Bagnanti con dermatiti e bolle sulle spiagge dei coratini. Niente allarmismi, solo precauzioni

La Redazione
Un'immagine della chiazza oleosa notata sul lungomare

Incontro tra inquirenti e Asl Bt sulla vicenda delle acque inquinate

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Da sempre le spiagge tranesi sono così frequentate da coratini da essersi guadagnate l’appellativo di “Corato beach”. Lo stesso dicasi anche della costa biscegliese, dove è facile sentir pronunciare distintamente un “chiù”.

Eppure ora l’intero litorale nel tratto compreso tra Molfetta e Barletta pare stia riservando ai bagnati – coratini inclusi – cattive sorprese.
Sarebbero infatti decine le persone, soprattutto bambini, ad aver contratto gravi forme di dermatiti e persino bolle sulla pelle curate con terapie antibiotiche dopo aver fatto il bagno in queste acque del litorale.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani ha deciso di vederci chiaro e capire se esista una relazione fra i problemi riscontrati nell’attività del depuratore di Trani, finito sotto sequestro nei giorni scorsi e l’insorgenza di questi problemi alla pelle dei bagnanti. Al termine di complesse indagini, la Procura ritiene che nelle acque tranesi siano stati riversati agenti inquinanti attraverso il depuratore cittadino che per questo è finito sotto sequestro insieme a quelli di Andria, Barletta e Molfetta.
La Asl Bt, dal canto suo, sostiene che il mare è sì inquinato ma non in modo tale da creare problemi alla salute dei cittadini. Per concludere, l’Agenzia regionale per l’Ambiente (L’Arpa) ritiene che il mare di Trani è perfettamente balneabile e che non vi sia alcun problema di inquinamento.

 

Insomma, un vero rebus per i bagnanti.

Nella speranza di fare chiarezza e informare cittadini e turisti sulla situazione si è tenuto un incontro presso la Procura della Repubblica di Trani alla presenza del Procuratore capo, Carlo Maria Capristo, del Sostituto procuratore che conduce l’inchiesta, Antonio Savasta, del Direttore Generale della Asl Bt, Giovanni Gorgoni e del dermatologo Giuseppe Carrieri, che è anche consulente della Procura in questa vicenda.

Il messaggio emerso è semplice: niente allarmismi, ma è necessario prendere qualche precauzione per evitare i problemi denunciati nei giorni scorsi da alcuni genitori che lamentavano bolle sulla pelle e dermatiti diffuse soprattutto tra i più piccoli dopo aver fatto i bagni in mare.

«Abbiamo accertato la presenza di agenti inquinanti nelle acque marine – ha detto il Procuratore Capristo – in prossimità dei depuratori. Le aziende responsabili della gestione degli impianti stanno ponendo rimedio, ma nel frattempo continuano a giungere segnalazioni e denunce dei bagnanti. Con l’aiuto del dottor Giuseppe Carrieri abbiamo prodotto un vademecum, utile alla popolazione, che sarà diffuso dall’Asl Bt». In ogni caso, ha sottolineato Capristo, la vicenda non ha al momento risvolti penali.

Il Direttore generale della Asl, Giovanni Gorgoni, dal canto suo ha sottolineato che non vi sono grosse novità rispetto agli anni scorsi: «Il fenomeno – ha detto – non è in aumento, ma è sempre presente. Lo scorso anno si parò di alga tossica. Quest’anno l’abbiamo chiamata con altri nomi, ma è sostanzialmente lo stesso fenomeno. Per cui niente allarmismi. Puntiamo sull’informazione presso i Pronto soccorsi».

Dunque, nelle prossime ore, la Asl Bt renderà noto una sorta di vademecum per aiutare i bagnanti a proteggersi dai pericoli del mare.

 

 

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