una gente ancora legata alle proprie tradizioni, al dialetto (che molti hanno portato con se all’estero) e a tutti i suoi vizi e virtù che la contraddistinguono.
L’adesione in massa alla manifestazione ha dunque consentito di capire che tutti i Coratini, sia i cittadini che quelli sparsi nel mondo, sanno ancora apprezzare momenti di aggregazione e di allegria che, in tempi come questi, fanno decisamente bene all’anima.
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