Maratona in Consiglio comunale, approvato il bilancio di previsione. Il resoconto completo

Vincenzo Pastore
Il Consiglio comunale di Corato

Disco verde anche per l’atto di indirizzo inerente alla gestione del teatro, che sarà affidata a una società esterna: roventi le polemiche nella discussione di questo punto

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Se le Olimpiadi di Londra dovranno aspettare il 12 agosto per la maratona di atletica, la specialità politica ha avuto la sua sede nell’aula consiliare del Comune nella giornata di ieri.

Non i tradizionali quarantadue chilometri, ma quindici interminabili ore di dibattito, a partire dalle 9.40 del mattino, che non deludevano le attese.

Via libera a maggioranza dei principali punti all’ordine del giorno, tra cui spiccava il bilancio di previsione 2012, approdato in aula solo in serata. Disco verde anche per l’atto di indirizzo inerente alla gestione del teatro, che sarà affidata a una società esterna: roventi le polemiche nella discussione di questo punto. Clima infuocato anche quando il tormentone degli ultimi giorni, la spending review, faceva la sua comparsa tra i banchi dell’assise comunale.

Apertura mattutina dedicata ai preliminari di seduta, liquidati dall’Amministrazione senza alcuna risposta.

Francesco Mazzilli (Pd) apriva i lavori chiedendo diffusione di una nota di un circolo didattico destinata alle istituzioni locali sul riordino scolastico. Ulteriori spiegazioni erano sollecitate a proposito del bando per la Consulta per l’Ambiente, della sentenza della Corte Costituzionale del 20 luglio scorso sulla privatizzazione dei servizi pubblici degli enti locali, del presunto cantiere tra Largo Plebiscito e Piazza Sedile e della chiusura al traffico nel tratto tra Piazza Matteotti e Via Verdi.

Nesta (Misto, Mov.Schittulli) lamentava l’assenza di fontane nella zona del mercato e della villa comunale ed il costo eccessivo (20.000 euro) dell’Ufficio Mobile Polizia Municipale. Auspicava inoltre una più accurata manutenzione delle piste ciclabili e interrogava la Giunta sull’esatta entità del furto agli Uffici Comunali di Via Gravina.

Alcune carenze tra gli atti propedeutici del Pirp (Programma Integrato Riqualificazione delle Periferie) erano evidenziate da Musci (Misto, Mov. Schittulli) mentre Stolfa (Pd) invitava a una messa in sicurezza dei giochi per bambini presenti in Piazza Caduti Di Via Fani. L’ex esponente socialista denunciava anche lo stato caotico del traffico sulle strade cittadine. Tedeschi (Pdl), infine, consigliava un maggiore controllo del codice della strada nelle vie adiacenti il municipio.

Ben ventitré i punti all’ordine del giorno, inaugurati dalle nuove deleghe assessorili dopo l’autosospensione dell’assessore Giuseppe Roselli, comunicate all’assise dal Presidente del Consiglio Tarantini.

Di natura informativa anche il secondo tema, ovvero la presa d’atto del servizio di igiene urbana svolto dall’ASIPU presso Ruvo come spiegato dall’ing. Di Bari del Settore Ambiente. «Sono mancate le relazioni sia dell’organo politico che del rappresentante legale dell’Asipu», l’obiezione di Stolfa.

Terzo e quarto punto erano a firma del Pd. Prima un’interrogazione sugli eventuali obiettivi raggiunti dai fondi rischi comunali per garantire il credito concesso alle micro imprese locali. Pochi i prestiti erogati, come ammesso dall’assessore Cifarelli, giustificati dal corposo iter burocratico da seguire presso la Banca Popolare di Puglia e Basilicata.

L’aula iniziava a scaldarsi con l’intervento di Cataldo Mazzilli (Io Sud): «L’iniziativa è un fallimento, queste misure sono delle baggianate che mettono le aziende nei guai!». Pronta la replica dell’assessore al Bilancio Massimo Mazzilli: «Sono stati concessi pochi prestiti anche per la scarsa possibilità di restituzione delle aziende».

La campagna dei Democratici per concedere la cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da genitori stranieri regolarmente residenti nel nostro Paese coinvolgeva anche l’aula consiliare. Il Pd si rivolgeva all’Amministrazione per sostenere «una battaglia di civiltà inderogabile» secondo Stolfa. Quest’ultimo illustrava i criteri di ampliamento della cittadinanza con il passaggio dallo Ius sanguinis (diritto di sangue, cittadinanza acquisita per discendenza) allo Ius soli (diritto del suolo, cittadinanza acquisita per nascita su un territorio).

Apertura con riserve era espressa da Patruno (Misto, Indipendente) a nome anche del Movimento Schittulli e di Io Sud: «proposta troppo estensiva, la cittadinanza va legittimata con un percorso di apprendimento linguistico e culturale dell’Italia» era l’emendamento sottoposto all’aula. Da Pomodoro (capogruppo Pdl) giungeva una lunga disquisizione sul concetto di cittadinanza e sullo stato delle cose nel resto del mondo. «Lo Ius soli è una scelta demagogica che nessuno pratica in Occidente, sarebbe un invito a invadere la nostra terra. Difendiamo le radici culturali e religiose italiane».

Il dibattito si accendeva, Stolfa e Patruno si schieravano contro le posizioni «antiliberali, vicine a quelle di un capogruppo della Lega Nord» espresse da Pomodoro. Il consigliere indipendente citava anche il caso Balotelli ricordando i ragazzi stranieri nati e cresciuti nel nostro Paese. Il Pd esigeva  l’intervento del Sindaco in qualità di presidente dell’Anci Puglia e del consigliere D’Introno (Pdl) come coordinatore giovanile regionale dell’Anci alla luce della presa di posizione favorevole all’argomento di Graziano Del Rio, presidente Anci Nazionale.

«Disponibile ad approfondire il tema, non ne abbiamo mai discusso all’Anci» replicava Perrone. Giuseppe D’Introno ricordava invece la campagna “18 anni in Comune” dell’Anci giovane. «Qual è la novità? La normativa italiana prevede già la cittadinanza ai maggiorenni» sbottava Patruno che poi si scagliava contro Pd e Pdl, ormai un partito unico a sua dire.

«Discussione ipocrita» l’opinione di Loiodice (Pd). I Democratici votavano a favore dell’emendamento che era comunque respinto dalla maggioranza, al pari dell’ordine del giorno.

L’approvazione del rendiconto della gestione 2011 si rivelava un succoso antipasto della discussione sul bilancio previsionale 2012. In un via vai continuo in aula di Giunta e consiglieri, l’assessore al Bilancio Massimo Mazzilli snocciolava i dati sull’esercizio 2011: l’avanzo di amministrazione, per differenza di fondo cassa, era pari a 751.000 euro mentre al 30 giugno 2012 il Comune poteva vantare 23 milioni di euro in cassa.

«Il livello di giacenza di cassa è ragguardevole da diversi anni, soprattutto se pensiamo ad Amministrazioni che non riescono a pagare i propri dipendenti. Nessun elemento di criticità, nessun indicatore di deficit strutturale, sono stati adottati tutti gli atti per la riduzione della spesa».

Di tutt’altro avviso le opposizioni. Pollice verso da parte del Pd per diverse ragioni, a partire dalla spesa eccessiva per il verde pubblico e i vari contenziosi esistenti. Stolfa e Loiodice hanno anche puntato il dito contro le modalità di affidamento degli incarichi, contro l’utilizzo dei fondi per opere pubbliche (dolmen e pista ciclabile) e sull’impossibilità a dare una valutazione del consuntivo Asipu 2011. Entrambi tornavano sulla spinosa questione dell’ispezione del MEF (Ministero Economia e Finanze).

«Se le controdeduzioni del Comune non venissero accolte non ci sarà alcun aggravio di spesa a danno dei cittadini. Se quello che dice il Ministero è vero, funzionari e dipendenti comunali potrebbero restituire le somme», la precisazione del Segretario comunale Luigi D’Introno.

«Le misure economiche dell’amministrazione Perrone sono la dimostrazione del fallimento delle loro politiche programmatorie» il giudizio di Stolfa e Loiodice che annunciavano il voto contrario del Gruppo.

Sulla stessa lunghezza d’onda si mostrava Patruno che parlava apertamente di «campagna elettorale» a proposito dei numerosi protocolli firmati dal Sindaco negli ultimi giorni. Forte denuncia anche sul presunto raddoppio del contratto d’appalto per i lavori del teatro e per gli esosi costi della ristrutturazione del vecchio carcere riconvertito in museo. Patruno poi tornava sull’ispezione del Ministero e sul conferimento degli incarichi professionali a consulenti esterni ed allo staff del sindaco.

«Questo è il vero e amaro lascito dell’amministrazione Perrone, non c’è traccia della Giunta ormai lontana dai problemi dei suoi sudditi» la conclusione di Patruno. A queste posizioni si allineavano sia Cataldo Mazzilli (Io Sud) che Amorese (Dc): entrambi battevano il tasto dolente del mancato sviluppo economico.

A difendere l’operato del governo cittadino ci pensava il capogruppo Pdl Pomodoro, che rivendicava la salvaguardia di tutti i servizi essenziali per i cittadini. Secondo Pomodoro le minoranze dimenticavano le cause all’origine del ritardo dei lavori del teatro, «un bene restituito alla storia ed alla cultura come il vecchio carcere».

«Anche la Regione, con l’assessore Barbanente, si è complimentata per l’azione amministrativa di questo Sindaco» la difesa a spada tratta del capogruppo Pdl.

Il rendiconto della gestione 2011 passava con i voti della maggioranza.

Prima della pausa pranzo c’era spazio per un ultimo punto: l’elenco degli immobili comunali disponibili alla vendita e la relativa valutazione. Proprio la stima dei cespiti era al centro della disputa: Cataldo Mazzilli lamentava la valutazione «deficitaria non di mercato» di un terreno in contrada Maccarone, Loiodice proponeva l’eliminazione dello stesso suolo al pari della Torre dei Guardiani. Tuttavia, quelle cifre ipotetiche di vendita non potevano essere eliminate perché inserite come poste di bilancio. Il piano delle alienazioni era approvato con i voti della maggioranza e l’astensione di Nesta.

Alle 14.35 via libera alla pausa pranzo, non senza qualche breve discussione sugli orari da rispettare. Si riprendeva alle 16 con la discussione del settimo punto, l’indisponibilità di aree e fabbricati da destinarsi a residenza o attività produttive per la cessione in proprietà o in diritto di superficie, propedeutico al bilancio di previsione e ratificato all’unanimità.

Il programma triennale dei lavori pubblici con l’elenco annuale 2012, presentato dall’ing. Amorese del Settore Lavori Pubblici, riaccendeva gli animi. Per Arsale (Pd) vi sarebbe stato un importante esborso finanziario per la bitumazione delle strade mentre sarebbe venuto meno un punto del programma, ovvero la nuova sede per la scuola media Giovanni XXIII. La riqualificazione di Via Sant’Elia, con conseguente nuova allocazione per la fiera di San Cataldo, per il luna park della festa patronale e per l’isola ecologica, le condizioni del vecchio Liceo Classico e delle tombe di San Magno gli altri nodi da sciogliere secondo Arsale.

«Non siamo contrari alla maggior parte delle opere pubbliche ma non condividiamo le fonti di finanziamento» il parere del Movimento Schittulli per voce del consigliere Musci che accusava la Giunta di aver distolto i fondi per la Giovanni XXIII a favore della sistemazione delle strade.

«Il mutuo della scuola è vincolato perché bisogna versare 1.300.000 euro per l’esproprio. Non possiamo farlo per il Patto di Stabilità» la spiegazione di Perrone che non convinceva Francesco Mazzilli secondo cui si «poteva rinunciare ad altre opere e portare avanti quella della Giovanni XXIII».

Cataldo Mazzilli suggeriva di investire una somma della manutenzione nelle strade nel recupero del vecchio Liceo classico. «Proposta non attuabile, possiamo avere finanziamenti dal liceo ma non per i lavori delle strade. Così facemmo perderemmo un finanziamento» il “niet” del Sindaco.

«Il mutuo rimanga alla Giovanni XXIII, non si sistemino le strade negli ultimi 10 giorni» il commento di Patruno.

Il programma triennale dei lavori pubblici era approvato a maggioranza.

La discussione si spostava sulle tasse comunali, in particolari addizionale IRPEF, IMU e TARSU entravano in aula nel pomeriggio. Relatore l’assessore al Bilancio Massimo Mazzilli che illustrava il nuovo meccanismo per l’aliquota IRPEF, ispirato al principio della progressività e non della proporzionalità.

Queste le aliquote in funzione di 5 fasce di reddito: a) sino a euro 15.000,00, 0,40%; b) oltre euro 15.000,00 e sino a euro 28.000,00, 0,50%; c) oltre euro 28.000,00 e sino a euro 55.000,00, 0,65%; d) oltre euro 55.000,00 e sino a euro 75.000,00, 0,70%; e)  oltre euro 75.000,00, 0,75%.

«La soluzione peggiore possibile, così aumenta la tassazione» sbottava Cataldo Mazzilli che consigliava il ritorno alla tariffa fissa denunciando il livello elevato di evasione fiscale a Corato. Immediata la sua ricetta: una spending review comunale con il taglio del 50% delle indennità di Sindaco e Assessori, la riduzione della spesa per il verde pubblico, per gli uffici comunali (luce e gas), per i risarcimenti nei contenziosi, per i bagni pubblici e la mensa scolastica.

«Dobbiamo tagliare quanto più possibile, in questo modo risparmieremmo 507.000 euro. E’ possibile ridurre la spesa perché si tratta di spesa corrente» incalzava Mazzilli agitando il documento da sottoporre all’assise a firma propria e dei consiglieri Patruno, Musci e Nesta.

La polemica non accennava a placarsi, tutt’altro. Soprattutto quando, dai banchi del Pd, Francesco Mazzilli motivava così l’aumento del gettito IRPEF di 350.000 euro: «Dovete pagarvi la campagna elettorale che sarà a carico dei cittadini».
Bufera immediata. Perrone, fuori onda, si scagliava verbalmente contro Mazzilli: «Ma non dire fesserie, sono affermazioni gratuite!».

L’assessore Massimo Mazzilli rispondeva, invece, a Cataldo Mazzilli ridimensionando le sue proposte in quanto troppo semplicistiche a suo parere: «E’ facile tagliare, bisogna però conoscere la macchina e sapere quali sono gli impegni da rispettare».

Ancora una volta la difesa della maggioranza era affidata al capogruppo Pomodoro, che stigmatizzava le proteste contro «un provvedimento che difende le fasce più deboli e chiede di più a chi ha di più», garantendo i servizi essenziali per i cittadini.

«Ridurre le indennità della Giunta riduce i servizi essenziali dei cittadini?» domandava sarcasticamente un infuriato Cataldo Mazzilli. L’esponente di Io Sud era un fiume in piena e non riusciva a trattenersi nel linguaggio: «Chi ve l’ha fatta fare di prenotare la festa del Borgo Antico sei mesi prima? Siamo in un mare di merda!», richiamando poi tre volte la parola “responsabilità”.

Patruno sposava appieno la proposta di Cataldo Mazzilli mentre Francesco Mazzilli usava una metafora scolastica per esprimere il giudizio dei Democratici: «Il Prof Monti avrebbe messo dietro la lavagna la Giunta Perrone». Egli poi era protagonista, assieme al Presidente del Consiglio Tarantini, di un ripetuto battibecco sulla proposta di ritirare il punto dalla discussione.

«Voi non volete approvare il bilancio ma ci sono delle scadenze» tagliava corto il Sindaco. Ritiro respinto e disco verde a maggioranza per la modifica dell’addizionale IRPEF e il punto successivo, propedeutico alla determinazione dell’aliquota.

Toccava poi alla TARSU ed al regolamento per le sue agevolazioni mirato, secondo l’assessore Mazzilli, al calcolo del gettito corretto dell’imposta contrastando il fenomeno dell’elusione. L’emendamento al punto, su proposta del capogruppo Pd Loiodice, ossia un avviso ai cittadini per sollecitare la regolamentazione della propria posizione, aveva il placet unanime così come l’intero punto. Analogamente, anche la riduzione della TARSU per gli immobili non utilizzati e inutilizzabili che non producono nulla in termini di rifiuti (quelli abbandonati o di nuova costruzione) aveva parere unanime.

Tredicesimo e quattordicesimo punto dedicati all’imposta più discussa dell’estate, l’IMU. Prima le detrazioni d’imposta votate all’unanimità per quegli immobili inagibili per ordinanza sindacale di sgombero (come nel caso del crollo di via Alemanni) poi la determinazione delle aliquote IMU accordate a maggioranza: 0,35% per le abitazioni principali e relative pertinenze, ad eccezione di alcune tipologie tassate allo 0.55%; 0,76% per gli immobili classificati catastalmente nelle categorie A/10, C1, C3 e D a condizione che l’operatore economico che svolge attività nell’immobile sia lo stesso tenuto al pagamento dell’imposta; 0.86% per gli immobili non rientranti in tali condizioni.

In entrambi i casi caos in sala e votazione convulsa, con il presidente Tarantini che ricordava la sua “collega” Rosy Mauro al Senato per come liquidava gli articoli dei regolamenti all’unanimità. All’ingresso dell’aula, intanto, aumentavano i mozziconi di sigarette buttati a terra dai consiglieri fumatori.

Accordo unanime anche alle modifiche all’elenco di classificazione delle strade in cui si applica la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche. Il regolamento generale delle entrate comunali subiva invece piccoli accorgimenti con la sostituzione dell’Ufficio Tributi con la SIxT e dell’ICI con l’IMU. Ok unanime anche qui.

Solo alle 20.30 si arrivava alla discussione sul tema più caldo, il bilancio di previsione 2012, che aveva avuto già un prologo durante il quinto punto. L’assessore Mazzilli rivendicava le scelte fatte, sia in termini di contenimento della spesa che nella difesa di servizi essenziali come l’istruzione e la manutenzione del patrimonio pubblico. «Abbiamo rispettato il Patto di Stabilità, abbiamo raggiunto gli obiettivi programmatici. Ci sono spese non comprimibili per impegni contrattuali o gare assegnate».

Rassicurazioni che non convincevano Stolfa, specie per quanto concerneva la finalizzazione della spesa e la scomparsa del bilancio partecipato. «Le indicazioni del rapporto MEF sono nuovamente disattese, siete un’amministrazione ottusamente chiusa nelle vostre stanze».

Pomodoro non ci stava: «Come fate a dire che facciamo campagna elettorale se sostenete che aggraviamo la pressione fiscale?»

«Miope e negativo» era il giudizio di Cataldo Mazzilli al bilancio di previsione. Il suo documento sulla spending review era respinto perché «troppo semplicistico» secondo Pomodoro. «Non accettate mai consigli, siete una casta!» la replica stizzita di Mazzilli. Parere negativo al rendiconto anche da Rigoletto (Sel). Non bastava però, il bilancio di previsione era approvato con 18 voti favorevoli e 10 contrari.

E se i punti sul bilancio avevano alzato i decibel della discussione, non da meno si rivelava il diciottesimo punto sull’atto di indirizzo per la gestione del teatro. Giuseppe D’Introno, consigliere delegato alla cultura, ricostruiva l’oggetto della votazione: l’avv. Lagrasta, nominato dall’amministrazione come consulente per la Fondazione Teatro, nella bozza di convenzione consegnata sconsigliava di intraprendere la via della Fondazione perché costosa e suggeriva la gestione esterna a causa dell’impossibilità dell’ente pubblico a poter dirigere il teatro.

Plauso all’opera era espresso da Nesta che, tuttavia, lamentava lo scarso coinvolgimento della Commissione Cultura. Identica critica giungeva da Amorese (Dc). Loiodice affondava ancor di più il tiro: «Non abbiamo mai visto questo documento. Per poter dare un indirizzo dobbiamo conoscere i dati. E in ogni caso si tratta dell’ennesima manovra elettorale visto che la bozza di Lagrasta è stata stilata nel Febbraio 2011. Spunta casualmente fuori ora in prossimità dell’apertura del teatro».

Interveniva il presidente Tarantini: «Il verbale della commissione dimostra che se n’è discusso». E il Sindaco Perrone confermava la necessità della gestione esterna, assicurando che le associazioni coratine saranno coinvolte nel bando. «Il Consiglio deve esprimersi su quale gestione scegliere, interna o di terzi».

Ma Loiodice era perplesso: «Nella relazione di Lagrasta si legge di una bozza d’indirizzo elaborata d’intesa con la Giunta. Avete quindi già preso una decisione. A questo punto uno dei due mente, o Perrone o Lagrasta. Ritiriamo il punto». Ipotesi subito rispedita al mittente dal Sindaco: «Volete solo perdete tempo, siete la politica del rinvio».

Arsale, Patruno, Cataldo Mazzilli e Musci erano contrari a un dibattito senza la possibilità di consultare i documenti. Longo (Pdl, Presidente della Commissione Cultura) cercava di fare chiarezza parlando di «decisione meditata e non frettolosa» visto anche il consulto con il direttore del Piccolo Teatro di Milano Sergio Escobar che avrebbe confermato i dubbi sulla fondazione.

«Si tratta di questioni e personaggi mai emersi in consiglio comunale» accusava Stolfa che abbandonava l’aula unitamente ad Amorese e Cataldo Mazzilli. L’atto di indirizzo sul teatro era deliberato a maggioranza.

Ultimi punti di carattere urbanistico. Prima la richiesta dell’AIC e dei commercianti della zona industriale di insediarvi attività commerciali al dettaglio con varianti urbanistiche(ok unanime tranne Patruno che non votava). Poi la riqualificazione del centro storico con il PIRU (Programma Integrato Rigenerazione Urbana) per cercare di riportare «sia residenti che fruitori» in quella zona, come affermato dall’arch. Sgobba. Il Pd, con Arsale, sottolineava il «notevole carico urbanistico ed il notevole deficit di servizi». Per cui il gruppo non partecipava al voto lasciando solo la maggioranza a votare positivamente al punto.

Il ventunesimo punto (Cessione e trasferimento, a titolo oneroso, a favore del Comune di Corato dell’area censita al foglio 31, part.lla 1153. Determinazioni) era ritirato perché non affrontato in Commissione.

Gli ultimi due punti, l’erogazione di buoni lavoro per prestazioni lavorative occasionali a favore del Comune ed il regolamento per l’affidamento delle aree verdi, passavano all’unanimità. E a quel punto la seduta era sciolta.

A mezzanotte e mezza, dopo quindici ore in aula e ventitré punti in esame, poteva bastare così.

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Commenti

  • Luigi Werty (utente non verificato)

    L’espressione più conservatrice, affarista, antidemocratica e presuntuosa che questa città abbia mai avuto nella sua storia.

  • franco dacorato (utente non verificato)

    aspettiamo l’intero contenuto dell’assemblea comunale,vediamo il solito spiegamento di muscoli di cartone e poi commentiamo

  • angelo angelo (utente non verificato)

    l’unico uomo, che può dare dignità e credibilità a questo paese è CATALDO MAZZILLI

  • Luigi Patruno (utente non verificato)

    Quella immagine in opertina è una vergogna per il Consiglio comunale. Credo sia giunto il momento di presentare un ordine del giorno in proposito! luigi Patruno.

  • cataldo perrone (utente non verificato)

    via bisceglie è morta 300.000 metri bloccati da lor signori del comune …..xche vogliono fare il P.I.P ma kuando mai non ci sono 30 milioni di euro x espropriare sta terra ……sig SINDACO restituisca sti terreni hai proprietari grazie i PROPRIETARI…. al piu presto………..