Psi: «il Comune dedichi una via della città a Placido Rizzotto»

La Redazione
Placido Rizzotto

La richiesta arriva dal partito socialista di Corato, a pochi giorni dalla identificazione dei resti mortali di Rizzotto, estratti da una delle foibe presenti sull’altura di Rocca Busambra, in provincia di Palermo

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«Si dedichi una via della città dedicata a Placido Rizzotto».

La richiesta arriva dal partito socialista di Corato, a pochi giorni dalla identificazione dei resti mortali di Rizzotto, estratti da una delle foibe presenti sull’altura di Rocca Busambra, in provincia di Palermo, il 7 settembre 2009.

«Vediamo in lui la figura da imitare di un eroe della lotta contro la mafia e di un paladino dei diritti dei lavoratori – spiega Grazia Balducci, segretario del partito – e per questo chiediamo che nella programmazione della toponomastica cittadina sia prevista l’intitolazione al suo nome di una strada o di una piazza».

Durante la seconda guerra mondiale, Rizzotto combatté in Carnia ed in Friuli e, dopo l’8 Settembre, si unì ai partigiani della Resistenza. A guerra finita, tornò a Corleone, suo paese di origine, si iscrisse al Partito Socialista Italiano e divenne sindacalista della CGIL, ponendosi alla testa del movimento contadino di occupazione delle terre incolte o gestite dalla mafia con metodi  lesivi della dignità e dei diritti dei lavoratori.

Rizzotto dette vita a cooperative di contadini alle quali, in forza dei Decreti “Gullo”, furono assegnate in affitto terre incolte o abbandonate dai proprietari terrieri: tra queste alcune di proprietà del giovane mafioso Luciano Liggio.

Il 10 maggio del 1948 all’età di 34 anni, Rizzotto fu rapito, barbaramente ucciso nella compagna di Corleone e infoibato sull’altura di Rocca Busambra.

Le indagini condotte dal capitano dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa portarono all’arresto dei mafiosi autori del delitto e fu accertato che a gettarlo nella foiba fosse stato lo stesso Luciano Liggio.

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