Svelato in Chiesa Matrice il “nuovo” San Cataldo

Luciana Cusanno
L'inaugurazione della statua di San Cataldo

Ieri sera la cerimonia di inaugurazione della statua restaurata. «Un'opera conservata in uno stato pietoso, ma tornata alla luce non solo per la sua bellezza artistica, ma anche per ciò che rappresenta per noi coratini»

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Una chiesa gremita di gente ha accolto con gioia e commozione il ritorno alla luce della statua del patrono San Cataldo, opera del 17° secolo rimasta occultata per diversi decenni.

Presenti alla cerimonia, che si è svolta ieri sera presso la Chiesa Matrice, il vescovo della diocesi Giovan Battista Piccherri, il sindaco Luigi Perrone con diversi esponenti dell’amministrazione comunale, la dott.ssa La Monica con i suo collaboratori autori del restauro, Franco Squeo presidente dell’azienda Fas che ha finanziato il restauro, il presidente dell’Associazione Maggiore di San Cataldo, Luigi Parziale, il vicario zonale Don Cataldo Bevilacqua ed il prof. Ettore Torelli.

«Questo ritorno alla luce è un segno di profonda religiosità e venerazione che lega tutti noi coratini, anche quelli residenti all’estero», ha detto Monsignor Piccherri.

Senso di collaborazione e forte senso di professionalità sono risultati evidenti nell’equipe che ha eseguito il lavoro, «valori che rendono possibile una crescita culturale ed occupazionale della nostra città» secondo le parole di Franco Squeo.

Commozione e amore erano chiare nelle parole della dott.ssa La Monica, restauratrice della statua.

«Un’opera conservata in uno stato pietoso, ma tornata alla luce non solo per la sua bellezza artistica, ma anche per ciò che rappresenta per noi coratini», ha detto.

«E’ stata una festa già dalla prima scoperta: dopo tre mesi di pulitura, è venuto fuori il colore originale, una tempera grassa occultata dal tempo. Questa esperienza ci ha dato una forte spiritualità e profonda religiosità nel riscoprire una statua dalla centenaria devozione e bellezza artistica».

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