Moro e l’Europa, «un binomio inscindibile»

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L'Ufficio Politico della Democrazia Cristiana e dell'Unione Popolare di Corato ricordano la giornata del 9 maggio
L’Ufficio Politico della Democrazia Cristiana e dell’Unione Popolare di Corato ricordano la giornata del 9 maggio quale ricorrenza della uccisione di Aldo Moro e Festa dell’Europa, «affinché l’indifferenza non prevalga sui valori inalienabili che le nuove generazioni devono conoscere nell’ottica del costruire un futuro di solidarietà, di giustizia, di progresso e di sviluppo.
Moro è stato un Europeista convinto, ma non avrebbe operato per una Europa fatta solo di mercato e mercanti. Una vera unità europea non può prescindere dalla unità politica e valoriale. I valori della solidarietà e della uguaglianza sono scritti nella Costituzione Europea.
Se quei valori vengono meno, di che Europa stiamo parlando ? Dobbiamo riscoprire il pensiero moroteo per riproporre una politica di valori, di passione e di impegno al servizio delle comunità.
La crisi in atto non può avere mere soluzioni nazionali, ma una visione d’insieme europea, dove la Cancelliera Merkel non può limitarsi a prescrivere cure dolorose per gli altri e vantaggiose per la Germania. Occorre passare agli Stati Uniti d’Europa con una sola politica europea fatta da un unico Governo, unica economia, unica banca e unica moneta.
Occorre una politica che colmi le differenze tra le nazioni e dia una speranza concreta di sviluppo. Ecco perchè le intuizioni di Aldo Moro possono essere il punto di partenza per una nuova stagione per l’Europa. Bisogna avere prospettive a più ampio spettro rispetto a politiche meramente ragionieristiche, prive di anima e di cuore.
Facciamo sì che questo 9 maggio non passi nella mera ritualità. Moro e l’Europa un binomio inscindibile».
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