Nasce un comitato cittadino in difesa dell'ospedale

La Redazione
L'ospedale "Umberto I" di Corato

Si chiama "Comitato cittadino per la difesa dell'utenza sanitaria e la tutela dell'ospedale di Corato" ed è composto da oltre 160 tra cittadini, medici e infermieri della struttura sanitaria coratina

2 1 commento

In attesa che l’ordine del giorno sull’ospedale di Corato venga discusso in un Consiglio comunale monotematico, nasce un comitato a difesa dell’Umberto I.

Si chiama “Comitato cittadino per la difesa dell’utenza sanitaria e la tutela dell’ospedale di Corato” ed è composto da oltre 160 tra cittadini, medici e infermieri della struttura sanitaria coratina.

I rappresentanti del comitato hanno stilato un documento in cui vengono indicate le carenze dell’ospedale, unitamente alle richieste nei confronti della Asl di provvedere a soddisfare queste necessità.

Il documento è stato poi inviato al direttore generale della Asl Bari Domenico Colasanto, all’assessore alla sanità della Regione Ettore Attolini, al direttore sanitario della Asl Bari Vito Gregorio Colacicco, aI direttore sanitario del presidio ospedaliero Corato-Terlizzi Sabino Brudaglio ed al sindaco di Corato Luigi Perrone.

«In esecuzione del Regolamento Regionale n. 18/2010 e della successiva disposizione Prot. N 196529/1 del 30/11/2011 a firma del Direttore Generale ASL/BA – si legge nel documento – è stato disposto, con disposizione Prot. 20504/1 del 02/02/12 a firma del Direttore Generale ASL e Direttore Sanitario ASL e dei Direttori Sanitari ed Amministrativo del Presidio, la rideterminazione a far data dal 06/02/ 2012 dei posti letto delle Unità Operative dell’ospedale di Corato-Terlizzi.

All’ospedale di Corato sono stati assegnati 101 posti letto, dei quali 21 per il reparto di medicina interna, 4 per lungodegenza, 10 per chirurgia, 18 per ortopedia, 34 per ostetricia e ginecologia e 14 per pediatria.

All’ospedale di Terlizzi, invece, sono stati assegnati 76 posti letto, dei quali 8 per cardiologia, 16 per medicina interna, 20 per pneumologia, 10 per oculistica, 18 per chirugia generale e 4 per l’unità operativa coronarica.

Altresì vengono cessati, presso il Presidio Ospedaliero di Terlizzi, i ricoveri ordinari e il day-hospital delle seguenti Unità Operative Chirurgia Plastica, Ostetricia e Ginecologia, Riabilitazione Pneumologica; inoltre viene disposta la cessazione dei posti letto in day-hospital di pediatria peraltro già operativa».

Il “Comitato cittadino per la difesa dell’utenza sanitaria e la tutela dell’ospedale di Corato” «ravvisa a tutt’oggi gravi incongruenze, inadempienze e diverse criticità.

Nello specifico l’Unità Operativa Complessa di Medicina e di Lungodegenza non ha ancora attivi i 21+4 posti letto da voi assegnati, inoltre non è stata ancora individuata la figura del responsabile apicale nell’ambito della stessa Unità Operativa del Presidio Ospedaliero di Corato. L’organico risulta inadeguato rispetto alla stessa pianta organica indicata.

L’Unità Operativa di Chirurgia, che deve intendersi complessa secondo gli atti adottati e poi approvati dalla Giunta Regionale (cfr. in particolare delibera Direttore Generale n. 575 del 31103/2011 approvata dalla Giunta Regionale con delibera n 661 del 0510412011, delibera del Direttore Generale n 608 del 61412011, delibera commissario Straordinario n. 1899 del 2411012011) è, invece, semplice secondo l’atto aziendale n. 1490130-07-2010, in assenza a tutt’oggi di una nuova e diversa programmazione della rete ospedaliera di esclusiva competenza della Regione Puglia.

Considerato l’elevato accesso di pazienti chirurgici al pronto soccorso del Presidio Ospedaliero di Corato, la conformazione chirurgica del Presidio Ospedaliero di Corato con la presenza di altre branche chirurgiche (ginecologia-ostetricia, ortopedia), la necessità della stretta cooperazione tra le diverse specialità chirurgiche attive nel presidio e l’unicità organica del paziente, si rende inevitabile avere un’unita operativa di chirurgia che abbia almeno 15 posti letto, una dotazione completa dell’equipe chirurgica con almeno 5 dirigenti medici ed un responsabile apicale sempre presente per poter fronteggiare h24 l’emergenze¬urgenze chirurgiche di un vasto bacino con circa 75.000 utenti.

Si sottolinea come l’attività chirurgica del Presidio Ospedaliero di Corato sia stata a chiusura del bilancio annuo del 2011 di gran lunga superiore a quella analoga svolta presso il Presidio Ospedaliero di Terlizzi. Pure si evince l’inadeguatezza e la sconvenienza morale ed economica di un’organizzazione a giorni alterni, tra i due plessi di un unico ospedale, dell’attività chirurgica di urgenza.

Nel contempo, si ricorda la presenza h24 di una guardia anestesiologica presso il presidio di Corato che induce Io stesso Servizio di Emergenza Territoriale ossia il Sistema 118 a portare il paziente perlopiù sempre presso il Presidio di Corato. Si esige, inoltre, il ripristino di uno schema ambulatoriale flessibile in quanto non è accettabile accedere agli ambulatori chirurgici soltanto nelle ore mattutine.

L’Unità Operativa Complessa di Ortopedia risulta ancora vacante della figura apicale di II livello (primario, ndr) responsabile del reparto e necessita della copertura della pianta organica medica.

L’Unità Operativa Complessa di Ginecologia ed Ostetricia, pur costituendo la settima unità operativa dell’intera regione per numero di parti all’anno, oltre 1.400 nel 2011 è carente di figura apicale di II livello, responsabile del reparto e della necessaria ed adeguata dotazione infermieristica. La presenza di un così importante polo materno-neonatale esige l’attivazione di un servizio emotrasfusionale h24 come richiede la legge imposta dalla conferenza Stato-Regioni sulla riorganizzazione dei poli materno¬neonatali. Quest’ultima detta anche la presenza h24 del pediatra neonatologo, del cardiologo, dell’anestesista, del laboratorio analisi, della diagnostica per immagini.

L’Unità Operativa di Pediatria è carente di figura apicale di Il livello, responsabile del reparto per mancanza di espletamento delle procedure concorsuali. Si rammenta lo specifico concorso bandito 7 anni or sono, con successiva nomina della commissione e paradossalmente mai espletato.

Analoga criticità, ossia assenza di figura apicale di II livello, si segnala per il laboratorio analisi di Corato che invero sarebbe rientrato in una sorta di macrostruttura comprendente i presidi di Corato, Terlizzi e Molfetta. Nello specifico non si comprende perchè l’individuazione della macrostruttura abbia superato i confini dell’ospedale di Corato-Terlizzi inteso come limite per altre specialità organizzate in macrostruttura. Nello stesso servizio si ravvisa la grave carenza di organico laureato.

Non meno dolenti sono le criticità dell’Unità Operativa di Cardiologia per la quale si rende necessaria ed improcrastinabile l’assegnazione di un proprio centro di costo, la individuazione della figura apicale responsabile del reparto, e la correzione della mancata indicazione sulla ormai nota disposizione Prot. 20504/1 del 02/02/12 a firma del Direttore Generale e Direttore Sanitario ASL e dei Direttori Sanitari ed Amministrativo del Presidio, dei peraltro già attivi 4 posti letto come, invero, si è rapidamente fatto per i posti letto della chirurgia plastica del PO di Terlizzi dapprima soppressi.

Si denuncia una grave carenza di personale OTA e OSS (infermieri, ndr) in tutti i reparti, in particolar modo vi è carattere di urgenza in sala operatoria ed in pronto soccorso. 

Infine si ricorda la mancata attivazione della risonanza magnetica presso il servizio di diagnostica per immagini come precedentemente programmato e promesso e la solita oramai mancanza della figura apicale responsabile del servizio in sede.

La continua e persistente disapplicazione e alienazione del piano programmatorio strutturale e organizzativo relativo al Presidio Ospedaliero di Corato, configura la possibilità reale di disservizi, anche gravi, inerenti le diverse attività di reparto, di sala operatoria, dei servizi e degli ambulatori. Il tutto determinerebbe, ovviamente, notevoli disagi a carico dell’utenza sanitaria.

Il lento concretizzarsi nel tempo di una possibile riduzione delle attività ospedaliere, assieme alla riduzione in termini di percentuale di utilizzo dei posti letto delle diverse Unità Operativa, potrebbe divenire motivo per una successiva riduzione se non mera soppressione degli stessi posti letto del Presidio Ospedaliero di Corato.

Analogo risultato potrebbe derivare dalla oramai atavica assenza di figure apicali di II livello che potrebbe pure favorire un meccanismo arbitrario di riorganizzazione rispetto al Piano Sanitario Regionale vigente.

Per chi volesse ulteriori informazioni – conclude il comitato – è possibile recarsi in ospedale presso il Tribunale del Malato».

avatar

Commenti

  • LuigiIlConsiglier (utente non verificato)

    Bravi, così si fa. Complimenti ed andare sempre avanti, non fermarsi mai!Essere inflessibili nel giusto! L’ospedale di Corato NON SI TOCCA, nè ora nè mai: lo sappiano i politicanti di destra e di sinistra: qui troveranno pane duro per i loro denti draculiani, questo non è il paese dei Mamoni! Niente scambi ed affari sulla nostra pelle.