Antenna, la protesta continua: «il 22 marzo sit-in sul cantiere». Interviene anche Legambiente

La Redazione
Il presidio contro l'antenna

«Abbiamo già raccolto un centinaio di firme, riscontrando una grande condivisione», dicono alcuni abitanti della zona

2 4 commenti

Non si fermano le proteste scattate dopo l’installazione di un’antenna di telefonia mobile ai bordi del campo sportivo.

Nonostante le rassicurazioni giunte da palazzo di Città per bocca del dirigente del settore ambiente Gianrodolfo Di Bari, i residenti hanno inziato a raccogliere firme contro il traliccio.

«Abbiamo già raccolto un centinaio di firme, riscontrando una grande condivisione», dicono alcuni abitanti della zona che già da sabato hanno realizzato un volantino con le motivazioni della protesta e l’hanno distribuito nei supermercati e nelle scuole del quartiere.

«Vogliamo che la cittadinanza venga coinvolta attivamente – continuano – e che chi deve decidere se queste antenne possono stare qui oppure no, prima ne parli con chi vive in nel quartiere. Non è successo nel caso dell’elettrodotto, almeno venga fatto prima di installare queste antenne.

Chiediamo l’immediata interruzione dei lavori in una zona già sottoposta all’inquinamento dell’elettrodotto. La città ha già detto no all’elettrosmog e questa protesta si carica di valore in un contesto in cui la volontà dei cittadini è totalmente ignorata. Riteniamo che gli amministratori abbiano il dovere di ascoltare la voce dei residenti e di anteporla a qualsiasi interesse privato».

Da ieri mattina ai piedi del traliccio è anche iniziato un presidio fisso.

«Qui – aggiungono – daremo informazioni e raccoglieremo le firme di tutti coloro i quali non vogliono queste antenne di fronte alle proprie case. Ci hanno già avvicinato in tanti, chiedendoci anche interi moduli da restituire firmati dai condomini della zona. 

Nei prossimi giorni continueremo ad essere presenti all’esterno degli istituti scolastici, nei pressi del campo sportivo e nei quartieri per continuare la raccolta firme e la divulgazione di informazioni anche in occasione del mercato cittadino. In più siamo al lavoro per organizzare una manifestazione di protesta entro la fine della settimana.Valuteremo ogni iniziativa utile per evitare questo ulteriore sfregio al quartiere.

È necessario far sentire la nostra voce e per questo invitiamo la cittadinanza a partecipare al sit-in di protesta che si terrà giovedì 22 marzo dalle ore 17.00 nei pressi del cantiere su via Prenestina. La città tutta e la zona 167 non scendono più a compromessi».

Nel frattempo sulla vicenda interviene anche Legambiente Corato che afferma: «Le antenne per telefonia cellulare non dovevano essere concentrate tutte in uno stesso luogo solo per garantire l’impianto di illuminazione al campo sportivo».

«Il Comune di Corato – fa sapere il circolo coratino dell’associazione ambientalista – è stato uno dei primi comuni in Italia a puntare su un regolamento e su un piano di  installazione comunale per gli impianti di telefonia cellulare e radiotelevisivi al fine di minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. Le diverse amministrazioni che si sono avvicendate in questi anni, a partire da quella Di Gennaro hanno, con il supporto scientifico di Legambiente, elaborato regolamenti e piani, negli anni aggiornati, che molto spesso sono stati impugnati dinanzi al giudice amministrativo dai gestori della telefonia cellulare, ma senza esito positivo per questi.

Fatta questa doverosa premessa, Legambiente Circolo di Corato non può non sottolineare che la finalità del piano di installazione comunale è quella di individuare immobili di proprietà comunale dove installare le antenne per telefonia cellulare ma anche quella di distribuire, il più equamente possibile, il carico di campo elettromagnetico in città per minimizzare il più possibile l’esposizione della popolazione.

Questo perché anche se vengono rispettati i limiti di legge, purtroppo, ancor oggi non si conoscono gli effetti cronici ossia a lungo termine, dei campi elettromagnetici, quindi è doveroso applicare il principio di precauzione e cercare di minimizzare il più possibile l’esposizione dei cittadini.

Lo stesso Regolamento regionale n. 14 del 14 settembre 2006, attuativo della Legge regionale  n. 5/2002 sull’inquinamento elettromagnetico, prevede, nel paragrafo inerente gli Obiettivi di qualità, che all’interno dei centri abitati bisogna “ricercare soluzioni localizzative idonee ad evitare concentrazioni eccessive di impianti e di campi elettromagnetici, ai fini della minimizzazione dell’esposizione dei cittadini… e… l’installazione di un numero di nuovi impianti preferibilmente non superiore a due in una medesima localizzazione”.

Inoltre, sia il succitato Regolamento regionale che quello comunale prevedono la partecipazione alla pianificazione, attraverso i forum, dei cittadini, delle associazioni ambientaliste. L’ultimo forum, richiamato nella delibera che concede in locazione ai gestori della telefonia cellulare aree interne del campo sportivo risale addirittura al 22 aprile del 2002 ossia a dieci anni fa. Questo dimostra come si sia inteso procedere in questa direzione non tenendo in alcun conto il possibile disagio che si andava ad arrecare ai cittadini residenti in uno dei quartieri più popolosi della città.

L’Amministrazione avrebbe dovuto avviare una discussione con i cittadini, innanzitutto riconvocando il forum, quindi verificando con i gestori eventuali soluzioni alternative e solo alla fine di un iter trasparente e partecipato, doveva valutare l’opportunità di procedere con l’istallazione delle antenne all’interno dello Stadio comunale fornendo a tutti la più ampia informazione e dando tutte le garanzie del caso, soprattutto sotto il profilo sanitario.

Senza dimenticare che nello stesso quartiere dove è ubicato lo stadio si trova anche l’elettrodotto, che sebbene non si aggiunge al campo elettromagnetico delle antenne perché di frequenze diverse, ad oggi, purtroppo, non è stato né delocalizzato né interrato.

Legambiente Corato, come fa da oltre un decennio, continuerà la sua battaglia contro l’inquinamento elettromagnetico, partendo da chiara e corretta informazione scientifica evitando inutili allarmismi per la popolazione, restando a disposizione dei cittadini per ogni delucidazione in merito ed a fornire tutto il supporto a chi voglia avere un quadro chiaro sulla vicenda. La nostra sede di via Santorno, 11 è aperta tutti i Martedì ed i Venerdì dalle ore 20.30».

avatar

Commenti

  • cittadino2009 (utente non verificato)

    “evitando inutili allarmismi tra la popolazione”….. è il colmo, è come avere una bomba ad orologeria in casa e pensare: è inutile allamarsi……

  • cittadinocoratino (utente non verificato)

    “ricercare soluzioni localizzative idonee ad evitare concentrazioni eccessive di impianti e […] l’installazione di un numero di nuovi impianti preferibilmente non superiore a due in una medesima localizzazione”. Legambiente, non ti sembra che gli elettrodotti più le TRE antenne che verranno messe superino abbondantemente questa indicazione??

  • Adone (utente non verificato)

    E quindi uscimmo a riveder le stelle …

  • francesco0 (utente non verificato)

    A Corato si continua a morire di tumori. Guardatevi intorno. Sveglia !!!!!!!!!! Svegliamoci !!!!!!!!!!