Il nuovo complesso parrocchiale della “Sacra Famiglia” è realtà

Vincenzo Pastore
L'inaugurazione del complesso parrocchiale della Sacra Famiglia

«Un’idea folle», ha esordito così un visibilmente commosso Don Peppino ringraziando più volte tutti i parrocchiani per la loro grande disponibilità

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Come una grande famiglia che si ritrova assieme per festeggiare un’occasione importante.

E’ stato questo il clima respirato nei giorni scorsi durante l’inaugurazione del nuovo complesso parrocchiale della “Sacra Famiglia”, che ha visto la luce dopo l’abbattimento delle vecchie suppenne e quattro anni di lavori.

Una comunità in festa accorsa in massa nel piazzale antistante la nuova opera: genitori e figli, giovani e anziani mischiati nella folla per celebrare al meglio quello che è “un dono a tutta la comunità”, come ha spesso ripetuto il parroco Don Peppino Lobascio.

«Una parrocchia famiglia nelle famiglie. Il lavoro dell’uomo è il segno dell’incontro, della comunione e dell’unità. E’ in questo modo che la parrocchia deve crescere per evangelizzare», ha spiegato il vescovo Giovan Battista Pichierri prendendo la parola dopo la cerimonia di benedizione della casa canonica.

«Un’idea folle», ha esordito così un visibilmente commosso Don Peppino ringraziando più volte tutti i parrocchiani per la loro grande disponibilità, dal primo all’ultimo nessuno escluso.

Il sacerdote ha poi rivolto un plauso al Sindaco Luigi Perrone, alla sua amministrazione e ad Antonio Di Nunno, progettista, calcolatore delle strutture e direttore dei lavori.

«Quest’opera valorizza non solo la parrocchia ma tutto il quartiere. Il nuovo centro appartiene a tutti i parrocchiani», ha concluso Don Peppino.

L’aspetto di riqualificazione della zona è stato sottolineato più volte dal Sindaco Perrone prima di ripercorrere le tappe che hanno portato alla realizzazione della struttura, a partire dall’approvazione in Consiglio Comunale qualche anno fa.

Nel 1952 Don Ciccio Tattoli, parroco fondatore della “Sacra Famiglia”, aveva avviato i lavori di costruzione della nuova chiesa prevedendo anche un complesso parrocchiale nelle vicinanze adibito a casa canonica. A sessant’anni di distanza quel progetto ha trovato il suo definitivo completamento.

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Commenti

  • dantes (utente non verificato)

    Quel progetto approvato dal Consiglio comunale in variante al Piano Regolatore Generale e con la cessione gratuita di un suolo destinato a scuola materna è lo specchio di un modus operandi dell’Amministrazione comunale. Don Peppino non ha responsabilità: ha tentato e gli è andata bene.