Rigenerare la società con Aldo Moro. Oggi la presentazione del libro “Un Nuovo Umanesimo Cristiano”

La Redazione
Aldo Moro

Oggi, nella ricorrenza del 34° anniversario dell’assassinio di Aldo Moro, la Comunità dei braccianti promuove la presentazione del volume

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Oggi, nella ricorrenza del 34° anniversario dell’assassinio di Aldo Moro, la Comnunità dei braccianti promuove la presentazione del volume.

 

“…L’On.le Del Vescovo ha voluto ricordare che io sono stato accanto a Mons. Mincuzzi ed a lui dalla origine della creazione del movimento (Comunità dei Braccianti), che io non ho certamente dimenticato quelle giornate, non ho dimenticato il fervore con il quale insieme ci siamo applicati nella ricerca di strumenti idonei per rendere viva la nostra società meridionale, per orientarla nel senso di una politica costruttiva, una politica democratica.

…Ma voglio in particolare ricordare questa Comunità alla quale siamo affezionati, anche perché è nata come Comunità della Puglia e Lucania. Quindi una cosa tutta nostra, come se fosse essenzialmente nostra.

…Ecco c’è il mondo rurale, il mondo rurale soprattutto in questa sua espressione bracciantile, cosa si-gnificativa, una realtà psicologica oltretutto, alla quale noi abbiamo voluto dare anche un orientamento religioso, un certo significato politico…

…Ma cosa ha fatto in questi anni la Comunità dei Braccianti nella sua azione sindacale, sociale, politica, religiosa?

Ha raccolto tante persone, ha dato loro la consapevolezza della propria dignità, le ha reso elementi attivi nell’ambito della vita religiosa, sociale, economica, politica, sindacale…

Ecco il duplice vostro merito: di aver ridato a questo mondo rurale una sua unità, una sua capacità di organizzarsi e di operare in una solidarietà feconda e di aver dato ad esso una base di consapevolezza che rende i braccianti orgogliosi e consapevoli della propria funzione e li fa cittadini ad un tempo esigenti nei confronti della società e disponibili a dare il loro contributo, a fare la propria parte per quella armonia sociale che si realizza attraverso la consapevolezza, anche attraverso il sacrificio di tutti, purchè i sacrifici siano giustamente equilibrati, giustamente ripartiti.

… E’ un momento un po’ difficile per la vita italiana. Io però penso, spero che questa difficoltà non sia altro che l’espressione di un momento di passaggio, di uno sviluppo che deve essere ritenuto inevitabile e sicuro in un momento di passaggio per raggiungere nuovi traguardi,…

…Quindi noi speriamo, anche per l’apporto di consapevolezza e di serietà della vostra Associazione, che l’Italia inserita da oggi nella realtà europea, messa a confronto con gli altri Paesi deve fare tutto, deve veramente mettercela tutta  per vincere questa gara…con le capacità della nostra gente, con la sua attitu-dine al lavoro accanito, intelligente, con la sobrietà e la saldezza morale del nostro popolo.

…Queste sono le considerazioni che vi do, cari amici, e sono espressioni…di consapevolezza delle difficoltà, di speranza e fiducia nell’avvenire”.

«Solo qualche anno prima che gli “uomini delle brigate rosse” avessero portato a compimento il folle e delirante progetto del Suo assassinio – scrive il prof. Giuseppe Scaringella,  Presidente Generale dell’Associazione Comunita’ dei braccianti – Aldo Moro, intervenendo alla inaugurazione del Centro Studi per i servizi sociali e culturali di Bari, affidava agli annali dell’Associazione queste riflessioni in cui  do-minante è il tema della centralità dell’uomo intesa non come affermazione del primato dell’individuo, ma come capacità del soggetto di riconoscere, accogliere e praticare la verità rispetto a se stesso e al mondo nel quale vive. Nel reticolo delle relazioni costituenti la società, estremamente difficile è il discernimento dei comportamenti e dei valori a cui questi si ispirano.

Di conseguenza  Moro, anche in quella circostanza, ribadendo la Sua piena adesione all’essenza della
rivelazione cristiana, sosteneva che compito urgente era quello di mantenere l’uomo nella sua interezza come essere capace di riconoscere la propria verità, a fronte di correnti culturali che tendono ad affievo-lire tale capacità dell’uomo e a ridurre l’uomo stesso solo ai propri bisogni.

In difesa e a sostegno del totus homo, Moro nella rubrica “Osservatorio” della rivista  Studium del marzo 1947 affermava la necessità di dialogo tra le culture storicamente disponibili, facendo assurgere il principio di carità a valore centrale del suo pensiero in cui prendeva corpo e anima l’abito morale della coesistenza democratica delle idee politiche (che) “si traduce in concreto nella convivenza degli uomini che la professano…”

Percepire, dichiarare e sostenere la centralità dell’uomo per Moro significava esaltare senza se e senza ma  la libertà dell’uomo, in cui l’uomo è fine dell’azione e non strumento di essa.

Quest’uomo con la sua comunità di appartenenza è chiamato a contribuire alla realizzazione di una società giusta, in cui le risorse vengano distribuite equamente e ad adoperarsi affinché la solidarietà  sia il legame che coagula la società civile, in cui la vita umana  deve avere il primato sull’economia  e conferire senso alle attività economiche.

Su questi temi Moro, in quella circostanza, sollecitò l’attenzione dei quadri dirigenti dell’Associazio-ne, impegnandoli nella ricerca di terreni di confronto per la costruzione di una convivenza civile fondata sui valori che l’umanesimo integrale del filosofo francese J. Maritain e l’umanesimo cristiano di Aldo Moro individua e propugna, in vista del conseguimento di quella libertà, giustizia e pace cui tutti gli uomini aspirano.

Oggi, nella ricorrenza del 34° anniversario dell’assassinio di Aldo Moro, l’Associazione, lungi dallo indulgere a sterili e patetici riti commemorativi, memore della Sua consegna, promuovendo nel Cinema Elia – C.so Garibaldi – la presentazione del volume “Un Nuovo Umanesimo Cristiano Aldo Moro e Studium” (1945-1948) con la partecipazione dell’autore, Prof. Paolo Acanfora, vuole sollecitare i cattolici e i laici che hanno a cuore le sorti della Democrazia italiana a rivisitare il pensiero moroteo per concorrere alla rigenerazione della nostra società».

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