Stop alle trattative nel centrosinistra, Rifondazione: «Non siamo usciti per avere un posto al sole»

© CoratoLive.it
«Non accettiamo che si voglia far passare, scorrettamente, l’idea che il Prc coratino sia uscito dalle trattative per poter avere più possibilità di eleggere un proprio candidato»
Prima l’abbandono «del tavolo delle trattative che vedeva impegnati i partiti di centrosinistra e non solo» da parte di Rifondazione Comunista, Sinistra, Ecologia e Libertà e Italia dei Valori.
Poi la posizione espressa dal Pd che ha bollato il tutto come una «mossa affrettata».
Oggi Rifondazione torna sull’argomento e rivolgendosi proprio al Partito Democratico precisa: «non siamo usciti dalla trattative per cercare un posto al sole».
«Il segretario cittadino del Pd – dicono da Rifondazione – porta avanti l’idea del Pd nazionale, del bipolarismo perfetto a cui noi del PRC locale siamo contrari. E’ un modo di vedere la politica. Noi non siamo d’accordo, ma fa parte delle regole del gioco.
Ancora, siamo critici sul concetto della morte dell’ideologia, ma è un suo pensare e noi lo rispettiamo, così come rispettiamo il sentire di quelli che dicono che i partiti devono sparire. Siamo in democrazia: loro si sono battuti per il ritorno del “mattarellum”, noi per l’acqua pubblica.
Quello che non accettiamo è che vuol fare passare, scorrettamente, l’idea che il Prc coratino sia uscito dalle trattative esclusivamente per poter avere più possibilità di eleggere un proprio candidato: noi abbiamo abbandonato i tavoli del centrosinistra poiché gli incontri non hanno mai prodotto alcuna proposta di programma, ma durante le riunioni si giungeva solo a posizioni vaghe che rispecchiavano in qualche modo quelle nazionali dei vari partiti presenti e si rinfacciavano situazioni pregresse, favori fatti in passato cercando così di tenere in scacco i partiti più piccoli.
Rifondazione si è rifiutata di partecipare a tavoli senza conclusione con una coalizione improbabile quanto incapace, secondo noi, di governare la nostra città come i cittadini si meriterebbero. Noi riteniamo di non dover per forza andare con persone con cui si condividono poche idee e metodi di risoluzione dei problemi, per noi non conciliabili, rispetto a quanto occorre per amministrare una città come Corato.
Il segretario Gagliardi dice che le convocazioni iniziali erano così variegate per conoscere l’idea di Corato dei vari partiti. Bene, questo bisognerebbe chiederlo ai cittadini e non già a chi è presente in un consiglio comunale e non riesce a creare una opposizione credibile, un po’ per interesse e un po’ perche ha ormai imparato a usare le stesse politiche di Perrone.
E poi ci chiediamo come Gagliardi spieghi la presenza di “Io Sud” ai tavoli di centrosinistra e, al contrario di ciò che ci viene detto, noi ce ne andiamo per i valori e non per i calcoli, e specialmente per un valore che si chiama antifascismo non possiamo stare con gente di estrema destra in una coalizione di centrosinistra.
Ci rivolgiamo a chi ci accusa di aver fatto questa scelta solo per accaparrarsi un consigliere. Noi non abbiamo bisogno di grandi giochi di potere. Noi sappiamo fare i conti sappiamo di non poter prendere il consigliere anche per via del voto clientelare.
Noi siamo per lo più giovani comunisti con l’idea di voler cambiare il mondo e vogliamo iniziare dalla nostra città. Lanciamo un avvertimento: la gente ha molta più coscienza di cosa è la casta politica e quando si fanno delle promesse bisogna mantenerle se non vogliamo creare ancora più qualunquismo o astensionismo. Quindim se dovesse vincerem il PD si ricordi di aggiustare tutte le strade.
Non c’è nessun fine recondito, caro segretario Gagliardi, ma solo la speranza e la voglia di far nascere a Corato, come in tutta Italia, un polo di sinistra vera».
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