Dal Comune soldi alle istituzioni religiose. Il Pd: «Uno strano caso di assistenza sociale»

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Il segretario del Pd, Luigi Gagliardi, definisce così la deliberazione di giunta con cui il Comune di Corato ha affidato «alle istituzioni religiose una somma di denaro pubblico da dividere senza indicarne parametri»
«Uno strano caso di assistenza sociale».
Il segretario del Pd, Luigi Gagliardi, definisce così la deliberazione di giunta con cui il Comune di Corato, tra le altre cose, ha affidato «alle istituzioni religiose una somma di denaro pubblico da dividere senza indicarne parametri».
«Dopo affannosi studi e ricerche e soprattutto con impegno personale del capo dell’esecutivo – scrive Gagliardi – l’Amministrazione comunale di Corato ha scoperto, guarda caso, che “il Paese sta risentendo fortemente del periodo di crisi che ha investito l’Italia coinvolgendo fasce di popolazione che fino ad oggi non erano mai state interessate…”
Ma i mentori nazionali della maggioranza non avevano affermato fino ad ieri che non vi era alcuna crisi?
Ed allora, con deliberazione di giunta n. 165 del 19.12 2011, decide di azzerare il fondo di riserva ordinando il prelievo di 100mila euro da destinarsi per 40mila euro “alla manutenzione di strade interne, vie e piazze” e la restante somma di 60mila euro per “interventi assistenziali”.
Tralasciando al momento ogni considerazione in ordine alle funzioni ed utilizzo del fondo di riserva, il punto 4 della delibera recita testualmente: “Impartire al Responsabile del Servizio – Dirigente – la seguente direttiva: utilizzo nella misura del 50 per cento della somma di 60mila euro alle istituzioni religiose”.
Onestamente se mi riesce difficile catalogare tale delibera tra quelle assurde o ridicole, estremamente facile è considerarla, indubbiamente, illecita.
A scanso di ogni possibile e pensabile mistificazione, premetto che la critica non è rivolta alle12 istituzioni religiose che si sono viste “piovere” 2.500 euro dal cielo. Essa riguarda la disinvoltura con cui l’amministrazione opera confondendo assistenza con beneficenza, che non è un suo compito.
Ma, ancora più grave, nella deliberazione non è indicato alcun criterio per individuare i bisognosi ed eventualmente graduarli, né vi è indicazione dell’ammontare delle somme (uguali per tutti o differenziate?) lasciando il tutto all’arbitrio o al buon senso (cosa che ci auguriamo sia avvenuto) “del gestore”, che certamente avrà incontrato delle difficoltà nell’assegnazione. A quanto ci risulta la distribuzione è stata differente nelle varie parrocchie, creando confusione nelle famiglie disagiate che si sono rivolte.
Ma i cittadini-contribuenti hanno diritto di conoscere la destinazione finale dei soldi pubblici?
Scorrendo l’elenco delle istituzioni religiose sorgono spontanee alcune considerazioni: le istituzioni religiose hanno tutte quante lo stesso numero di persone bisognose e tutte nella stessa misura? Le istituzioni religiose destinatarie del “beneficio” sono tutte cristiane. E chi non frequenta luoghi di culto non ha diritto? E i bisognosi di diverso culto non hanno diritto? Forse perché non sono elettori?
Ultima considerazione: l’amministrazione ha demandato a privati una funzione pubblica di esclusiva competenza del Settore servizi sociali, evidentemente ritenuto non idoneo nell’assolvimento dei propri compiti? In tal caso ci dovremmo chiedere: cosa si aspetta a togliere l’incarico al Dirigente? E l’assessore al ramo, Franco Caputo, cosa aspetta a dimettersi?
Rammentiamo ai Signori Amministratori – conclude il segretario del Pd – che la gestione delle risorse pubbliche deve essere fatta con oculatezza e serietà e senza cedere a modalità che ricordano l’inizio di certe campagne elettorali».
Commenti
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Ma i nostri amministratori e dirigenti,oltre a pensare per il troppo lavoro che hanno a donare soldi dei contribuenti alle istituzioni religiose che non hanno bisogno, perchè non vedo opere di bene fatte da costoro e elargire fondi per il rifacimento dei viali del parco comunale per fare sport, non possono spremere le loro meningi se ne hanno, per ad esempio espropiare immobili del centro storico di cui non si conosce il proprietario e inziare a spendere questi fondi per ristrutturare questi ai fini di edilizia popolare? O altre cose sensate?
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Il concetto di “laicita’” e’ sconosciuto in Italia , figuriamoci a Corato.







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